I cattivi pastori/Atto III

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Octave Mirbeau - I cattivi pastori (1897)
Traduzione dal francese di Luigi Fabbri (1911)
Atto III
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(Il gabinetto di Hargand: mobili severi e ricchi. Porta in fondo. A destra e a sinistra della porta grandi scansie di libri. Muri coperti da tappezzerie antiche. Sul caminetto, posto fra due finestre, un busto di marmo. In faccia al caminetto, un largo scrittoio coperto di carte. Poltrone con alte spalliere. Divani. Vetrine con campioni di minerali e pietre. Al levar della tela, Hargand, seduto al suo scrittoio, lavora. Un domestico introduce Maigret. Maigret si siede in faccia ad Hargand dall'altra parte dello scrittoio).


SCENA PRIMA


HARGAND, MAIGRET.


Maigret - (vedendo una lampada presso Hargand sullo scrittoio in disordine) Ah!... non vi siete coricato, questa notte!

Hargand - Ho riposato qualche ora sul divano... Quali notizie?

Maigret - Gli aggiustatori, neppure essi, sono venuti al laboratorio... Hanno fraternizzato cogli scioperanti... Era preveduto!... Ho dovuto far spegnere il fuoco alle macchine.

Hargand - Nessuna scena di violenza, come ieri?

Maigret - No... la notte è stata relativamente calma... Ieri sera Giovanni Roule ha riunito gli scioperanti al Prè-du-Roy... Ivi, sopra un tavolo, rischiarato dalla luce di qualche cero... ha letto loro racconti popolari… racconti infiammati, di massacri, di supplizii, di incendii... Poi li ha esortati al martirio... Quando egli era stanco, Maddalena prendeva il libro, e continuava a leggere con voce penetrante... Sia la stanchezza, sia che ciò poco li interessasse… non v'era là che un piccolo numero di uomini... La folla era sopratutto composta di donne che ascoltavano, in gran silenzio... e raccolte, come alla messa... Poi si sono ritirati senza chiasso e senza disordini!...

Hargand - Singolare e sconcertante figura, questo Giovanni Roule!... In altri tempi sarebbe stato, forse, un grand'uomo.... un grande apostolo...

Maigret - Non ne so niente!.... Ma ai tempi nostri egli è un dannoso briccone! Fortuna che manca di senso politico e non sa neppure che cosa vuole, e dove va!... Altrimenti col potente predominio che esercita su questi spiriti deboli... sarebbe una lotta più terribile... ed atroce.

Hargand - Bisogna temere i mistici... più degli altri.... perchè meglio degli altri giungono al cuore delle folle... le quali non si esaltano che per ciò che non comprendono. E questa Maddalena!... Che sorprendente trasformazione !...

Maigret - Ella è, forse, più da temersi di Giovanni Roule... Ha negli occhi un fuoco tetro!.... (pausa).

Hargand - Siete sicuro che non hanno più danaro?

Maigret - Sicuro!... Cominciano già a soffrir la fame... E il saccheggio della drogheria Rodel, nè il sacco dato ai forni li condurranno lontano... Sì, ma, domani?

Hargand - Insomma?...

Maigret - Insomma... malgrado le peggiori apparenze, meno entusiasmo... meno fede!... E qualcuno comincia già a mormorare contro Giovanni Roule... Questi poveri diavoli sono ormai incapaci di resistere, dopo otto giorni di fame!...

Hargand - Non comprendo l'idea di Giovanni Roule, di aver rifiutato il concorso dei deputati radicali e socialisti... Con questo solo fatto, ha tagliato i viveri allo sciopero... Che cosa spera mai?...

Maigret - Un miracolo!... Far prorompere dalle anime l'eroismo ed il sacrificio dei martiri.... (crolla la testa) Non è più dei tempi nostri, fortunatamente!...

Hargand - (pensoso) Forse!

Maigret - (scettico) Checchè sia, è tempo che arrivino i soldati!...

Hargand - Arrivano oggi... Ah! con quale tristezza mi son ridotto a questo passo!... Perchè ora basta il minimo eccitamento, la più piccola provocazione.... di un malintenzionato... perchè scorra il sangue! (pausa) Ma poteva io fare altrimenti? ... Qui vi sono esistenze innocenti e minacciate, che ho il dovere di proteggere…. Eppoi, spero che i soldati useranno la loro forza con moderazione.... (pausa) E mio figlio?

Maigret - Stava per parlarvene... Il signor Roberto ha avuto, ieri sera, prima della riunione degli scioperantial Prè-du-Roy un abboccamento con Giovanni Roule…

Hargand - Non è possibile!

Maigret - Perdonate!...

