Er cotto sporpato
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ER COTTO SPORPATO.[1]
Evviva er zor-Don-Dezzio-co’-le-mela![2]
Ste strade sce l’avete ariserciate[3]...
Ah, ddiscevo accusì de scèrta tela[4]
Che sse venneva sulle cantonate.
Dite la verità, ttanto ve pela?[5]
Su, ffateve usscì er rospo,[6] vommitate:[6]
Eh vvia, co’ nnoi cucchieri ste frustate?[7]
Cascate male assai:[8] sémo de vela.[9]
Pare che cquanno ve smicciate[10] quella
Benedetta-pòzz’-èsse,[11] fòr dall’occhi
Ve vojji schizzà vvia la coratella.
Pare ch’avete d’aspettà li ggnocchi![12]
V’annerebbe un bocchino,[13] eh sor Brighella?
Oh annateve a ccercà chi ve l’immocchi.[14]
13 ottobre 1830.
Note
- ↑ Innamorato cotto-spolpato.
- ↑ [Si dice comunemente a chi cammina adagio, con tutto il suo comodo.]
- ↑ Riselciate. Questa si usa con chi passa continuamente sopra una strada per alcun fine.
- ↑ Quando chi parla è interrogato sul senso del suo discorso, ed egli non vuole rispondere a tuono, dice quello che riporta il verso.
- ↑ Vi scotta? (questo amore).
- ↑ 6,0 6,1 Parlate.
- ↑ A noi non se ne dànno ad intendere di queste.
- ↑ Capitate male.
- ↑ Siamo in umore di dar la baja.
- ↑ Guardate.
- ↑ [Possa essere.]
- ↑ State a bocca aperta come aspettaste ecc.
- ↑ Vi anderebbea genio un bocchino? Bocchino: cosa che cada in bocca aperta a riceverla.
- ↑ Chi ve lo imbocchi.