Favole (Fedro)/Libro terzo/XIII - Le Api, e i Fuchi al tribunale della Vespa

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Libro terzo: XIII - Le Api, e i Fuchi al tribunale della Vespa

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Fedro - Favole (I secolo)
Traduzione dal latino di Giovanni Grisostomo Trombelli (1797)
Libro terzo: XIII - Le Api, e i Fuchi al tribunale della Vespa
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FAVOLA XIII.

Le Api, e i Fuchi al tribunale della Vespa.


DEntro un’annosa quercia avevan l’Api
     Fatti i lor favi, e questi neghittosi
     Fuchi se gli arrogaro. Fu la lite
     Portata al tribunal. Giudice siede
     5La Vespa, che ben sa l’indol d’entrambi;
     Onde essa legge a’ litiganti impone.
     Somigliante è il colore, uguale è il corpo;

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     Sicchè da lor l’Autore io non discerno.
     Perchè dunque la fe giurata io serbi,
     10Tal vo’ la prova: altro alvear si prenda;
     E nuovo mel s’infonda entro a le cere.
     Tal sapor, da la forma, che somigli
     Quel che recaste, fia l’autor palese.
     Spiace a’ Fuchi la legge, accetta è a l’Api.
     15Pronunzia tal sentenza allor la Vespa:
     Chi far non possa il mele, e chi lo fece,
     È in chiaro. A l’Api il frutto lor si renda.
          * Di buon grado il racconto omesso avrei,
     Se avesser la promessa attesa i Fuchi.