Hargand - Ne siete certo?

Maigret – Oh! certissimo.

Hargand - E con quale scopo?... (Maigret fa un gesto per dire che non ne sa nulla) Dal momento che gli scioperanti l'han ricondotto al grido di «Viva Roberto Hargand!» dalla stazione da cui per ordine mio stava per partire, fin qui, dove ora è loro prigioniero... Roberto sembra aver compreso la situazione anormale e vergognosa in cui l'ha posto questo colpo di mano di fronte ad essi, e di fronte a me... Ma,.. infatti... ieri… l'ho visto più agitato del solito... più cupo, anche!... Ho creduto, a più riprese, che volesse dirmi qualche cosa... Ma non ha detto nulla!...

Maigret - Forse ha tentato, presso Giovanni Roule un passo di conciliazione!...

Hargand - Sarebbe cosa, per me, penosa ed umiliante!... (pausa) Tra tutte le tristezze di questi brutti giorni, la più profonda….. Maigret... quella che m'ha lasciata nel cuore una ferita che forse non si chiuderà mai... è stata... questo orribile... quest'infernale loro pensiero di sollevare... oh! malgrado lui… malgrado lui, certo... il figlio contro il padre!... È spaventevole come un parricidio!...

Maigret - Non esagerate, signore! Essi hanno pensato che impedendogli di partire.... avrebbero avuto vicino a voi qualcuno che sarebbe loro utile... che difenderebbe la loro causa… che finirebbe forse per strapparvi delle concessioni... Eppoi.… infine il signor Roberto è di una natura diritta e generosa!

Hargand - Ma di una esaltazione che mi fa paura!... l'anima sua è un vulcano... vi bolle.. vi brontola... una strana lava!...

Maigret - Non vi allarmate così!... Vostro figlio ha un profondo sentimento del suo dovere!...

Hargand - Sì... ma qual'è, secondo lui, il suo dovere?.... Io non lo so!... (silenzio) Ah! vedete, caro Maigret.... gli è che anche io sono perplesso... malcontento di me stesso... Ho il cuore divorato dall'angoscia!... E mi domando se ho fatto proprio tutto quello che dovevo fare!... se non vi fosse qualche altra cosa da fare.... dopo tutto... per questi poveri ragazzi!...

Maigret - Non è questa l'ora, o signore, di proporvi simili questioni... Voi avete, e noi tutti abbiamo bisogno della vostra fermezza d'animo.... del vostro grande spirito di decisione!... Ve l'ho già detto!... Non avete nulla da rimproverarvi!... Tutto quanto era possibile di fare, l'avete fatto!... Vediamo!.... esiste forse in Francia un'altra casa dove il lavoro sia meglio retribuito, e l'individuo, più rispettato?... Oggi non dovete avere che un solo pensiero, ed uno scopo solo: Vincere lo sciopero... Dopo potrete pensare ad altro...

Hargand - (passandosi una mano sulla fronte) Andiamo!... (riunisce in un cartone alcuni fogli sparsi sullo scrittoio, e li dà a Maigret) La posta.... Vi troverete alcune proposte dalla Germania, che mi offrono di soddisfar loro per conto mio alle ordinazioni, durante lo sciopero!... Sono poco buone, e forse inopportune!... In ogni modo, vedetele... Studiatele!... Me ne direte il vostro parere questa sera! (si alza. Maigret si alza anche lui e si dispone a partire) Avete prese le disposizioni necessarie per il nutrimento dei soldati?

Maigret - Tutto è pronto...

Hargand - C'è da temere nessun colpo di mano?

Maigret - (crollando la testa) Heu!... I gendarmi che ho a mia disposizione tengono occupati due forni.... Hargand - (gli stende la mano) Scusate, caro Maigret, i miei piccoli dubbi di ogni momento... voi che portate, con un cuore così calmo, quasi tutto il peso dell'odio di questi furiosi!... (Maigret fa segni di diniego) A rivederci!...

Maigret - Arrivederci, signor Hargand!

(Maigret esce. Hargand ordina alcune carte sul tavolo. Poi suona. Un cameriere si presenta). Avvertite il signor Roberto, che l'aspetto qui!... (il domestico esce. Hargand pensoso cammina per la stanza. Poi va ad appoggiarsi colle spalle al marmo del caminetto. Roberto entra).


SCENA SECONDA.


HARGAND, ROBERTO.


(In presenza di suo figlio, Hargand perde, a poco a poco, la calma. Progressivamente da pensoso e melanconico che era nella scena precedente, l'espressione del suo viso diventa nervosa, aggressiva. Si capisce pure che fa degli sforzi per dominarsi). Hargand - Siediti... e parliamo.


