I cattivi pastori/Atto IV

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Octave Mirbeau - I cattivi pastori (1897)
Traduzione dal francese di Luigi Fabbri (1911)
Atto IV
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(Un crocevia nella foresta in sul cader della notte. A destra una croce di legno si drizza su gradini di pietra, erbosi e sconnessi. Il sole è già nascosto dietro gli alberi; ed i loro alti rami si disegnano nettamente sullo sfondo rosso del cielo occidentale. I sentieri dell'ovest sono illuminati da bagliori sanguigni, mentre le ombre crepuscolari invadono tutto l'oriente. Una leggiera nebbia, rosa qui, e là azzurra, sale dalla foresta. Durante l'atto i bagliori luminosi man mano s'indeboliscono, agonizzano, scompaiono; l'ombra invade le strade, la foresta diviene oscura; il cielo, dove appare qualche stella, si fa di un violetto pallido; a poco a poco si fa notte).


SCENA PRIMA


(Al levar della tela una pattuglia di soldati, condotta da un ufficiale traversa la scena. Appena passata Giovanni Roule e Maddalena sboccano da un sentiero e, tenendosi per mano, ascoltano la pattuglia, il cui passo ritmico, ed il rumore delle armi si perde nella foresta. Essi si avanzano verso la croce, i cui rami in quell'istante si illuminano di un chiarore aranciato, che a poco a poco pel calar del sole, svanisce. Maddalena è senza nulla in testa, ma ha sulle spalle un manto oscuro. Reca con sè qualche lanterna di carta non accese, che depone sui gradini della croce. Giovanni Roule ascolta sempre. Il silenzio alfine è profondo).


MADDALENA, GIOVANNI.


Giovanni - (piano) Non li sento più.

Maddalena - È L'ultima pattuglia. Non credono che siamo qui.... I soldati sorvegliano soltanto i sentieri che menano al Prè-du-Roy!... non saremo disturbati!...

Giovanni - Non credi che accendendo le lanterne che hai portato...

Maddalena - No... Siamo troppo lontani dalla città, e dai posti di guardia!... Eppoi, non ci sarà mica la luna questa sera... Bisogna pure che ti vedano.... che vedano il mio Giovanni... quando loro parlerà... (Giovanni si siede sur un gradino, pensoso... Maddalena va a spezzare qualche ramo, e dispone poi le lanterne sul piedistallo della croce). Si direbbe una festa!...

Giovanni - Una festa!... (pausa) Purchè vengano!...

Maddalena - Verranno!... (avendo finito ritorna vicino a Giovanni). Oh! te ne prego, non esser nervoso, agitato!... Fa uno sforzo su se stesso!... Calma!... te ne scongiuro!.. Aspettando che vengano, vogliamo camminare ancora un poco?

Giovanni - No.... no... sto meglio qui, vicino a te!... siedi... dammi le mani... (Maddalena gli dà le mani).

Maddalena - Come bruciano le tue mani !... (pausa) Tu soffri.... di fame?

Giovanni (scuotendo la testa) - Soffro perchè non ho più fede. Essi mi sfuggono sempre più, mia cara Maddalena!... Gli uni sono stanchi di lottare... Gli altri si credono traditi... perchè li ho voluti uomini! È sempre la stessa storia!... Se non avessimo avuto dal Belgio quel danaro che ha permesso loro di mangiare un poco, da due giorni... essi avrebbero di già abbandonato tutto!.... Tuo padre, anche lui...

Maddalena - Oh! mio padre è malato!.... È troppa emozione per lui... Dopo il vostro abboccamento con Hargand, appena sa ciò che dice!... Non ragiona più!

Giovanni - Il pensiero suo è al castello, col padrone!... Si è riadattato alla servitù... E gli altri anche, va!... E poi, quando il sospetto è penetrato nello spirito delle folle... è finita!...

Maddalena - Si sfrutta la loro debolezza e la loro ignoranza... È naturale, e dovevi aspettartelo!... Ma tu puoi riconquistarli!...

Giovanni (scuotendo la testa) - Non sanno che cosa sia il sacrificio... Si accasciano dinanzi alla fame... e tremano dinanzi alla morte!...

Maddalena - Bisogna loro insegnare a sopportar l'una... a sfidar l'altra!...

Giovanni - E come?... Mi ci sforzo invano...

Maddalena - Con dolcezza... con bontà!...

Giovanni - Diranno che son vile!...

