Favole (Fedro)/Libro quarto/IV - Il Poeta

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Libro quarto: IV - Il Poeta

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Fedro - Favole (I secolo)
Traduzione dal latino di Giovanni Grisostomo Trombelli (1797)
Libro quarto: IV - Il Poeta
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FAVOLA IV.

Il Poeta.


CHe sovente in un sol più senno alberghi,
     Che in molti insieme, il mio racconto insegna.
          * Morì tal, che di se lascio tre figlie.
     Era una bella, e con gli sguardi avvezza

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     Era una bella, e con gli sguardi avvezza
     5A trar gli uomini in rete: la seconda
     Sol’era a’ campi, e a filar lane intenta:
     Bruttissima la terza, e bevitrce.
     Erede fa la madre; ma con patto
     Ch’il retaggio ugualmente a lor divida,
     10Sì però, che di quel d’onde fien ricche,
     Nulla resti in possesso, o in balìa loro.
     Allor poscia ch’il tutto avran consunto,
     Cento sesterzj paghino a la madre.
     Già ne va piena Atene; in van la donna
     15Più Giuristi ricerca; ch’a le figlie
     Come possesso non provenga, o frutto
     Da tal’Eredità, non v’ha chi intenda;
     Nè come il prezzo sborsino, se nulla
     Lor rimane. Assai tempo era già speso
     20In fallaci ricerche: a sue ragioni
     Cede la madre, e come sa, del vecchio
     La mente adempie: femminili arredi
     A le galante, e vesti, e lavatojo
     D’argento, Eunuchi, e giovanetti imberbi:
     25A l’altra campi, ville, armenti, e buoi,
     E giumenti, ed aratri, ed operaj:
     Cantina e botti di vin vecchio piene
     A la terza destina, con polita
     È ben acconcia casa, ed otri ameni.
     30E suo pensier già ad eseguir s’accinge,
     Ed il popol le applaude, che il desio

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     Sa de le figlie. Allor repente Esopo
     Ne la folla s’intrude, e oh quanto grave
     Sarebbe, dice, s’or vivesse, al padre
     35Scorgere, che di tutti gli Ateniesi
     Non vaglia alcun a interpretar sua mente!
     Onde pregato, sì l’arcano scioglie:
     La casa, gli ornamenti, gli orticelli
     Deliziosi, e il vin serbato ottenga
     40Colei, che solo campi, e lane apprezza.
     Abiti, perle, servitori, eccetera
     Dati a la bevitrice: abbia la bella
     Gli armenti, e lor custodi, e campi, e ville.
     Nessun fia di lor, che patir possa
     45Cose al suo genio avverse, e quel ch’ottenne
     La bevitrice, d’onde vin provveda;
     Per abbigliarsi vendrà l’altra i campi.
     Quella cui piaccion solo e campi e lane,
     Dissiperà la casa, e gli orti ameni.
     50Sì fia che il lor retaggio a lor non giove;
     E da ciò che vendero, avrà la madre
     Il denar, che lasciolle il vecchio astuto.
          * Ed ecco ciò, che pria fu a molti ascoso,
     Per accortezza d’un sol uom, palese.