Roberto - (si siede) Vi ascolto, padre mio!

Hargand - (con tono aspro) Dopo il tuo ritorno trionfale qui... trionfale, non è vero?... È proprio così!...

Roberto - Ah! padre mio!...

Hargand - Di qual parola vuoi tu ch'io mi serva.... Portato, ricondotto qui... come una bandiera... come il loro vessillo...

Roberto - In che tono mi parlate, o padre!.. Perchè mai evocare il ricordo di un incidente così doloroso, per ambedue?...

Hargand - (sforzandosi di contenersi) Infine dopo.... ciò ch'è successo... si era convenuto... (con ironia) Non poteva esigere di più dalle tue convinzioni... perchè il sentimento di famiglia.... il rispetto!... (Roberto guarda il padre in modo molto triste) Infine... infine... si era convenuto che tu resteresti…. neutrale.... di fronte agli avvenimenti che si svolgono qui!... Pensavo che un tale impegno, di fronte a te stesso e nelle circostanze che tu sai... dovesse esserti sacro!...

Roberto - Vi ho forse mancato?

Hargand - Come spieghi allora questi abboccamenti clandestini avutisi fra te, mio figlio, e Giovanni Roule, il capo dello sciopero?...

Roberto - (Un po' sorpreso) Questi abboccamenti?... (fermo) Sono andato da lui una volta sola... ieri... È vero!

Hargand - Lo confessi?... Ah! Io confessi?...

Roberto - Perchè non dovrei confessarlo?... Ho agito come dovevo?... Credete davvero che questo passo, fatto da me, avesse un carattere di ostilità verso di voi?

Hargand - Ostilità o mediazione, è sempre un oltraggio per me!.... Ti aveva forse pregato di intervenire?... In forza di che ti sei attribuito questo nuovo mandato?.... E come non hai pensato che un tuo passo in questo momento, e di quel genere, non poteva essere che una diminuzione della mia autorità?... e che forse in tal modo mettevi un'arma di più in mano dei tuoi nemici?... Se lo avevi capito perchè hai osato ciò?

Roberto - Come avrei potuto diminuire la vostra autorità, ed armare la loro ribellione?... quando ho parlato soltanto a nome mio?....

Hargand - A nome tuo? E con qual diritto... non sei nulla tu qui.... nulla... nulla!

Roberto - Sono un uomo!

Hargand (imperioso) - Tu sei mio figlio!

Roberto - Ho dunque, nascendo da voi, rinunciato a pensare secondo le mie idee... ed amare secondo il mio amore... a vivere secondo il mio destino?.... Io compio il mio destino!…

Hargand (esaltandosi) - E il tuo destino, non è vero? è di ribellarti contro di me!... di fraternizzare coi miei nemici!.... Sono stato troppo sciocco, troppo cieco nel richiamarti a me!.... Il tuo destino!.... Che cosa sono questi gridi abbominevoli di «Viva Roberto Hargand!».... che sento ad ogni minuto... che non cessano di strapparmi e trafiggermi il cuore come colpi di coltello!... Queste minaccie di morte... questi incendi.... questi saccheggi.... tutto ciò che bolle nell'anima di questi selvaggi, scatenati in nome tuo contro di me.... È questo il tuo destino!... Ma abbi dunque il coraggio di chiamarlo col suo vero nome: l'ambizione! E poco ti importi che sia soddisfatta con la morte di tuo padre…. con la rovina de' tuoi!

Roberto (si alza) - Io non ho alcun'altra ambizione che il benessere umano... Vi ho sacrificato la fortuna e la gioventù mia, vi sacrificherò la mia vita!...

Hargand - E la mia!....

Roberto - Padre mio, siete troppo nervoso.... e parlate ingiustamente.... Bisogna che fra noi non si dicano parole irreparabili... Permettetemi di ritirarmi!

Hargand - Resta.... resta! (cammina agitato per la stanza, poi viene a sedersi di nuovo allo scrittoio, sforzandosi di esser tranquillo). Che cos'è dunque questo passo che hai fatto?.... Ho bisogno di saperlo...

Roberto (sedendosi anche lui) - Non ho alcuna ragione per celarvelo.... Ieri ho saputo da Genoveffa che avete richiesti i soldati per reprimere lo sciopero.... e che essi arriveranno oggi.... (con voce penetrante) Ho compreso che era la catastrofe.... Non ho potuto sopportare l'idea che, centinaia di uomini.... per un malinteso, possibile ancora a dissiparsi... stessero per morire qui! Del sangue qui!.... Sangue su questa casa e su voi!.... (pausa) Allora sono andato a trovare Giovanni Roule.

