Fiore/CXLIV

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CXLIV

../CXLIII ../CXLV IncludiIntestazione 31 agosto 2009 75%

CXLIII CXLV

 
Bellacoglienza e la Vec[c]hia

 Al[l]or Bellacoglienza più non tarda:
Immantenente lo spec[c]hi’ eb[b]e i·mmano,
Sì vide il viso suo umile e piano;
Per molte volte nello spec[c]hio guarda.4

 La Vec[c]hia, che·ll’avea presa en sua guarda,
Le giura e dice: "Per lo Dio sovrano,
Ch’unquanche Isotta, l’amica Tristano,
[...............................................-arda]8

 Come tu·sse’, figl[i]uola mia gentile.
Or convien che·ttu ab[b]ie il mi’ consiglio,
Che cader non potessi in luogo vile.11

 Se non sai guari, no·mmi maraviglio,
Ché giovan uon non puot’ esser sottile,
Chéd i’, quanto più vivo, più asottiglio.14