Maddalena - Ma forse a colpi di frusta Gesù sollevava gli uomini? (Giovanni fa un gesto di scoramento). Sono sempre gli stessi uomini... Nulla han cambiato!... (appoggia teneramente le mani sulla spalla di Giovanni) Sii dolce e buono... e non t'importi nulla... Dì loro cose semplici… cose che possano comprendere!... Sotto la ruvida scorza dei loro corpi, ci sono certe povere e piccole anime che tutto spaventa... Non le urtare con la violenza... Amali... anche se t'insultano!... Perdona loro, anche se ti battono!... Sii con loro, come saresti con poveri malati o con fanciulli!...

Giovanni - Oh! Maddalena!... Che cuore è il tuo!... E come mi sento piccolo... piccolo dinanzi a te!...

Maddalena - Non dir questo!... Che cosa sarei io senza di te? Ti ricordi come ero debole e timida... e come si faceva notte nell'anima mia?... Tu sei venuto!.... E tutto quanto dormiva in me... s'è svegliato!... tutto quanto in me era oscuro... s'è illuminato!... Ed oggi, o mio amatissimo, io sono fatta della tua luce... della tua luce...

Giovanni - Oggi!... sei tu che mi sostieni, o Maddalena... tu che rialzi il mio coraggio... quando sta per cadere... tu, che dalla mia debolezza sai trarmi sempre a nuove forze e nuova fede... Nei tuoi occhi... nel cielo profondo degli occhi tuoi veggo la stella futura... e levarsi, alfine, l'alba splendida della suprema liberazione!... E tutto questo, tutto questo io l'aveva già indovinato, l'avevo già veduto nelle tue lagrime!

Maddalena - Ti ricordi quando piangevo!... (appoggia il capo sul petto di Giovanni). Nulla come un tuo sguardo sapeva così subito asciugare i miei occhi!... E, quando mi parlavi, alla tua voce... era come se vedessi palagi... palagi dove i poveri erano vestiti d'oro... dove tutte le mie angoscie sembravano scomparire quasi in sogni brillanti... alati, belli e leggieri come fiori!... Oh! tu non puoi immaginare i miracoli della tua presenza!... E come, soltanto coll'essere lì, vicino a noi, cambiavi in reggia abbagliante la casa nostra così miserabile, e così nera!...

Giovanni - Maddalena!... Maddalena!.. Io l'aveva compreso dalle tue lagrime!...

Maddalena - Ed i miei fratellini!... Ricordati quando piangevano!... Tu li prendevi sulle ginocchia, li baciavi, dicevi loro tante dolci cose!.... Ed essi ti sorridevano, e s'addormentavano, stanchi, felici, fra le tue braccia!... (Giovanni abbraccia Maddalena). Ebbene... fa con costoro che devono venir qui... a momenti... quello che facevi coi miei fratellini e con me.... Ed essi ti sorrideranno... ti seguiranno... fino al sacrificio… fino alla morte... cantando!

Giovanni - Oh! Maddalena!... Maddalena!.. Subirò qualunque cosa succeda!... Qualunque amarezza... qualunque tradimento.... qualunque dolore mi aspetti ancora... non me ne lagnerò più... giacchè m'è stato concesso d'incontrare, un giorno, sulla mia strada di miseria, la gioia immensa e sublime del tuo amore!... (Si abbracciano). Oh!... i tuoi occhi... ch'io vi attinga la forza Oh!... i tuoi occhi... ch'io vi beva il miracolo!.. (restano abbracciati ancora per qualche secondo). Ancora!.... Ancora!... Ah! non potesse più levarsi il sole sull'ebrezza di una tal notte!...

Maddalena - Taci!... taci!... (si alza ad un tratto e fa qualche passo ascoltando). Sento dei passi... sento delle voci!.... Sono essi!... (Giovanni si alza e si passa una mano sulla fronte).

Giovanni - Andiamo!

Maddalena (ritornando verso Giov.) - Checchè facciano, Giovanni mio... checchè dicano... sii buono... Me l'hai promesso!

Giovanni (senza forza) - Sì!...

Maddalena (andando all'entrata di un sentiero, a destra, e parlando agli scioperanti ancora invisibili). Per di qua!... per di qua!... (Ad uno ad uno, a gruppo a gruppo, gli scioperanti sboccano dal viottolo).


SCENA SECONDA.


GIOVANNI ROULE, MADDALENA, FILIPPO HURTEAUX, PIETRO ANSEAUME, GIUSEPPE BORDES, GIULIO PACOT, ZEFFIRINO BOURRU, FRANCESCO GOUGE, PIETRO PEINARD. Scioperanti, donne, ragazzi.


Pietro Anseaume - Salute, Maddalena!

Maddalena - Salute, Pietro!

Pietro Anseaume (andando verso Giovanni) - Sta attento!... Vengono qui con idee cattive...

Giovanni - Lo so, Pietro... ma parlerò loro...