Hargand - Perchè lui.… e non me?... Perchè non ti sei rivolto a me?

Roberto - Ma via! padre mio voi stesso me l'avete proibito.... Eppoi, mi son detto che ciò sarebbe inutile!

Hargand - E che ne sapevi tu?

Roberto - Vi conosco troppo bene, per non sapere che questa risoluzione terribile, non l'avete presa a caso e senza una lunga lotta con voi stesso... Non avrei avuto la fortuna di essere ascoltato... (dietro un movimento di Hargand) Oh! padre mio, ve ne supplico... non state semplicemente alla lettera delle mie parole... non date loro che il senso che io stesso loro attribuisco.... ed apprezzate l'intenzione rispettosa che le detta!.... Giovanni Roule, così esaltato, così violento, non è poi sordo alla voce della ragione..... ed io credo che ci sia in lui un cuore pieno di pietà... Ho tentato di fargli comprendere la responsabilità in cui incorreva.... e che aveva nelle sue mani migliaia di vite umane.... Di sua volontà mi ha promesso di venire oggi a farvi nuove proposte... Non ho creduto bene di discuterne i limiti... nè prendere impegni con lui.... Eppoi egli non mi ha promesso altro che di venir qui!... Ecco tutto!

Hargand - Non lo riceverò!... Non lo riconosco... io l'ho cacciato dall'officina!

Roberto - Voi l'avete cacciato... ma cinquemila operai lo hanno eletto!

Hargand - Cinquemila faziosi! ... Nulla mi costringe ad obbedir loro.... Che si sottomettano!

Roberto - E se vi portasse la pace?....

Hargand - A prezzo di concessioni assurde ed umilianti?... No.... no!... È una follia il sognarlo.... (si alza e si rimette a camminare per la stanza. Silenzio) Ci siamo detti adesso parole inutilmente scottanti... Ciò non rimedia a nulla.... e fa male! ... Parliamo ragionatamente.... (appoggia la schiena al caminetto) Non credo di essere un uomo cattivo... Ti ho mostrato che non sono affatto un tiranno.... che, anzi, aveva un sentimento vivissimo di rispetto per la libertà degli altri... Ti ho lasciato crescere da te stesso e secondo la tua natura... non puoi rimproverarmi che ti abbia mai contrariato nelle tue idee... Roberto (vivamente) - Ed io ve ne sono riconoscente... Oh! ve lo giuro!.... con tutte le forze del mio cuore!.... Hargand - Eppure io le giudicava chimeriche... dannose... in ogni modo, molto lontane dalle mie!... Ed esse demolivano il sogno, che aveva per tanto tempo accarezzato, di farti collaboratore delle opere mie... e... per quando non ci fossi più... il guardiano fedele di tutto quanto ho qui creato.... (con emozione ed alterazione della voce) Non avevo preveduta la... situazione logica, fatale... e dolorosa... Dio lo sa! (si interrompe.... Roberto triste, ed anche molto commosso, si pone la testa fra le mani) Mi capisci?...

Roberto - Oh! padre mio !... padre mio!... mi bruciate l'anima!...

Hargand (seguitando penosamente) - Infine non aveva preveduto... quanto è successo... e cioè che il mio liberalismo paterno avrebbe avuto un giorno... questa conseguenza orribile.... di doverci parlare.... guardare... non come tra padre e figlio... ma tra nemico e nemico!...

Roberto (vivamente e alzandosi) - Non dite così, ve ne supplico!.... (con slancio) Io vi amo!... vi amo!...

Hargand - E se non ci amassimo, povero figlio mio…. (pausa) saremmo forse così infelici?...

Roberto - Padre mio!... Padre mio!.... (fa un passo per andare verso suo padre, poi ricade sulla sedia, accasciato. Silenzio).

Hargand - Ascoltami ancora!.... Nella vita, io, non ho avuta altra passione... che il lavoro.… non per il danaro, le ricchezze, il lusso.... ma per la forte e nobile gioia che esso dà.... ed anche, da qualche anno, per l'oblio che getta nel mio cuore!... E posso rendermi questa giustizia, che la mia parte sociale, la mia parte di grande laborioso.... è stata utile agli altri più delle dannose teorie.... delle vane promesse.... dei sogni impossibili.… Con tutto quanto ho prodotto, con tutto ciò che ho strappato alla materia.... se non ho arricchita la povera gente.... almeno ne ho considerevolmente aumentato il benessere... addolcita la dura condizione della loro esistenza…. mettendoli in grado di procurarsi a buon mercato, cose necessarie che prima di me non avevano mai avute.... e che io ho create per essi.... per essi!... Sono stato parco di parole... ma ho procurato dei risultati... e forniti degli atti... Non è vero?

