I cattivi pastori/Atto V

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Octave Mirbeau - I cattivi pastori (1897)
Traduzione dal francese di Luigi Fabbri (1911)
Atto V
Atto IV


La scena rappresenta una piazza della città. Da una parte per tutta la larghezza della scena, un cortile chiuso da un muro molto basso e da un cancello di ferro... Parecchie sbarre di questo sono state svelte e contorte... Una scritta: Da affittarsi per magazzino sussiste ancora. Il cancello si apre nella piazza. Dall'altra parte della piazza, una via per la quale da lontano si veggono le officine della ferriera incendiate e fumanti. A destra, dentro il cortile, una tettoia, ove son portati i cadaveri, che si perde fra le quinte... A sinistra sotto un albero, una panca... Le case mostrano i segni di una battaglia recentissima... Le imposte sono chiuse… le vetrine delle botteghe e dei caffè, sventrate... Un sole chiarissimo brilla su tutto, sulla città più grigia, più triste, più nera nella sua permanente atmosfera di carbone, quasi dispiacente di essere illuminata da una luce violenta.


SCENA PRIMA.


Al levar della tela la piazza è deserta... Una lunga fila di scioperanti prigionieri condotti dai gendarmi, traversa la scena.... Allora qualche imposta si apre ed appaiono delle teste, ansiose e curiose... Qualche commerciante si azzarda a venire sulla soglia della bottega, e guarda, ancora impaurito, nella direzione da cui sono scomparsi gli scioperanti incatenati... Due barelle, coperte da tela grigia e portate ciascuna da due facchini, penetrano nel cortile... I facchini tolgono le tele, depositano i cadaveri sotto la tettoia, vicino agli altri... Un curioso, metà operaio, metà borghese, si affaccia all'entrata del cortile e guarda.


IL CURIOSO, I QUATTRO FACCHINI.


Il curioso - Ebbene?... Ve ne sono ancora molti?...

Primo facchino - Forse una dozzina... Questi sono i morti.

Il curioso - E i feriti?

Primo facchino - All'ospizio... al presbiterio... al Municipio... dapertutto!

Secondo facchino - Si dice che ci sono quaranta morti sotto le rovine della ferriera (mostra la ferriera). E quelli che han trasportato alla sala del ballo Fagnier!... (crollando la testa) Non è per ballare, questa volta!...

Il curioso - Ma è tutto finito, ora?... Dite!...

Primo facchino – Sì! sembra che si sieno arresi tutti...

Il curioso - Un po' troppo tardi... (indicando i cadaveri). Eppure fa pietà, a veder ciò!...

Secondo facchino - Ah! che sventura!

Primo facchino - Li ho visti io, sulla barricata... vicino la chiesa... Giovani terribili! sapete... Eran cinquecento... sulla barricata... forse di più... forse seicento... E facevano un baccano!... Ah!... In testa Maddalena e Giovanni Roule che comandavano, e brandivano ciascuno nel pugno una bandiera rossa... Arditi, sapete!... imperturbati!... superbi, anche!... E poi, ecco che ad un tratto, correndo... ansante... cogli occhi fuori dell'orbita... giunge il signor Roberto...

Il curioso - Chi?... il signor Roberto?...

Primo facchino - Roberto Hargand, dunque!

Il curioso - Il figlio del padrone?

Primo facchino - Eh, sì!...

Il curioso - Ah!... Ebbene?

Primo facchino - Eccolo dunque, che si agita... fa segni di qua e di là ... Parla ai soldati... parla agli scioperanti... Ma, vatti un po' a far sentire! Benchè i soldati fossero a venti metri dalla barricata... in tutto quel baccano, non si sentiva nulla... Aveva l'aria di gridare agli uni e agli altri: «Arrestatevi! arrestatevi!....»

Il curioso - E allora?

Primo facchino - Allora... ecco che un colpo di pistola parte dalla barricata,... le pietre... pezzi di ferro... roba d'ogni sorta... piomba sui soldati... Oh!... «È troppo!» dice il capitano... si suonano tre squilli.... e «Fuoco!».... Maddalena... Giovanni Roule... le bandiere... il signor Roberto, cadono insieme ad una trentina di compagni... ma le file si stringono daccapo... quegli arrabbiati si mettono a gridare, a cantare più forte... le pietre piovono... i militari ne sono acciecati... «Fuoco!» ancora e «Avanti!» Ah! vi so dir io che non ci hanno guadagnato carezze, per sottomettere quei ragazzi!... (si leva il berretto, e si asciuga la fronte dal sudore). Buon Dio, che caldo!... (all'altro facchino) Dammi la tua fiaschetta... (prende la fiaschetta e beve avidamente).