Pietro Anseaume - Si è lavorato da qualche giorno in qua!.. E se tu frugassi nelle loro tasche... vi troveresti danaro che sente ancora le dita di Maigret!...

Giovanni - Tu t'inganni, Pietro... Qui v'è gente senza coraggio, sì!.... ma traditori!... Questo non lo posso credere...

Pietro Anseaume - Vi son dei crapuloni dappertutto!.... Sta attento.... Io, per conto mio, ti approvo... sto con te... e veglio!...

Giovanni (stringendo la mano di Pietro) - Ma vi sono anche dei bravi cuori... Grazie, compagno... ho sempre contato su te...


(Gli scioperanti continuano ad arrivare; coi loro grembiuli di cuoio, e col cappello all'indietro alcuni, altri nei panni della domenica; certuni male in arnese. Vi sono molte donne, coi fazzoletti in testa o con lunghi manti neri, recanti in braccio o per mano dei bambini. Fisonomie sparute, scarne, coi segni della sofferenza e della fame; fisonomie feroci anche, e tutte in una penombra che dà all'espressione dei visi un carattere impressionante. Ne arrivano sempre da destra, e sinistra, da tutte le parti, ne sboccano da tutti i sentieri. Si adunano a destra e a manca della croce. Giovanni è salito sul piedistallo di questa, e, mentre la folla si ammassa e Maddalena accende le lanterne, egli aspetta, grave, col viso rischiarato dalla loro pallida luce. Tra gli scioperanti si comincia a chiacchierare. Un brulichio di voci si eleva da quella folla).


Giuseppe Bordes (In un gruppo di sinistra) - Ah! zitto!.... guardalo... È molto pallido!...

Giulio Pacot - Ha paura... va!... Non fa più il cattivo!... Dubita...

Giuseppe Bordes - Gli toccherà spiegarsi!...

Giulio Pacot - Di sicuro, non vorrà saperne!...

Pietro Peinard (agitato) - Che c'è qua ... Di che cosa parli tu?...

Giulio Pacot - Di tua sorella!... (Si ride. Pietro Peinard si allontana alzando le spalle).

Giuseppe Bordes (indicando la croce) - V'è del buono!... Oh! vedi! vedi! Un po' di illuminazione!... Oh, che è il quattordici luglio? (Risa, ed insieme esclamazioni indignate. I due operai si perdono fra la folla a sinistra. A destra un piccolo tumulto, grida, una disputa).

Francesco Gouge - Ti dico di sì!..

Zeffirino Bourru - Ed io ti dico di no!...

Francesco Gouge - Ti dico che si è preso per sè la metà del danaro!...

Zeffirino Bourru - Ripetilo un'altra volta!...

Francesco Gouge. - Sì si è appropriato del danaro!...

Zeffirino Bourru - Ebbene, tieni! (lo batte), e portala ad Hargand che ti paga per farti metter confusione qui! (gridi, tumulto, alcuni s'interpongono).

Francesco Gouge (dibattendosi) - Ah! vili!.. vili!... (è scacciato a spintoni e sparisce). Una voce nella folla - Tacete!...

Un'altra voce - Scacciatelo!...

Pietro Anseaume - Se continuate così.... verranno i soldati a scacciarvi!...

Voci diverse (da varie parti) - Silenzio!... Silenzio!...


(A poco a poco l'ordine si ristabilisce, i gridi diminuiscono. Parecchie donne serrate le une contro le altre occupano lo spazio dei gradini inferiori della croce. Giovanni Roule si avanza. È calmo e pallido. Non si vede che il suo viso, ed il mucchio di donne sedute, brulica, indeciso nella penombra, al disopra delle teste irrequiete della folla che ora riempie tutto il crocicchio. Giovanni Roule stende il braccio, fa un gesto).


Qualche voce (qua e là) - Ascoltate!... Ascoltate!... (movimento d'attenzione).

Giovanni (con voce calma) - Amici miei...

Una voce nella folla - Non siamo affatto tuoi amici. (Grida: silenzio!... silenzio!... Ascoltate).

Giovanni (con voce che domina il tumulto) - Amici miei... sentitemi... Se qualcuno fra voi ha rimproveri da farmi, li faccia!... accuse da portare... le porti!... Ma da uomini liberi… e non come canaglie... Siamo qui per spiegarci tra brava gente... non per ingiuriarci e batterci! (mormorii).

Voci nella folla. - Sì!... sì!... è vero!...

Un operaio - Parla! parla!... t'ascoltiamo!...

Pietro Anseaume - E silenzio ai venduti!... (esclamazioni).