Roberto - Mai ho negato la buona volontà delle vostre intenzioni... nè la persistenza dei vostri sforzi….

Hargand - In quanto poi ai rapporti sociali che ho stabiliti – a costo di quali lotte! – fra gli operai e me... mi sono spinto molto sulla via dell'affrancamento... tanto che i miei amici me lo rimproverano... come una mancanza.... come un'abdicazione….. Bambini, mi preoccupo di farli educare ed istruire, uomini di moralizzarli e condurli alla piena coscienza della propria individualità.... vecchi ho assicurata loro la soddisfazione dei bisogni... Con me, essi possono nascere, vivere e morire....

Roberto (interrompendo) - Poveri!.... (pausa) Sì, avete fatto tutto questo.... eppure c'è sempre.... sempre la miseria!...

Hargand (con voce più alta) - Non è colpa mia!

Roberto - È forse di loro?

Hargand - Ma posso io trasgredire a questa intrasgredibile legge della vita, che vuole che nulla si crei... nulla abbia fondamento che nel dolore?

Roberto - Giustificazione di tutte le violenze... scusa di tutte le tirannie.... parola esecrabile, padre mio!

Hargand - Essa ha dominato tutta la storia!

Roberto - Torture... massacri.… roghi!... ecco la storia!.... La storia è un cimitero!... non ne smuovete la putredine.... Non vi ostinate sempre ad interrogare questo passato di notte e di sangue!.... Verso l'avvenire bisogna cercare la luce.... Uccidere! sempre uccidere!... E non è dunque stanca ancora l'umanità di questi eterni sacrifici? E non deve suonare alfine, per gli uomini, l'ora della pietà?...

Hargand - La pietà!.... (febbrile) La pietà è un avvilimento... un narcotico.... Annichilisce gli sforzi e ritarda il progresso.... è infeconda!….. Colui che crea... non importa che cosa.… il sapiente che lotta con la natura per strapparle il suo segreto... l'industriale che doma la materia per ricercarne la forza, per farla servire ai bisogni dell'uomo.... ed adattarla, in modo possibile, all'utilità sua... costoro non hanno il diritto di arrestarsi dinanzi alla pietà!… La loro azione sorpassa il minuto della loro vita... si spinge oltre l'infimo spazio abbracciato dai loro sguardi.. si diffonde dall'individuo al popolo, sul mondo intero!... E per alcune vite indifferenti che schiaccia intorno a sè... pensa un po' a quante ne abbellisce e libera!... Avrei potuto... avrei dovuto essere l'uomo di cui ti parlo!... Se avessi ignorata la pietà, avrei potuto aspirare ad un sogno più grande, forse!...

Roberto - Voi vi calunniate padre mio!

Hargand - No.... mi dolgo!... (pausa) Ed eccolo oggi il risultato di questa pietà imbecille, che non ho saputo... non ho potuto... reprimere in me!... il crollo di tutte le mie speranze.... e ruine!. (violento) ma è finito!.... vogliono un padrone.... e l'avranno!...

Roberto - Badate!... Queste esistenze che schiacciate.... per quale strano orgoglio le credete voi indifferenti?.... In nome di quale giustizia... superiore alla vita stessa... li condannerete a morire?... Voi siete responsabile di fronte all'umanità delle sole esistenze immediate di cui avete assunta la protezione.... non degli altri.... E non avete mai pensato, senza un fremito... che potreste essere l'uccisore di qualche sublime sconosciuto….. che in questo momento piange in qualche parte.... vicino a voi forse?...

Hargand (alza le spalle e si muove agitatissimo) - Ebbene! che incomincino!

Roberto - Come osate voi chiedere ai deboli... agli ignoranti... alle povere animuccie di fanciulli, oscure e balbettanti, di elevarsi fino allo sforzo, a cui voi stesso, padre mio, non volete.... non potete elevare la vostra intelligenza ed il vostro buon cuore?

Hargand - Ti esalti con parole... ti gonfi col vento... basta le frasi... fatti!.... vediamo!... Quando si parla così alti... con una simile sicurezza.... vuol dire che si ha una formula chiara... un programma netto.... Ne hai tu?... Esponimelo... ed io lo applicherò subito!...

Roberto - A che scopo, padre mio, quando si racchiude tutto in una sola parola, che voi negate?

Hargand (con collera) - In una parola!.... una parola!.... per bacco!...

Roberto - E quando siete preventivamente deciso a non vedere, in tutto ciò che potrei dirvi, che parole.. ed intendervi che vento…..