Il curioso - E allora... il signor Roberto?...

Primo facchino - Per bacco!... (fa un gesto affermativo e si rimette il berretto).

Il curioso - Ah! è terribile... davvero!... è terribile!... Ed il padrone? Che ne dirà lui?

Primo facchino - Non l'abbiamo visto... Non ne deve essere per niente lusingato!

Il curioso - Certo!... Ed è stato ritrovato il corpo?

Primo facchino - Dev'essere fra gli altri... laggiù!... (Il curioso sta a guardare i quattro facchini, che riprendono le barelle, e se ne vanno. Dal di fuori del cancello si accosta una donna con due bambini).


SCENA SECONDA.


MARIANNA RENAUD, il CURIOSO


Marianna Renaud (al curioso). - Vengo per cercare mio marito... è qui?...

Il curioso (indicando la tettoia) - Vedete povera donna! (Ritorna nella piazza).

Marianna Renaud - (traversa il cortile singhiozzando.) Dio mio!... Dio mio!... (Entra sotto la tettoia... La piazza comincia ad animarsi. Della gente esce, il curioso la chiama e racconta ciò che ha sentito. Gesti animati. Altre donne giungono, traversano piangendo il cortile e penetrano sotto la tettoia.)


SCENA TERZA.


LE DONNE, un GIOVANETTO, il CURIOSO.


(Un giovanetto conducente per mano un ragazzo più piccolo di lui, ben vestito, apparisce, si ferma s'indirizza verso il curioso con voce fresca e tranquilla).

Il giovanetto - Signore!... Dove stanno, i morti?... (Il curioso indica la tettoia. Il giovanetto traversa il cortile e vi entra).


SCENA QUARTA

. LE DONNE, LA MADRE CATHIARD, LUIGI TIEUX, poi MADDALENA


(Le donne arrivano successivamente. Entrano nel cortile, le une sole, altre conducendo per mano dei ragazzi; alcune portano i neonati in braccio. Certe riconoscono fra i cadaveri il marito, il figlio, il padre. Gridi, lamenti. S'inginocchiano presso i cadaveri e piangono. – entra la madre Cathiard, che sostiene Luigi Thieux, che sembra divenuto vecchissimo. È curvo, può appena camminare, e tiene gli occhi fissi lontano.)


La madre Cathiard - Vieni... ecco un banco... sei stanco... siediti... ed aspettami... (conduce Thieux sul banco sotto l'albero, dove è già seduta una vecchia, cupa, silenziosa, e che aspetta pur lei).

Luigi Tieux (camminando) - Che dici ... Andiamo alla ferriera?...

La madre Cathiard (Dopo averlo fatto sedere, alla vecchia). - Sorveglialo... Ha perduto la testa il poveretto... Non poteva lasciarlo solo a casa... (Guardando attorno a sè) Dio mio! Dio mio!... È possibile, tutto questo!... (La vecchia non s'è mossa. La madre Cathiard va anche lei sotto alla tettoia).


Luigi Thieux (non rivolgendosi a nessuno). Che cosa dici?... (Guardando anche lui ciò che succede nel cortile). Ah! si!... si!... è la paga, oggi!... è la paga!... (Entrano sempre altre donne. Con l'occhio smorto Luigi Tieux esamina per qualche secondo la vecchia seduta vicino a lui. Poi volge la testa, e rimane immobile, curvo, senza dir parola, seduto sulla panca. Non si sentono più che i compassionevoli lamenti delle donne).


La madre Cathiard - (sotto la tettoia, guardando verso la vecchia). - Ma... è Maddalena!.... È Maddalena!...

Luigi Thieux (Al nome di Maddalena gira la testa verso la vecchia). - Maddalena!... Che hai detto?... Perchè dici che è Maddalena?... Ma che... Tu non sei Maddalena... (China la testa, e riprende il suo atteggiamento prostrato).

