I Falsi Liberali - Maledizioni/Maledizioni

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Maledizioni

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I falsi liberali

Maledetto quel torbido spirto
Che vuol l'ora turbar del riscatto,
Che già chiuse il gran libro del patto,
Colla foga d'ardito pensier.
Cui non basta di libere leggi
Quello scudo che tutti difende,
Ma vestito di rabbia già scende
De' tumulti sull'empio sentier.
Maledetto!... L'Italia che freme
Ei coperse d'un orrido vel.
Diede all'Istro più larga la speme,
Crebbe l'ala del cupido Augel.

Maledetto chi schiuse la vena
Che discordia traeva nell'onde,
Sì che estrano dell'Arno le sponde
Il guerriero dell'Alpi chiamar.
Fe' il Leone all'unirsi restio,
Ruppe il pungol dell'ira Lombarda,
E la speme di gente codarda
Di Cariddi richiama sul mar.
Maledetto!... Che i tempi sepolti
Ridestava nell'Italo ostel.
Nuovo pasto d'Olona sui colti
Ei dischiuse al famelico Augel.

Maledetto chi sorge gridando
Traditrici de' Regi le menti,
E gli accenna ai lor popoli intenti
A ritor quanto liberi dier.
Poi spaventa le genti scettrate
Col venduto ulular della plebe,
E lor mostra giacer sulle glebe
Lor falangi col rotto cimier.
Maledetto!... I fantasmi nefandi
Rifioriro il Teutonico stel.
E fu aperto con modi esecrandi
Nuovo covo a quell'esule Augel.

Maledetto chi al nuovo conflitto
Fe' più fiacche le destre vittrici,
Fe' dei primi i secondi nemici,
E del campo gli allori sfrondò.
Tutte accolse le luride infamie
Che spargeansi da genti vendute.
Per discordia le guerre perdute
Tradimento dei prodi nomò.
Maledetto!... Le inique parole
Diede all'Istro l'ardire novel;
Per lui dora l'Italico sole
La verd'ala del Nordico Augel.

Benedetto, ma vada tra mille
Lui che pace e concordia diffuse,
Nè col popol la plebe confuse,
E del popol la gioja cercò.
Che fe' al Prence palese il sorriso
Che rallegra le libere terre;
E il ruggir delle civiche guerre
Dal pensiero del popol levò.
Benedetto!... Da lui fia la luce
Che irradiar deve l'Italo ciel,
E trarrem, se lui sol ne fia duce,
Oltre l'Alpi il bicipite Augel.

CORIOLANO DI BAGNOLO

TORINO 1849, DALLE STAMPE DI G. MARZORATI