Hargand - Perbacco!... Lo sapevo bene!.... Tu t'illudi!.... E sono tutti come te!... (non contenendosi più) Ma quando non si hanno che parole da offrire ai poveri disgraziati… quando con parole... con sole parole... si corrompe, li si ubbriaca.... li si conduce alla morte.... sai tu che cosa si è.... lo sai?.... Un imbecille o un assassino!…. scegli!

Roberto (con uno sforzo) - Avete ragione!.... I nostri pensieri si allontanano l'uno dall'altro sempre più.... È una cosa troppo... troppo.... dolorosa!.. Io mi ritiro.

Hargand (dopo una pausa, con voce disprezzante) - Infatti! puoi ritirarti! (in questo momento entra un cameriere).


SCENA TERZA.


Gli stessi, UN CAMERIERE.


Hargand - Che cosa c'è?

Il cameriere - Sono i delegati degli scioperanti che son venuti ai cancelli del castello... domandano di parlare al signore.

Hargand - Chi sono? (il cameriere presenta su un vassoio una carta a Hargand) Luigi Thieux.... Giovanni Roule.... Anselmo Cathiard... Pietro Anseaume... ecc. ecc. Sei! (lacera la carta) Va bene!.... (Hargand e Roberto si scambiano freddi sguardi) Che si aprano loro i cancelli.... si facciano entrare!.... (il cameriere vuol ritirarsi) Sapete se il signor Maigret sia nelle sue stanze?

Il cameriere - Il signor Maigret m'ha prevenuto in anticamera.... che ritornava nel suo appartamento!

Hargand - Dite a Battista che vada a cercarlo!... che il signor Maigret mi aspetti nella sala del bigliardo!...

Il cameriere - Va bene, signore! (egli esce. Roberto anche lui s'incammina verso la porta).


SCENA QUARTA.


HARGAND, ROBERTO.


Hargand - Tu rimani!... (movimento di Roberto) Acconsento a riceverli.... Ma voglio che tu assista all'abboccamento (dietro un gesto di Roberto, duramente) Lo voglio!... È il meno, credo!

Roberto - Perchè, padre mio?

Hargand - Perchè lo voglio! (Roberto fa un gesto rassegnato. Hargand misura la stanza agitato. Infine viene a sedersi allo scrittoio, dove strapazza delle carte. Lungo silenzio. Entrano i delegati).


SCENA QUINTA.


HARGAND, ROBERTO, GIOVANNI ROULE, LUIGI THIEUX, tre altri delegati.


(Essi entrano lentamente col berretto in mano, Giovanni Roule per il primo, cupo ma calmo, seguito da Luigi Thieux, curvo, un po' bianco, imbarazzato e goffo. Si schierano tutti dinanzi allo scrittoio di Hargand, messi in soggezione dalla ricchezza severa della stanza. Luigi Thieux ha gli occhi fissi sul tappeto, gli altri girano il berretto nelle mani, eccettuato Giovanni Roule, che diritto, colla mano sinistra sull'anca, sta disinvolto ed altero, ma senza provocazione. Hargand non si è mosso. Col corpo leggermente piegato indietro, col gomito appoggiato sul bracciuolo della poltrona, col mento nella mano, si vede che ha voluto comporsi una ciera senza espressione, di una immobilità marmorea. Roberto, che all'entrare dei delegati ha scambiato una rapida occhiata con Giovanni Roule, si ritira intanto in un angolo della stanza. Silenzio assoluto).


Hargand - (con voce breve) - Ebbene... vi ascolto!

