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Er zor Giuvanni Dàvide

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La golaccia La sovranezza
Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

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ER ZOR GIUVANNI DÀVIDE.[1]

     Io sciò[2] a la Valle[3] du’ coristi amichi,
Che vvònno ch’anni fa er zor Dàvide era
Un tenorone da venne in galera[4]
Tutti li galli e li capponi antichi.

     Ma ppe cquanto ho ssentito jjer a ssera,
Me pare bben de ggiusto che sse dichi[5]
Ch’è ddiventato un vennitor de fichi,
O un chitarrinettaccio de la fiera.[6]

     Fa er nasino,[7] ha un tantin de raganella,[8]
Sfiata a ccommido suo, ggnàvola,[9] stona,
E sporcìfica er mastro de cappella.

     Quanno la vosce nun ze tiè[10] ppiù bbona,
Invesce de cantà la tarantella
Se sta a ccasa e sse disce la corona.

29 ottobre 1834.


Note

  1. [Il celebre tenore Giovanni David, nato a Napoli nel 1790, nel 1834 era già in decadenza.]
  2. Ci ho: ho.
  3. Teatro dell’opera buffa.
  4. Vendere in galera: superare.
  5. Si dica.
  6. Fiera dicesi in Roma ad una esposizione di trastulli fanciulleschi sulla pubblica via.
  7. Fa voce nasale.
  8. Rantolo. [Cfr. la nota 12 del sonetto: La bbellezza, 2 nov. 33.]
  9. [Miagola.]
  10. Non si tiene: [non si ha].
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2.

     Un ladro che sse[1] ttrovi, poverello,
Cór laccio ar collo e ’r boja su le spalle,
[2] in quer punto j’annassi pe’ le palle
La vojja[3] de cantavve[4] un ritornello,

     Sarebbe un zuccherino appett’a cquello
Che ccanta adesso da tenore a Vvalle,
Co’ ccerte note sue d’assomijjalle
Ar chiùdese e a l’uprisse[5] d’un cancello.

     E llui, che ssa in cusscenza quer che vvale,
E, ppe’ cquanto s’ajjuti a rregolizzia,[6]
Trema pe’ la staggion de carnovale,

     Co’ cchi jj’arimettesse[7] er fiato in bocca
Sce spartirìa[8] d’accordo e de ggiustizzia
Li du’ mila scudacci che sse[9] scrocca.

10 novembre 1834.

Note

  1. Si.
  2. Se.
  3. Gli andasse per le palle la voglia: gli saltasse il ticchio.
  4. Di cantarvi.
  5. Al chiudersi e all’aprirsi.
  6. [Liquirizia. Ma anche in Toscana la gente meno civile dice regolizia, associandoci, come si vede, l’idea di regola.]
  7. Gli rimettesse.
  8. Ci spartirebbe.
  9. Si