La madre Cathiard (sotto la tettoia, che ha riconosciuto il corpo di Maddalena) - Non è morta!... Maddalena non è morta!... (Le donne continuano a singhiozzare.) La sua bocca si è mossa... il cuore batte... (Tenta di sollevarla, ma non ci riesce... Le donne piangono). Ma aiutatemi dunque... aiutatemi!... (Nessuna si muove). Io sono vecchia!... Non ho la forza necessaria!.... (Nessuna si muove). Ma... aiutatemi dunque?... Vi dico che ancora non è morta!... (Al fine tra di quelle donne che non hanno ritrovato fra i cadaveri alcuno di loro, qualcuna si decide ad aiutare la madre Cathard. Sollevano Maddalena, i cui capelli sono incollati di sangue). Lo vedete... Apre gli occhi... Non si può lasciarla qui... Portiamola sulla panca!.. (Penosamente, la portano sul banco. La vecchia, senza guardare, si alza spontaneamente, e se ne va insensibile. Luigi Thieux resta lì, curvo, cogli occhi fissi al suolo. Le donne sorreggono intanto Maddalena, sulla panca; il busto l'ha appoggiato nelle braccia di esse.) Maddalena!... Maddalena!...

Luigi Thieux (Al nome di Maddalena, si scuote, leva la testa, guarda per un momento sua figlia, ma non la riconosce; guarda ancora una volta il cortile dinanzi, pieno di gente). È la paga!... (Riprende il suo atteggiamento affranto).

La madre Cathiard - Eccola, che ritorna in sè!... (Maddalena dà un sospiro, ed il suo petto si gonfia). È ferita alla testa... Ma non è una ferita profonda... (Ai curiosi che stanno guardando) Andate dunque a cercarmi un po' d'acqua!... (Un curioso si stacca dagli altri, parte, e ritorna, dopo qualche istante, recando pannilini ed un catino pieno di acqua). Come sono incollati, questi capelli!... (Rivolta alle donne che la attorniano) Apritele il busto.... (Mentre due donne aprono la veste, la madre Cathiard lava la ferita di Maddalena.) Maddalena!... Maddalena!... sono io!... (In questo momento entra nella piazza Hargand, alcune persone d'importanza della ferriera seguono da vicino).


SCENA QUINTA.

HARGAND, MAIGRET, gli STESSI.


Hargand (camminando prestissimo verso il cortile, e correndo sotto la tettoia). - Figlio mio!... Figlio mio!...

Maigret (seguendolo) - Ma signore... un momento, signore!...

La madre Cathiard - Maddalena! .... Maddalena!.. Sono io!... Non mi riconosci?... (La madre Cathiard continua a bagnare Maddalena, e a medicarla. Maddalena emette di tanto in tanto dei sospiri più lunghi. Le donne stanno guardandola attentamente, e la mantengono sempre con la testa alta).

Hargand (ritornando come deluso, da sotto la tettoia, e sempre affannoso) Ma... dov'è egli?... dov'è?... dov'è?...

Maigret. - Siete stato ingannato, o signore... Io sono sicurissimo che il signor Roberto è sempre rimasto al castello!...

Hargand. - No!... no!... L'ho visto io... È uscito dal castello come un pazzo... È stato veduto... è stato veduto sulla barricata!... Vi dico che mio figlio è morto... morto... (Le donne sotto la tettoia, e nel cortile continuano sempre a piangere... nessuna si accorge della presenza di Hargand). Roberto è morto... e sono io che l'ho ucciso!...

Maigret.- Ma voi non potete restar qui!... signor Hargand!... È impossibile!...

Hargand (mostrandogli le donne che stanno piangendo). Ma esse ci stanno... esse!

Maigret. Ma se vostro figlio fosse morto, signore, ne avrebbero senza dubbio riportato il corpo al castello!... Venite!...

Hargand. - No!... no!... (Alla folla) Chi di voi ha veduto mio figlio?... c'è nessuno che ha visto il figlio mio!... (Un silenzio glaciale accoglie le parole di Hargand, quasi che lui non ci fosse. Le donne sotto la tettoia continuano sempre a piangere. Intanto Maigret fa qualche gesto per ricondurre via il padrone). Rispondete!... ve ne prego!... il figlio mio!... (sempre continuo silenzio). Voi che piangete, ascoltatemi... O madri, che avete perduto il figlio vostro, o voi vedove, ascoltatemi!... Ve ne supplico... Io vi adotterò... Le mie ricchezze ve le dono tutte... tutte!... La vita mia... ve la dono anch'essa... Ma, parlate!... rispondetemi... Ditemi, dov'è mio figlio?... (Sempre silenzio e pianti rispondono alle suppliche di Hargand. Marianna Renaud esce di sotto la tettoia. Hargand corre verso di lei e cerca di prenderle le mani). Hargand. - Tu ... Marianna... tu... Hai visto mio figlio?... Parlami... (Marianna lo respinge da sè, senza neppure levar gli occhi su di lui.... si scansa e se ne va!...) Oh!... nessuna pietà... nessuna pietà!....