Giovanni Roule (un po' solenne) - Siamo venuti per la pace della nostra coscienza... (pausa) Se respingerete le proposte che in nome di cinquemila operai sono per l'ultima volta incaricato di trasmettervi.... non ho bisogno di dichiararvi che siamo pronti ad ogni resistenza. Non sono i reggimenti che chiamate in vostro soccorso, nè la fame che scatenate su noi, che ci fa paura!.... Le nostre proposte sono ragionevoli e giuste…. A voi il decidere se preferite la guerra…. (pausa) Vi prego innanzi tutto di notare che se abbiamo eliminato dal nostro programma certe ulteriori rivendicazioni non le abbiamo per questo abbandonate.... le rimandiamo a un tempo più opportuno.... (con grande alterigia) Così ci piace!.... (pausa. Hargand è di marmo e non una piega si muove sul suo viso. Giovanni prende nella tasca del suo camiciotto una carta che consulta di tanto in tanto) Primieramente.... manteniamo, in testa alle nostre richieste, la giornata di otto ore... senza alcuna diminuzione di salario.... Vi ho spiegato il perchè un'altra volta.... non ve lo spiegherò di nuovo.... (silenzio di Hargand) D'altronde vedo che non siete in vena di discutere oggi!... Secondo.... risanamento dei laboratori.... Se, come lo fate dire da tutti i vostri giornalai, siete davvero un padrone pieno di umanità, non potete esigere da uomini che essi lavorino in fetidi stabilimenti, fra mortali installazioni.... Nel caso in cui accettaste in principio queste condizioni a cui annettiamo un interesse capitale, potremo intenderci ulteriormente sull'importanza e la natura dei lavori sulla cui esecuzione noi avremo un diritto assoluto di controllo... (Hargand è sempre immobile e silenzioso. Giovanni Roule lo guarda per un istante fissamente, poi fa un gesto vago). Andiamo allo scopo! poichè siamo qui soltanto per la tranquillità della nostra coscienza.... (pausa) Terzo... Sostituzione di processi meccanici in tutte le operazioni di pudlaggio…. Il pudlaggio non è un lavoro, è un supplizio! È già scomparso da un gran numero di ferriere, meno ricche della vostra…. È un assassinio questo costringere degli uomini, per tre lunghe ore, sotto la doccia, nudi, col viso incollato alla gola dei forni, col petto fumante, le fauci divorate dalla sete, a mescolare la fusione del ferro, e farli gemere sul fuoco!.... Voi sapete bene, infatti, che il miserabile condannato a questa tortura selvaggia.... nel breve giro di dieci anni.... l'avete ucciso!.... (Hargand è sempre immobile. Giovanni Roule fa un gesto…. pausa) Quarto.... Sorveglianza severa sulla qualità dei vini e degli alcools (pausa). Benchè sotto il pretesto mendace di società cooperative, vi siate accaparrato tutto il commercio di qui.... tanto che voi siete il nostro beccaio... il nostro fornaio... il nostro droghiere... il nostro oste... ecc. ecc. bisognerebbe che vi rassegnaste a guadagnare un po' meno sulla nostra salute, vendendoci qualche altra cosa, che non sia veleno. Tutto ciò che respiriamo qui è la morte!.... tutto ciò che beviamo.... è la morte!... Ebbene.... noi vogliamo bere e respirare la vita!…. (silenzio di Hargand) Quinto.... E questa è la conseguenza logica, morale e necessaria della giornata di otto ore.... Fondazione di una biblioteca operaia con tutti i libri di filosofia, di storia, di scienza, di letteratura, di poesia e di arte, la cui lista vi darò in seguito.... Perchè, per quanto povero sia, un uomo non vive di solo pane.... (pausa) Egli ha diritto come i ricchi, alla bellezza!... (silenzio glaciale). Infine riammissione al lavoro, con paga intera dei giorni di disoccupazione, di tutti gli operai che avete licenziati dal principio dello sciopero.... Vi faccio grazia della mia persona.… firmato l'accordo, io partirò.... (depone la sua carta sullo scrittoio di Hargand).

Hargand (dopo una pausa, senza muoversi, con voce tagliente) - È tutto?

Giovanni - Tutto!...

Hargand (a Luigi Thieux) - Ebbene... Che cosa ne pensi di tutto questo, Thieux? Ti occorrono delle biblioteche, ora ... Via!... guardami!

Luigi Thieux (senza levare gli occhi dal tappeto) - Signor Hargand!.... Signor Hargand!...

Hargand - Guardami.... ti dico!

Giovanni - Non insultate questo povero uomo!... E guardate come l'han ridotto ventisette anni passati a lavorare con voi!... Hargand - Ah! mio povero Thieux!... Se tu non fossi sotto il predominio di quest'uomo... se tu fossi libero dei movimenti del tuo cuore.… ti conosco... saresti già ai miei piedi, per chiedermi perdono!...

Luigi Thieux (come per gettarsi verso Hargand) Signor Hargand!.... Signor Hargand!...

Giovanni (energico) - Ma domandagli dunque che cosa ha fatto di tua moglie.... dei tuoi due figli!

Luigi Thieux (con grande sforzo) – Signor Hargand!.... È vero! Non se ne può più... non si può più vivere!... Non è giusto!...

Hargand - Tu ripeti la lezione, vecchio imbecille!.... e non la sai neppure!...

Giovanni (avanzandosi verso lo scrittoio) - Finiamola!... La vostra risposta!

Hargand (nettamente, aggressivo, ma contenendosi ancora) - Ebbene... eccola! Perchè non pensiate neppure che voglia discutere le vostre assurdità.... Ho i documenti che vi concernono – un po' tardi, disgraziatamente – ma infine, li ho!... Vi chiamate voi proprio Giovanni Roule?

Giovanni - Che questo sia, o non sia il mio nome... che v'importa?