Giovanni - Avete tutto il diritto di discutere… e giudicare i miei atti... Se non godo più la vostra fiducia, potete ritirarmi il mandato che mi avete affidato... Io credo di averlo disimpegnato finora nel modo migliore per la vostra dignità e gli interessi vostri... Se mi sono ingannato, ve lo restituisco. Datelo ad un altro più degno di me, a voi più devoto!

Voci diverse - No!... no!... Sì... sì... Silenzio!... silenzio!

Giovanni (in mezzo al rumore, dominandolo) - Ma in nome dell'onore vostro... in nome dell'idea per la quale lottiamo... non gettate il fango sur un uomo che non ha che un pensiero: amarvi... che uno scopo: servirvi... e questa illusione, forse, di credervi eroi capaci di emanciparvi... mentre forse non siete che schiavi, che porgono il collo a nuovi gioghi... le mani a più strette catene!... (leggeri mormorii, degli oh! degli ah! ma più timidi. Si capisce dal silenzio relativo, che Giovanni Roule ha ripreso un po' più di momentanea autorità sulla folla). Questi rimproveri... queste accuse, divulgate da qualche tempo di gruppo in gruppo, di casa, in casa, per seminare la discordia fra noi, e renderci meglio disarmati dinanzi al nemico... io le conosco... e voglio rispondervi.... A questo soltanto!... perchè voi mi stimereste di meno, se mi arrestassi un solo istante a parlare delle ignobili calunnie... di cui non è difficile scoprire la sorgente impura. (Mormorii. Oh! Ah!).

Pietro Anseaume - Bravo!... bravo!...

Giovanni - Voi mi rimproverate – ed è il torto più grave che mi imputate – di aver rifiutato il concorso dei deputati radicali e socialisti, che volevano immischiarsi nei nostri affari... e prender la direzione dello sciopero?... Voci diverse - Ah! ah!... Sì ... sì... Silenzio... Ascoltate!...

Giovanni - Ho fatto questo... è vero!... e me ne vanto! (movimenti diversi) I vostri deputati!... ah! li ho visti all'opera!... E voi pure, adunque, avete già scordata la loro parte infame… la commedia ignobilmente sinistra che rappresentarono nell'ultimo sciopero.... e come... dopo aver spinti gli operai ad una resistenza disperata, li consegnarono... diminuiti... spogliati... piedi e mani legate... al padrone... il giorno stesso in cui un ultimo sforzo… un ultimo slancio... avrebbe obbligato questo a capitolare... forse!... Ebbene, no!... Non ho voluto che col pretesto di difendervi, degli intriganti venissero ad imporvi le loro combinazioni, secondo le quali – capitemi bene – voi non siete che un mezzo per mantenere ed accrescere la loro potenza elettorale... e che una preda per saziare i loro appetiti politici.. Voi non avete nulla di comune con quella gente! I loro interessi non hanno altra relazione coi vostri... che quella possibile fra l'usuraio ed il suo debitore... fra l'omicida e la sua vittima!... (movimenti in senso diverso; un fremito, che sa di battaglia, corre tra la folla e la agita. Giovanni Roule con voce più forte:) Vediamo! che cosa han fatto essi per voi?... che cosa hanno tentato?... Dov'è la legge liberatrice che abbiano votata... o almeno proposta?

Una voce - È vero!... è vero!...

Giovanni - Ed in mancanza di questa legge... impossibile... l'ammetto... un grido… un grido solo di pietà hanno essi levato?... uno di quei gridi che escono spontanei dalle stesse viscere dell'amore... e che accarezzano nelle anime dei diseredati.... l'indispensabile speranza?... Cercatela... riferitemelo questo grido... e nominatemi uno solo, fra i politicanti, uno solo, che sia morto per voi... che per voi abbia affrontata la morte!...

Zeffirino Bourru (tra il mormorìo) – Bravo!... È vero!... Abbasso la politica!... Abbasso i deputati!

Giovanni - Comprendete una buona volta che essi esistono solo in grazia della vostra credulità!... il vostro abbrutimento, costoro lo sfruttano come una rendita... e come tale, speculano sulla vostra servitù... Quando siete vivi s'ingrassano della vostra povertà ed ignoranza, allorchè sarete morti si faranno un piedistallo dei vostri cadaveri!.. Volete proprio questo, dunque?

Una voce - No, no!... Ha ragione!...

Giovanni - Ed il giorno in cui i fucili dei soldati fan cadere sul suolo rosso, voi... i vostri figli e le donne vostre, dove sono essi?... Alla Camera!... Che cosa fanno?... Parlano!... (applausi e proteste) Povera mandra cieca ti lascierai tu dunque sempre condurre da questi cattivi pastori?...