Maigret (cercando continuamente di trattenerlo). - Ma... Signore!... signore?...

Hargand (camminando per la scena senza scopo, si avvicina inavvertitamente alla panca, su cui giace Maddalena, pallida come una morta, e con la fronte insanguinata. Vede, e si accorge di lei). - Maddalena!... Oh!... (Indietreggia un poco. E quasi vedesse per la prima volta tutta quella gente, il cortile, le donne inginocchiate, ed i cadaveri sotto la tettoia, si pone ad un tratto per qualche momento le mani sugli occhi, per nascondersi all'orrore di quello straziante spettacolo. Il suo viso è sempre più sconvolto). Oh!... oh!... oh!...

La madre Cathiard. - Maddalena!... Maddalena!... Sono io!...

Maddalena (a poco a poco ha aperto del tutto gli occhi. Al vederla sembra che esca da un lungo sogno doloroso. Guarda tutto attorno a sè, ma senza ancora capir nulla, senza comprendere neppure in qual luogo si trova. Ma lentamente riacquistando lo spirito la memoria le si ridesta, comincia a riacquistare una certa nozione delle cose... ma tronca ed imperfetta. Qualche bricciolo di ricordi, che passa in lei, dà ai suoi occhi sempre stravolti, molteplici e diverse espressioni rispecchianti la realtà degli avvenimenti. Questi sguardi si fanno sempre più spersi, e vanno accentuandosi. Ella si sforza e cerca di fare qualche movimento. Alfine malgrado l'estrema debolezza, riesce ad alzare un braccio, ed allora porta la mano alla fronte, e la pone poi dinanzi agli occhi. Una larga macchia di sangue è sulla mano, che ella rimira senza ancora saper nulla comprendere. La mano le ricade).

La madre Cathiard - Maddalena!... Maddalena!... Sono io!

Maddalena (guarda fissamente e molto a lungo la madre Cathiard, e alfine la riconosce. Con voce bassissima e molto dolce, quasi con un sospiro) Madre Cathiard!... (Volgendo lentamente il capo, scorge suo padre, accasciato sulla panca, e lo riconosce. Con voce più ferma, ma come in tuono di lamento...) Mio padre!... Mio padre!.... (Poi guarda Hargand, a lei di fronte, e riconosce anche lui. Con un fremito, ed un leggerissimo moto di indietreggiamento...) Lui!... (gli sguardi di lei, adesso, si volgono da ogni parte, qua e là. Vede infine attraverso il cancello, le donne che piangono, inginocchiate, sotto la tettoia...) Che cosa c'è... Perchè?... Perchè piangono esse?... (sotto lo sforzo della sua volontà, il pensiero le si acuisce sempre più... Vede la tettoia... e a quella scena lugubre caccia un alto grido....) Ah!.... (con una espressione di terrore, si rigetta indietro, fra le braccia delle donne, in cui, per qualche minuto secondo, rimane, anelante, e dalla gola emette sospiri sibilanti.)

La madre Cathiard - Maddalena!... Maddalena!... Non abbiate paura!... ci siamo noi qui... Ci sono io... la madre Cathiard... mi conoscete... la vostra vecchia vicina... Mia piccola Maddalena!...

Maddalena (con voce fioca, ancora tremante) - Madre Cathiard!... Sì... sì... vi riconosco!... Siete voi!... Ed anche il povero padre mio... anche lui... lo riconosco... vi riconosco tutti!... (con angoscia) E Giovanni?... Dov'è Giovanni?... (Hargand, che si era tirato indietro alla vista di Maddalena, ma che era stato continuamente, attonito spettatore del rinvenimento di lei, ora si riavvicina.)

La madre Cathiard - Andremo a cercarlo, a momenti...

Maddalena - Perchè non è qui con voi?... Perchè non c'è...

La madre Cathiard - Maddalena... bisogna restar calma...

Maddalena - Giovanni! Voglio veder Giovanni!...

La madre Cathiard - Ebbene... sì!... ti porteremo da lui... a momenti...

Maddalena (tutto ad un tratto, bruscamente con un gran grido.) - Giovanni è morto... Giovanni è ucciso!... Me ne ricordo!... laggiù. (vuole alzarsi.) Lasciatemi... lasciatemi... Mi ricordo tutto… tutto!... (Malgrado le preghiere della madre Cathiard e di tutte le donne che la circondano, dopo uno sforzo, ella si alza.)

Hargand - (sentendo che Maddalena parla, e dice di ricordarsi, si avvicina di più.) Maddalena!...

