Fabrica et uso del compasso polimetro/Proemio

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Proemio

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Dedica Delle linee per dividere le rette. Cap. I.
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DEL COMPASSO

POLIMETRO

Proemio.


SONO molti anni, che venne desiderio ad un gentilhuomoBartolomeo Eustachio 1568. nella mia patria, d’havere qualche strumento, col quale potesse dividere con facilità, et giustezza le linee rette in quante parti uguali le fosse piacciuto; per isfuggire con esso la lunga, e faticosa operatione di farlo à pratica, ò la briga d’haversi à provedere di molte paia di quelle sesta, che hanno le punte d’ambe le parti: e perciò ne richiese la b m. del Commandino, dal quale fù ordinato uno di questi compassi, medesimamente con le punte doppie; mà con una fissura per il lungo dell’aste, per le quali scorrevano due bottoncini attaccati à due molle, incassate in due canaletti scavati nell’aste; e erano congiunte insieme con un perno, che serviva per centro dell’instrumento in qualunque sito l’havessero [p. - modifica]strascinato i bottoncini, i quali quando pervenivano per diritto à certe buche fatte ad arte nella fissura, erano dalle molle sospinti alquanto in fuori, et con questo fermati, senza potersi d’indi muovere se non premuti, et cacciati ad un tempo; et perciò in ogn’una di quelle buche che si fosse fermato il perno, veniva à farsi la testa di due compassi, uno con le gambe lunghe, et molteplici delle curve dell’altro, nella proportione, che ne mostravano alcuni numeri segnati in esse, et conseguentemente così riuscivano ancora gl’intervalli delle loro aperture.

Oltre à ciò per renderlo più isquisito v’aggiunse una vite diritta, che lo teneva unito, et con l’havere i pani, che fino al mezzo voltavano dall’una, e l’altra mano, lo apriva, et serrava tanto minutamente, quanto il bisogno l’havesse ricerco. Strumento in vero ingegnoso, pieno di belle considerationi, et degno d’un tant’huomo, che l’ordinò, et dell’eccelente mano di Simone Baroccio, che l’eseguì con maravigliosa diligenza; mà così difficile à farsi, che se non da pochi artefici si sarebbe saputo imitare, et di qualche spesa, onde non tutti se ne sarebbono potuti provedere. [p. 3 modifica]L’Illustriss. Signore Guidobaldo de Marchesi del Monte, che in quei tempi si tratteneva in Urbino per conferire i suoi studij con il Commandino, et spesso era alla casa dove lavorava il Baroccio, havendo più volte veduto il sopradetto strumento, et considerando con la felicità del suo ingegno, che si poteva sodisfare al medesimo desiderio con assai minor fatica, e spesa; ne fece dall’istesso fare uno con le gambe piane à guisa di due regoli più larghi, che grossi, et da ciascuna parte fece che si tirassero linee rette dal centro della snodatura delle punteForma dell’instrumento, segnando quelle d’una parte col medesimo modo, che havea tenuto il Commandino in fare le buche; et quelle dell’altra secondo le grandezze de i lati di diverse figure equilatere, et equiangole inscritte nel cerchio, col diametro uguale à tutta la lunghezza dal centro alle punte; il che fù piacciuto oltre modo, si per la simplicità della fabrica, et uso suo, come per lo numero maggiore delle divisioni per le linee rette, che l’altro non n’era capace; mà particolarmente per potere con l’istessa facilità dividere anco le circonferenze de cerchi, et trovare le grandezze de i lati de i poligoni descritti in essi, et molte [p. 4 modifica]altre cose utili che dipendono dallo scompartimento del cerchio, et così con questo si è continuato molto tempo essendosene fatti un numero grande per l’Italia, et fuori.

Gl’anni adietro si vidde questo strumento accresciuto di molte cose utili, et curiosissime, con trattati scritti in varie lingue, et chiamato con diversi nomiMichel Cognet Bruggese Pantometra. Giorgio Galgē maier compasso proportionale. Galileo Galilei compasso geometrico militare. D. Henrion Fran. compasso di proportione.; il che hà posto in dubbio chi di tale aggiunta ne sia stato l’autore vero; havendo ciascheduno procurato sostentare la sua parte, con testimoni, scritture, sentenze, et altri mezzi: mà come che mia intenzione sia di dare una sőmaria notitia del modo di segnare, et adoperare questo strumento, et non di rintracciare questa verità; lascerò che il tempo sia lui quello che la scuopra, et mostri à chi vada à dirittura tanta lode; bastandomi d’havere accennato, chi di quel primo ne sia stato l’inventore. Lascerò ancora il dire d’alcune linee, che servono per i sini, tangenti, seccanti, portioni di cerchio portioni di sfera, et altre che si vedono nella Pantometra di Michel Cognet Fiamingo, sì per non essere così usuali, come certe altre, si anco perche sì fatte cose si conoscono più esattamente coi numeri grandissimi, che [p. 5 modifica]hanno le loro tavole moderne, che con strumenti piccioli, segnati co i semidiametri di poche particelle; et ristringerommi à quattro sole di più delle due antedette; la prima delle quali, è segnata secondo le grandezze de i lati d’alcune figure regolari tutte d’area uguali, si che con essa si fa in un subito, e con una semplice apertura, un poligono uguale ad’un’altro; anzi con poca cosa più, à due, ò à trè, et à quanti piace, tutti d’una medesima, ò pure di diverse specie: nella seconda sono i diametri delle sfere, ò diciamo palle d’uno stesso metallo, o d’altra materia homogenea, mà di diversi pesi: nella terza sono le grandezze de i diametri delle palle d’un medesimo peso, mà di diversi metalli: et nell’ultima di queste, le grandezze de i lati de i cinque corpi regolari, et il diametro della sfera tutti frà loro di capacità uguali; le quali s’aiutano talmente insieme, che con mirabil modo fanno parer facili alcune operationi, che senza questo riuscirebbono molto difficili, lunghe, et faticose. La onde con tale aggiunta non pare che si possa per le cose di geometria aspettare altro più utile, ne più comodo strumento: et perciò hà destato in molti il desiderio [p. 6 modifica]d’haverne; et quantunq; se ne lavorino in diversi luoghi da eccelenti artefici, nondimeno non possono sodisfare al desiderio di tutti, et alcuni altri che sarebbono abili à lavorarne, se ne restano per non saperli segnare; il che è stato principalmente la cagione, per la quale io fui incitato alla fatica di scrivere questo opuscolo; col quale hò desiderato di soccorrere al bisogno degl’uni, et sodisfare al desiderio degl’altri: havendo nella prima parte mostrato il modo, che si deve tenere in segnare le sopradette sei linee, et nell’altre due, con quale ordine, et regola s’adoprino, considerandole, ò come segnate nello strumento fabricato come si è accennato di sopra ò segnate in una semplice riga senz’altra fattura: mà brevemente con uno esempio, ò due al più per volta di quelle cose, che sono manco comune à gl’altri strumenti.