Giulio Pacot (fra il brontolio) - Non si tratta di questo!...

Francesco Gouge - Noi non siamo armenti!

Giulio Pacot - Egli c'insulta... noi siamo uguali a lui!...

Filippo Huteaux (salendo sur un tronco d'albero abbattuto) - Hai parlato abbastanza!... Dicci ora, che cosa hai fatto del danaro?

Giovanni - Chi parla così?

Filippo Huteaux (scende, e va appiedi degli scalini della croce) - Io!... Filippo Hurteaux!... Giovanni - Ti s'inganna, Filippo Hurteaux... E perchè vuoi tu costringermi a dire pubblicamente che nulla ho trattenuto... e che vi ho data anche la mia parte?...

Voci - Ma via!.. Bravo!... bravo!... (Filippo discute con animazione, e rientra fra la folla) La prova!... la prova!...

Pietro Anseaume - Silenzio adunque!... Silenzio alle canaglie!... Silenzio ai venduti!... (tumulto).

Giovanni (dominando il tumulto e con voce risuonante) - Lasciatemi parlare!... Non mi impedirete di parlare... voi che vi rendete complici de' nostri nemici, e vi fate i portavoce delle loro imbecilli calunnie!...

Voci - Ascoltate!... ascoltate!...

Giovanni - Ho letto nell'anima vostra!... Avete paura di esser uomini... di sentirvi liberi e sciolti: ecco ciò che vi muove!... Gli occhi vostri abituati alle tenebre non osano più guardare la luce del gran sole... siete come il prigioniero, che l'aria delle colline, all'uscire dalla segreta fa barcollare e cadere sulla terra libera!... Vi abbisogna ancora... vi abbisogna sempre un signore… Ebbene, sia!... Ma sappiate sceglierlo… ed oppressione per oppressione... signore per signore... (movimento nella folla... con un gran gesto) tenetevi l'attuale padrone!... (esplosioni di collera) Tenetevi il padrone!... (coi pugni levati, e le bocche urlanti, gli operai si agglomerano di più vicino alla croce. Giovanni discende due scalini, e prendendo per le spalle uno scioperante, lo scuote, e con voce altisonante:) Il padrone almeno è un uomo come voi!... Si può vederlo... gli si parla... s'impaurisce... si minaccia... si uccide!... Almeno ha un viso, lui... un petto ove si può cacciare un coltello!.... Ma andate dunque a smuovere questo essere senza viso che chiamasi politicante!... andate un po' ad uccidere questa cosa che si chiama politica!... questa cosa lubrica e sfuggente che si crede di aver afferrata e sempre vi scappa... che si crede morta, e sempre ricomincia!... questa cosa abbominevole, che tutto avvilisce, tutto corrompe, tutto compra e tutto vende!.... Giustizia, amore, bellezza!... che ha fatto della venalità delle coscienze una istituzione nazionale della Francia... che ha fatto peggio ancora... poichè dalla propria base immonda, è giunta ad insozzare sin la fronte augusta del povero!... peggio ancora... poichè ha distrutto in voi l'ultimo ideale... la fede nelle rivoluzione!... (l'atteggiamento energico di Giovanni, i gesti, la forza con cui ha pronunciato queste ultime parole, impongono momentaneamente il silenzio. La folla retrocede ma resta dubbiosa). Avete dunque compreso che cosa ho voluto da voi... ciò che domando alla vostra energia... alla vostra intelligenza?... Ho voluto... e voglio... che mostriate una buona volta... al mondo dei prebendieri politici... questo esempio nuovo… fecondo... terribile... di uno sciopero fatto... alfine... per voi soli... per voi soli!... (pausa) E se anche doveste morire, in questa lotta che avete intrapresa... sappiate morire... una volta... per voi... per i figli vostri... per coloro che nasceranno dai figli vostri... non più, perchè i politicanti possano arricchirsi sulla vostra miseria… come sempre! (brontolii sordi, agitazione; gli scioperanti, ancora dominati, si guardano, s'interrogano).

Filippo Hurteaux (si scosta dalla folla, incoraggiato da alcuni scioperanti, e ritorna appiedi della croce). Tutto questo sta bene!... Ed anche tu, Giovanni Roule, parli come un deputato!... (si ride) Ma ci darai tu il danaro?... Ci darai tu il pane?... Voci numerose (mischiate a qualche fedele protesta) - È così!... Pane!... Parla!... parla!... Viva Hurteaux!

Filippo Hurteaux - Poichè non possiamo viver mica colle tue parole...

Giulio Pacot - Ah! ah!... è così!...