La madre Cathiard (respingendo rozzamente e con violenza Hargand) - Tacete, voi!... Non vedete che è ancora per metà morta?….

Hargand (ostinato e supplichevole) - Maddalena... sono qui senza orgoglio... ora… sono un pover'uomo... sono umile... tutto umile... Ma poichè ti ricordi... per pietà! dimmi... dimmi!... dov'è Roberto?...

Maddalena - E tu... dimmi... dov'è Giovanni?... dimmi... che cosa hai fatto del mio Giovanni…… assassino!… …assassino!… (Maigret, e gli altri amici di Hargand s'interpongono... conducono lontano Hargand. In questo momento entrano nella scena e s'incamminano verso il cortile due barelle ciascuna delle quali è portata da due facchini. Dal di dentro delle scene si sentono prima gridare: «Posto! posto!»).


SCENA SESTA.


MADDALENA, HARGAND, MAIGRET, LA MADRE CATHIARD, e gli altri, più i portatori delle barelle.


(Al comparire delle barelle, avviene un movimento repentino fra gli astanti; Hargand si slancia verso di esse, e la folla delle donne, che non han trovato ancora nessuno dei loro, si precipitano anch'esse, ed attorniano le barelle. Maigret ed i suoi compagni cercano di tenere indietro la folla, e proteggono Hargand... Maddalena è tutta fremente. Ella cammina, lenta, a stento, sostenuta da alcune donne, in direzione delle barelle, da cui non sa staccare lo sguardo).


Hargand (ha sollevata d'un tratto la tela grigia, che copriva la prima delle due barelle. Mette un gran grido.) Ah!... Roberto!... figlio mio!... (si accascia tutto sul cadavere del figlio...) Roberto!... Roberto!...

Maddalena (avanzandosi sempre) - Povero ragazzo!... (ad un tratto, con uno sforzo violento, sfugge alle donne, e, barcollante, stravolta, corre verso l'altra barella, di cui, anch'essa, alza la tela.) Giovanni!... Tu!... tu!...

(cade affranta sulla barella, prende la testa di Giovanni Roule, la solleva fra le sue mani, e l'abbraccia e la bacia furiosamente. Le donne vedendo che non ci sono morti, dei loro, si ritirano, si allontanano, alcune sempre piangendo, e ritornano sotto la tettoia. I gridi ed i pianti di Maddalena e Hargand si confondono tristemente. Hargand è attorniato da Maigret, altri impiegati superiori della ferriera. Maddalena è circondata invece dalla madre Cathiard, e da alcune altre donne che sono rimaste con lei).

Maddalena (alzandosi tutto ad un tratto, e portandosi la mano al ventre, rivolta alla folla, ed accennando alle donne che stanno nel cortile e sotto la tettoia) - Non piangete... non piangete più, voi altre, laggiù!... Ascoltatemi... Non bisogna piangere!... Il figlio mio non è morto!... L'ho sentito muovermisi nel ventre... Egli vive!... vive!... Ed anch'io voglio vivere!... Voglio vivere per lui!.... non piangete più!.... Vedove... madri desolate... voi, cui tutto hanno rubato... cui tutto hanno ucciso... mi capite?... (nessuno si muove). Vi dico che il figlio mio non è morto!... che non è morto il figlio di Giovanni Roule!... (nessuna donna si muove, quasi non comprendessero.) Mi sentite?... (silenzio continuo delle donne.) Vi dico che voglio vivere... che voglio allevarlo per la vendetta!... (tutti restano immobili.) Mi avete compreso?... (silenzio delle donne.)

Maigret - Signore!... bisogna far riportare il signor Roberto al castello!...

Hargand - (singhiozzando, e lasciandosi condurre come un bambino) Figlio mio!... Figlio mio!...

Maigret (rialza Hargand, ripone la tela sulla barella, ricoprendo il cadavere di Roberto. Volto quindi ai facchini) - Al Castello!...

Maddalena (si slancia su Maigret, e lo respinge) - Non lo toccate!... Questo giovane non è più suo... È nostro!... (rivolta ai facchini) Al mucchio!... Al mucchio!... Al mucchio!... (poi ritorna vicina alla barella di Giovanni. Si sforza di parlare ancora.) Io vivrò!... Io... (un flotto di sangue le soffoca la voce. Barcolla, e cade sul cadavere del suo amante.)

Luigi Thieux (sempre sulla panca. Guarda tutto ciò con uno sguardo da ebete, e poi:) È la paga!...


FINE