Guida d'Udine/Piazza Contarena
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PIAZZA CONTARENA
Scendendo ora dal castello, si passa per un maestoso arco dorico, che i Friulani riconoscenti eressero nel 1556 a Domenico Bollani, che nel suo governo erasi distinto in occasione di pestilenza e di sedizione[1]. Sopra il medesimo appariva fieramente assiso il leone, che gli dava una forma piramidale. Quest’arco è celebratissimo, nè certo è meraviglia, essendone, secondo il parere di un esperto e dotto architetto, autore il Palladio[2]. Da qui s’apre l’ingresso alla piazza, detta Contarena dal luogotenente Girolamo Contarini[3]. Di questa piazza prestante per situazione e per arte, talchè poche città possono altra vantarne che le assomigli, fu posta con grande solennità la prima pietra nel 1530[4], e due anni dopo venne essa allargata dietro i suggerimenti del duca d’Urbino generale della repubblica, il quale allora col suo architetto ed ingegnere trovavasi in Udine[5]. Le due statue, l’una detta Ercole, l’altra Caco, fatte pel magnifico palazzo della famiglia della Torre, e qui l’anno 1717 trasportate[6], mettevano in mezzo l’antenna, che giusta il veneto costume alzavasi nelle città dello stato. Chi di questo sia l’autore è ignoto; il lavoro è grossolano, lo stile è però inteso, avvegnachè pesante. Le due colonne corintie reggevan sopra di se, l’una il lione, ora demolito, l’altra la Giustizia di Girolamo Paliario che ancor sussiste[7]. La vicina fontana è di ottimo disegno del cinquecento, probabilmente di Giovan da Udine[8], e ricorda le fontane di Roma. Essa stette, come le altre minori della città, lunghi anni asciutta, ma, non ha guari, vi si fecero di nuovo gli acquedotti di pietra e lo si ridonò l’acqua. Al tempo istesso fu dessa piazza annobilita di un novello ornamento. Colla direzione e col disegno dell’architetto Valentino Presani fuvvi collocata la statua della Pace, cui Napoleone voleva erigere a Campoformido eternando così la memoria del trattato colà conchiuso. L’Imperatore Francesco I. donolla generosamente alla città. Essa statua e lavorata, come ivi è scritto, dallo scultore Comolli[9].
Note
- ↑ Francesco Palladio Historia par. II. c. 175, e Temanza vita di Andrea Palladio, dove leggesi l’iscrizione che è nell’arco scolpita, pag. 291.
- ↑ Temanza vita del Palladio.
- ↑ Doc. II. a
- ↑ Quantunque il luogotenente, che pose la prima pietra, fosse Marcantonio Contarini è singolare, che la piazza venisse chiamata non col suo nome, ma con quello di Girolamo Contarini forse suo antenato, che era stato luogotenente quarant’anni prima. Vedi Doc. II, b
- ↑ Doc. III, a
- ↑ An. della città T. 102 fol. 54 55, in cui in data 11 settembre 1717 è registrato il pagamento fatto all’artefice, che quivi le collocò.
- ↑ Storia delle arti friulane c. 161. Quando fu eretta questa colonna si coniò una medaglia, in cui da una parte la si rappresentò coll’iscrizione aere pub. civitatis Utini erecta. 1612, e dall’altra vi sono i nomi dei deputati.
- ↑ Storia 276.
- ↑ Appiedi della statua vi è il nome dello scultore unito a quello dell’architetto. Ecco le iscrizioni composte dal chiarissimo ab. Morcelli, che si leggono sulla base della statua.
QVOD • BONVM • FAVSTVM • FELIXQVE • SIT
BELLO • ANNOR • XVII • PACATA • EVROPA • CONFECTO
ET • NOMINIS • AVSTRIACI • AVCTIS • FINIBVS
MAIESTATE • RECEPTA
VTINENSES
SIGNVM • PACIS • QVAM • PERPETVAM • FVTVRAM
REGVM • MAXIMORVM • SPONDET • AVCTORITAS
LOCO • AD • MEMORIAM • ET • DIGNITATEM • AMPLISSIMO
DEDICAVERE •ANNO • M•DCCC•XVIIIMORCELLI
In uno de’ due lati, è scritto
MVNVS
FRANCISCI • I.
IMPER. AC • REGIS
OPTIMI • PRINCIPISe nell’altro
CVRANTE
RAIMVNDO • CORTELECIO
VRBIS • POTESTATE