Filippo Hurteaux - ...per quanto belle siano... (bravo!... Hurteaux, incoraggiato e spinto, si drizza e prende un atteggiamento da oratore). Con i deputati che hai cacciati di qui... avremmo avuto pane e denaro... (alla folla:) Non è vero forse?

Voci sempre più numerose - Sì!... sì!...

Filippo Hurteaux - E avremmo potuto resistere?... Non è vero anche questo?

Voci - Sì!... sì!...

Giovanni - È la pigrizia che ti fa parlare, Filippo Hurteaux... E sei un cattivo ragazzo!... Lo sciopero!... Ah! credevi che fossero i giorni senza lavoro... il passeggiare... il bere... il mangiare a sazietà... e che per questo ti si pagasse, anche!... Ti conosco, va....! Finchè si è trattato di scialacquare e bere... sei stato fra i più violenti… mentre ora che bisogna soffrir la fame.... sei il più debole!... Ebbene, vattene!... Nessuno ti trattiene!

Filippo Hurteaux (bravando fra i mormorii che seguono le parole di Giovanni). - Le tue parole non mi spaventano affatto, sai!... La tua aria di comando non mi fa paura!... Non si tratta di tutto questo!... Rispondi!... Del pane?...

Giovanni - Se ne trova nei forni della città!… vattelo a pigliare!.. (Oh! oh! della folla).

Filippo Hurteaux - Del danaro?...

Giovanni - Guadagnatelo!.. (raddoppiamento di grida. L'ostilità per Giovanni si propaga sempre più).

Filippo Hurteaux (alla folla) - Lo sentite?

La folla - Sì!... sì!...

Filippo Hurteaux - E come vuoi che me lo guadagni... se tu mi hai fatto cacciare dall'officina.... poichè sei tu che ci affami!... come vuoi tu che me lo guadagni... buffone?

Giovanni - Lottando... vile!... (Grida, rumori. Invano Pietro Anseaume con qualche altro fedele si sforzano a ricondurre la folla a migliori sentimenti).

Filippo Hurteaux, - E le armi?... Hai almeno armi da darci ... armi semplicemente!...

Giovanni - Le pietre... le picche... le torcie... il tuo petto!

Filippo Hurteaux - Andiamo dunque!... Non vuoi altro! (alla folla) Il mio petto per il signore!... non vuole altro!... (a Giovanni) Ebbene, dacci del pane... e ci batteremo!…

La folla - Pane!... pane! ... Abbasso Giovanni Roule...

Filippo Hurteaux - Ne abbiamo abbastanza di te!...

La folla - Pane!... pane!...

Filippo Hurteaux - Chi ti conosce, te?.... chi ha mai saputo da dove vieni?... Andiamo!... ti si è visto abbastanza!... un prussiano!

La folla (scatenata) - Abbasso Giovanni Roule!... Abbasso il prussiano!...

Giovanni (ritrova nello stesso spossamento più energia e più sonorità nella voce). Cuori di vili, che non sapete... non volete soffrire!

La folla - Abbasso Giovanni Roule!... Abbasso Giovanni Roule!...

Giovanni - Ebbene!... ritornate da Hargand, schiavi!... Alla catena, cani!... Alla catena, forzati!...

La folla (tendendo i pugni verso Giovanni) - A morte!... a morte!...

Giovanni - Guadagnatevelo dunque il danaro che vi ha promesso Maigret!... Ed uccidetemi!... eccomi!... (fa un passo e incrocia le braccia sul petto) E non abbiate paura!... non mi difenderò...

La folla - Sì!... sì!.. A morte!.. a morte!... (malgrado la resistenza di coloro che son restati fedeli a Giovanni Roule, la folla si precipita, urlante, rovescia le donne sedute sugli scalini, e sta per invadere tutto il piedistallo).

Pietro Anseaume (lottando) - Bruti!... Selvaggi!... Assassini!...

Filippo Hurteaux - Afferriamolo... appendiamolo ad un albero della foresta!

La folla - A morte!... a morte!... (La folla ha già invaso il secondo scalino. Filippo Hurteaux è giunto sulla piattaforma, e si getta su Giovanni Roule, che sta immobile con le braccia incrociate senza difendersi, e gli pone la mano sulla spalla. Ad un tratto, Maddalena si alza, diritta, stende le braccia in croce aprendo il suo manto come due ali. Un operaio pervenuto sin là, indietreggia).

Maddalena (con voce forte) - Indietro!... indietro!... (La folla si arresta. Con voce più forte:) Indietro, vi dico!... (si indietreggia sempre più). Indietro ancora!... (Filippo Hurteaux ha lasciato Giovanni; tutti i gesti s'immobilizzano. I visi e gli sguardi sono rivolti tutti su Maddalena).

