Filocolo/Libro terzo/21

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Libro terzo - Capitolo 21

../20 ../22 IncludiIntestazione 17 settembre 2008 75% letteratura

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Fatta la pistola, Florio piangendo la chiuse e suggellò; e chiamato a sé un suo fedelissimo servidore il quale era consapevole del suo angoscioso amore, così gli disse: - O a me carissimo sopra tutti gli altri servidori, te’ la presente lettera, la quale è segretissima guardia delle mie doglie, e con studioso passo celatamente a Biancifiore la presenta, e priegala che alla risposta niuno indugio ponga, però che per te l’attendo. Se avviene che la ti doni, niuna cagione ti ritenga, ma sollecitamente a me, quanto più cheto puoi, fa che la presenti, acciò che degnamente possi nella mia grazia dimorare. Va, che ’l molto disio mi cuoce d’udire quello che a questa si risponderà; e guarda che niuno altro che quella propia a cui io ti mando la vedesse. Prese il servo la suggellata pistola, e quella, con istudioso passo, pervenuto in Marmorina nelle reali case, presentò a Biancifiore occultamente. La quale come Biancifiore la vide, primieramente con dolci parole domandò come il suo Florio stesse. A cui il servo rispose: - Graziosa giovane, niuno sospiro è sanza lui. Egli si consuma in isconvenevole amaritudine, la cagione della quale è a me nascosa -. Udito questo, Biancifiore cominciò a sospirare, dicendo: - Oimè, e per quale cagione potrebbe questo essere? -. - Per niuna, credo - rispose il servo, - se per amore di voi non è. Egli vi manda caramente pregando che sanza alcuno indugio alla presente pistola rispondiate; e io, se vi piacerà, attenderò la risposta -. Allora Biancifiore la presa pistola si pose sopra la testa, e, avanti che l’aprisse, la baciò forse mille fiate, e, partita dal messaggiere, gli disse che di presente la risposta gli recherebbe, e sola nella sua camera se n’entrò, dubitando che dir dovesse la presente lettera. E, rotto il tenero legame, apri quella, né più tosto la prima parte ne lesse, che i begli occhi s’incominciarono a bagnare d’amare lagrime; e così, ognora più forte piangendo come più avanti leggeva, la finì di leggere. Ma poi che con pianti e con sospiri più fiate l’ebbe reiterata leggendo, angosciosa molto nella mente della falsa imaginazione di Florio, la quale avea di verità viso per lo mal donato velo, sopra ’l suo letto si pose, e a quella così al suo Florio rispose: