Elogio catodico del quotidiano/Premessa

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Premessa

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Introduzione

Premessa

Intento principale del seguente elaborato è provare ad applicare concretamente teorie e ipotesi formulate da noti studiosi, in primis Umberto Eco, allo studio di un fenomeno creativo e disordinato quale fu il “Far West della Tv”, ossia la nascita dell’emittenza televisiva libera in Italia negli anni settanta ad opera di persone comuni.

La metodologia utilizzata è stata basata principalmente sulla consultazione dei ritagli stampa custoditi negli archivi di alcune emittenti dell’epoca e in particolare Telebiella, Telealtomilanese e Antenna 3, nonché sull’intervista da parte dello scrivente ai promotori di queste emittenti.

Per la redazione della seguente tesi di laurea ho cercato di capitalizzare l’esperienza di blogger di un portale specialistico sulla materia www.tvlocali.tv on line dal 2005, e la passione per la "galassia" delle tv locali lombarde

Unendo quindi volutamente passi e citazioni di testi di noti autori, a ritagli stampa spesso di giornali e periodici locali, a ricordi personali dei protagonisti si prova a delineare a oltre trent’anni di distanza un quadro descrittivo di un fenomeno degli esordi della tv libera italiana che non sempre ha goduto della debita considerazione.

Ciò che emerge dalla lettura di questo materiale eterogeneo è che sorprendentemente furono proprio le piccole tv a innovare, spesso inconsapevolmente, i linguaggi televisivi, al punto che Umberto Eco agli inizi degli anni ’80 per indicare questa “rivoluzione copernicana” che investiva la televisione nel suo complesso coniò il termine di “Neotelevisione” prendendo ad esempio proprio un’idealtipica “Tv della signora di Piacenza”.

I successivi processi di concentrazione a livello aziendale hanno decretato poi il successo da un punto di vista economico di altre emittenti commerciali, ma Telebiella, Telealtomilanese e Antenna 3 hanno avuto il merito di essere pionieri. Un po’ come accadde nella Roma del 1° secolo a.C. “Graecia capta ferum victorem cepit”, la letteratura e la cultura greca conquistarono i conquistatori Romani. Al di là del fatto che queste emittenti abbiano dovuto soccombere già negli anni ottanta di fronte ad allora nascenti “Imperi televisivi”, è innegabile che gli elementi di innovazione da loro introdotti, su tutti l’ampio coinvolgimento del pubblico nella realizzazione dei programmi, siano per certi versi alla base della televisione odierna. Una “nuova tv” insomma costruita attorno alla partecipazione delle varie “Signore di Piacenza”.

Particolare attenzione in questo elaborato è dedicata alla figura di Enzo Tortora, che fu vicepresidente di Telebiella e co-fondatore sia di Telealtomilanese che di Antenna 3, e che tramite il programma Portobello contribuì in modo decisivo a questo fenomeno di contaminatio portando alla ribalta nazionale i linguaggi, le innovazioni, gli esperimenti e l’attenzione alle piccole storie della vita quotidiana introdotte dalle tv locali.

Attraverso interviste ai protagonisti dell’epoca col presente lavoro si cerca di contribuire a individuare la corretta primogenitura di idee, trasmissioni, quelli che oggi con una definizione moderna chiameremmo “format” che poi sono diventati noti al grande pubblico su grosse emittenti nazionali. Vuole essere un po’ un umile tentativo di attribuire i corretti meriti alle persone a cui davvero spettano. Come ha detto Enrico Mentana in una puntata di Matrix1 a proposito del fondatore di Antenna3 Renzo Villa, una delle figure più analizzate in questa tesi “Diamo a Cesare quel che è di Cesare e quindi diamo a Renzo quel che è di Renzo”.

Per quanto riguarda la ricostruzione della storia delle emittenti locali mi sono basato oltre che sui ricordi delle persone che presero parte a quelle esperienze, su articoli pubblicati all’epoca da quotidiani locali, o su istant book o atti di convegni. Un’analisi filologica sulle principali testi di riferimento di diverse discipline (sociologia della comunicazione, metodi e tecniche dei linguaggi televisivi, storia dello spettacolo) è invece alla base della componente teorica che viene continuamente confrontata a trent’anni di distanza con le case history dell’epoca.

Pertanto questo lavoro non intende e non vuole essere un’analisi descrittiva di tipo storico sulla nascita dell’emittenza commerciale italiana, né vuole né può essere un’analisi storica esaustiva dell’esperienza di singole emittenti. Il periodo storico analizzato si ferma volutamente agli inizi degli anni ’80 quando le sopraindicate emittenti cominciarono inesorabilmente la loro fase di declino, culminata nel caso di Telebiella e Antenna3 con il loro fallimento. Per lo stesso motivo non sono state analizzate, con la sola eccezione del ricordo dell’esperienza di Telemilanocavo, progenitrice di Canale 5, emittenti che poi sono diventate di dimensione nazionale. L’analisi riprende volutamente dalla fine degli anni ’90 quando nelle tv locali del nord Italia, in primis anche nella stessa Antenna 3 incominciò a esserci una riscoperta dell’autoproduzione di programmi in diretta con la partecipazione del pubblico, in certi casi in quegli stessi studi che più di vent’anni prima avevano visto nascere il fenomeno.
  1. Canale 5, trasmissione Matrix, puntata “Tv libere”, andata in onda il 17 novembre 2008