Voci nella folla (che predominano i gridi diminuiti) - È Maddalena!... è Maddalena!

Maddalena (Si è fatto silenzio) - Io non sono che una donna.... mentre voi siete uomini!... Ma non vi lascierò commettere un delitto, qui!.... Non solo non vi lascierò toccare colui che amo, l'eroe dei mio cuore... di cui porto un figlio nel seno!... Voglio impedirvi d'insultare... (mostrandola con un gran gesto) questa croce, ove, da duemila anni, sotto il peso dei vostri miserabili odii, agonizza colui, che per il primo osò parlare agli uomini di libertà e d'amore!... Indietro!... dunque... indietro!... indietro!... indietro!... (Coloro che avevano invasi gli scalini, indietreggiano. Il furore va spegnendosi nei visi. Le schiene si curvano).

Voci nella folla - È Maddalena!... è Maddalena!.... ascoltate Maddalena!... ascoltate!...

Maddalena - Giovanni vi ha parlato duramente... ingiustamente... Ha avuto torto!... Ma voi avete avuto un torto più grande, voi, eccitando la sua collera, provocandone la violenza... con odiosi sospetti, e vili calunnie!... Dovreste oramai conoscere che cosa propaga... e con quale scopo... E questo fango con cui volevate insozzare un uomo onesto, dovevate lasciarlo alle dita sporche che lo hanno impastato!...

Qualche voce - È vero!... è vero!...

Altre voci - Parla Maddalena!... Noi abbiamo fiducia in te!

Maddalena - Dal principio di questo lungo e doloroso sciopero, Giovanni si è esaurito nel consacrarsi tutto ad amarvi, servirvi, difendervi, contro i vostri nemici, e contro voi stessi, che siete i nemici vostri peggiori... Egli non ha che un pensiero... voi... ancora voi... sempre voi!... Lo so, e ve lo dico, io la compagna della sua vita... la confidente de' suoi sogni, de' suoi progetti, delle sue lotte... io che sono una povera ragazza, e che ho potuto attingere nell'amor suo tanto coraggio, tanta fede ardente, da osare questa sera di parlarvi, come faccio... io, la ragazza silenziosa e triste, che conoscevate, e che parecchi di voi han tenuta, bambina, sulle loro braccia!...

Un vecchio - Parla ancora... la tua voce ci è più dolce del pane...

Maddalena - Ed ecco come lo ringraziate!.. gli chiedete danaro e pane?... ma ne ha meno di voi... egli che ogni volta vi ha data la sua parte e la mia!.. Gli domandate da dove viene!... Ma che importa da donde viene!... quando sapete dove va!... Ma via!... poveri fratelli miei, egli viene dallo stesso paese che voi, dallo stesso paese di tutti coloro che soffrono... dal paese della miseria!.. e va verso l'unica patria di tutti quelli che sperano... la felicità libera!... (emozione nella folla, i visi diventano sempre meno cupi, e s'illuminano).

Voci numerose - Si!... sì!... parla ancora!... parla ancora!...

Maddalena - Andiamo dunque, verso questa patria!... Giovanni sa la via che vi conduce... camminiamo... camminiamo con lui.. e non più con coloro le cui mani sono rosse del sangue dei poveri!... Camminate!... la strada sarà lunga e dura!... cadrete spesso sulle ginocchia stanche... Che importa?... Rialzatevi e camminate ancora!... In fine c'è la giustizia!...

La folla - Sì!... sì!...

Una voce - Non ci abbandonare...

Un'altra voce - Noi ti seguiremo!...

Un'altra voce - Noi lo seguiremo!...

Maddalena - E non temete, la morte!... Amate la morte!... La morte è splendida... necessaria... e divina!... Ella è sorgente di vita!... Ah! non spargete più lacrime!.. Nei secoli, da cui voi piangete, chi le ha viste, chi s'è accorto che scorrevano!... Offrite il sangue vostro!... Se il sangue è macchia odiosa sul viso dei carnefici... irradia il viso dei martiri, come un sole eterno... Ogni goccia di sangue che cade dalle vostre vene, che sgorga dai petti vostri... fa nascere un eroe... un santo... (mostrando la croce)... un Dio!... Ah! vorrei io aver mille vite per darle tutte... Vorrei aver mille petti... perchè tutto questo sangue di sacrificio e d'amore... zampillasse copioso sulla terra dove voi soffrite!... (emozione immensa... estasi sui visi).

Una voce - Noi vogliamo morire... sapremo morire!

La folla - Sì!... sì!...

Maddalena – Ah! vi ritrovo alfine!... E ne sono felice... felice... Ciò che è stato prima, non eran che parole, fortunatamente!... Ma ci vogliono i fatti, ora!...

La folla - Sì... sì!... Viva Maddalena!

Maddalena – Ah! non gridate «Viva Maddalena!» Non sono Maddalena, qui! Sono invece l'anima di colui che per un istante avete minacciato di morte!... Gridate: «Viva Giovanni Roule!»... E provatemi che gli perdonate la sua violenza, come egli vi ha già perdonato i vostri sospetti... e le vostre ingiurie...

La folla - Viva Giovanni Roule!... Viva Giovanni Roule!... Viva Maddalena!... (solo Filippo Hurteaux non ha gridato. Gli restano ancora nel volto rughe feroci).

Maddalena (a Filippo) - E tu, Filippo Hurteaux?...

Filippo Hurteaux - Io... no... (fa un gesto violento).

Maddalena (dolcissima) - Filippo Hurteaux!... Ci conosciamo bene, tutti e due... Quando ero bambina, ti piaceva venir con me... Andavamo insieme per i campi... per i boschi... E andavi cogliendo per le siepi della via i fiori con cui ornavi i miei capelli.. Quando gli altri mi battevano... tu mi difendevi... mi difendevi come un piccolo leone!... Eri bravo e gentile... Non te ne ricordi più?

Filippo Hurteaux (imbarazzato) - Sì Maddalena… me ne ricordo... ma adesso...

Maddalena (interrompendolo) - Adesso sei un bravo e robusto giovane. Ed il tuo cuore è restato sempre lo stesso... buono e caldo come allora... Fa la pace con Giovanni... dagli la mano.

Filippo Hurteaux - Maddalena... Maddalena… non mi chieder questo!...

Maddalena (dolcissima) - Dagli la mano... dagli la mano. Te ne prego!...

La folla - Sì!... sì!... Maddalena ha ragione!...

Filippo Hurteaux (esita, poi vinto dà la mano a Giovanni) - Ebbene... sì!... (i due uomini si abbracciano. Entusiasmo nella folla. Tutte le mani e tutti i visi si tendono verso Maddalena).

Maddalena - E sia questo il segno della riconciliazione fra tutti... sia il patto di una unione che nulla, ormai, varrà a rompere!... Giuratelo!...

La folla - Sì!... sì!... lo giuriamo!... Viva Maddalena!... Viva Giovanni Roule!... Viva lo sciopero!... Un vecchio (appiedi degli scalini) - Tu sei la nostra piccola madre... Maddalena!... (in questo momento l'entusiasmo è al colmo; le donne sedute sugli scalini si alzano e tendono i loro bimbi verso Maddalena).

Maddalena (calmata l'ebbrezza della folla, tenendo una mano nella mano di Giovanni) - Ed ora, ritiratevi... ritornate a casa (col braccio libero indica la città, con voce squillante). E domani?...

La folla - Sì!... sì!... sì!...

Maddalena - Ci seguirete ambedue?...

La folla - Si!... si!... sì!...

Maddalena - Fino alla morte?...

La folla - Fino alla morte!... a la morte!... (ripresa di entusiasmo).

Maddalena - Ebbene!... a domani!... Davanti alle ferriere!... Tutti!... tutti!...

La folla - Tutti!... tutti!... Viva lo sciopero!... (la folla si discioglie lentamente... e si disperde per tutte le strade, per tutti i sentieri).


SCENA TERZA.


MADDALENA, GIOVANNI.


(Giovanni e Maddalena son rimasti sulla piattaforma tenendosi per mano. Partita la folla, discendono gli scalini, lentamente.)


Giovanni (attira Maddalena fra le braccia, la stringe e piange) - Lo vedi... Sono io che piango, ora, nelle tue braccia!... Sono il tuo bambino!...

Maddalena - Io t'amo, o Giovanni mio!...

Giovanni - Erano lupi, e ne hai fatto agnelli.… vili, e li hai resi eroi!... Qual'è dunque il tuo potere?

Maddalena - T'amo!...

Giovanni - Volevano uccidermi... e mi hai salvata la vita!...

Maddalena - T'amo!...

Giovanni - Maddalena!... Maddalena!... donna dal cuore sublime, tu sei di quelle elette, come, nei tempi lontani, ne sorgevano, dalle profondità dei popoli, per risuscitare il morto coraggio, e rialzare le fedi abbattute!... Sei colei... Maddalena (abbracciando più stretto Giovanni e coprendogli con le labbra la bocca) ... colei che t'ama, Giovanni!... niente più... (si pongono in cammino, sempre abbracciati, e si perdono fra gli alberi della foresta).


FINE DEL QUARTO ATTO