Hargand - Ve lo dico... Voi vi siete introdotto qui, con un libretto falso!

Giovanni - Mi avreste forse preso senza libretto…. E poi?

Hargand (animandosi sempre più) - Avete subito in Francia – non parlo dell'estero – due condanne.... l'una per furto.... l'altra per violenza in uno sciopero.... Siete in rottura di bando!

Giovanni - E poi?...

Hargand - Siete compromesso in affari anarchici!.... Siete un ladro... un assassino!...

Giovanni - E poi?...

Hargand - E poi?... (alzandosi con collera) Se vi consegnassi alla giustizia?...

Giovanni (altero e minaccioso) - Fate pure!...

Roberto (intervenendo) - Chiunque sia quest'uomo, o padre mio.... egli è sotto la salvaguardia dell'onore vostro.... e del mio!...

Hargand (a Roberto, furioso) – Tu!.... (non contenendosi più... acciecato, ai delegati) Che cosa fate qui voi?.... Andatevene!... Vi caccio!…. vi caccio!... Andatevene!...

Giovanni - Si prevedeva... ritiriamoci.

Hargand - Sì... sì... vi caccio... andatevene!... Uscite!... uscite!... (i delegati si avviano verso la porta. Giovanni Roule se li fa passare davanti).

Giovanni (ritornandosene un poco verso Hargand) – Allora, è la guerra che volete!... Guerra senza grazia nè pietà?.... Ricordatevi che siamo cinquemila!... E se non abbiamo che il petto nudo da opporre ai cannoni ed ai fucili dei vostri soldati.... sapremo almeno morire tutti fino all'ultimo…. Questo, ve lo dico io….. (esce).


SCENA SESTA.


HARGAND, ROBERTO.


Hargand (misura la stanza furiosamente, poi tutto ad un tratto) - Ed anche te.... ti caccio!... Che non ti veda più!.... Che non ti riveda giammai!…. Vattene!... Vattene!...

Roberto - Ah! padre mio!... Siete voi che l'avete voluto!.... (esce).


SCENA SETTIMA.


HARGAND, poi un cameriere.


Hargand (cammina, cammina per la stanza a lungo... Dal disordine del suo atteggiamento si vede che avviene in lui una violenta battaglia fra l'ira e il dolore... Giuoco di scena... Suona... si presenta un cameriere) Subito il signor Maigret!.. Il cameriere - Subito, signore.... (esce in fretta. Uscito il cameriere Hargand ripiglia a camminare con gesti disordinati; vinto alfine, si getta accasciato in una poltrona con la testa fra le mani, singhiozzando. Maigret entra).


SCENA OTTAVA.


HARGAND, MAIGRET.


Maigret (Alla vista di Hargand così prostrato, si arresta attonito per un istante sulla soglia, poi corre verso di lui) - Signore!... Che cosa è successo?.... Voi piangete…. voi!... Non è possibile!... Signore! (Hargand non risponde e piange) Vediamo... parlatemi!...

Hargand - È colpa mia!... è colpa mia!...

Maigret - Che cosa è colpa vostra?...

Hargand - Ho perduta la testa... sì, è stato come un colpo di follia... Li ho scacciati tutti!...

Maigret - Vediamo... vediamo!...

Hargand - Ah! non lo so... non so più nulla!... Perchè ho fatto questo?... Maigret?.... (gli prende la mano).

Maigret - Signor Hargand!...

Hargand - Sono estenuato, ora... senza coraggio.... Sono colpito qui…. (accosta la mano di Maigret sul suo cuore) qui!... Mi hanno preso il figlio, capite?... Ed è colpa mia!.... Non ho saputo rimuoverlo... l'ho troppo provocato!... E poichè m'han rubato mio figlio.... ebbene! che si prendano la ferriera!... che si prendano pure tutto!... tutto... tutto!... Abbandono loro tutto!...

Maigret - Ma siete voi che parlate... Non dovete parlare così!...

Hargand - Sì.... sì... Maigret... sono io, lo vedi!.... sono proprio io!...

Maigret - Andiamo!... via!...

Hargand - Eppoi... (forzandosi) credeva di esser sempre stato un buon uomo.... di aver fatto del bene attorno a me... di aver sempre fatto un lavoro continuo, utile e senza macchia.... Questa fortuna di cui andava orgoglioso – uno stolto orgoglio, Maigret – perchè era un alimento alla mia febbre di produzione, e che mi sembrava di diffondere, con giustizia, sugli altri attorno a me.... sì, questa fortuna... meritata.... che fosse mia, qualche cosa insomma uscito dal mio cervello…. una proprietà della mia intelligenza... una creazione della mia volontà...

Maigret - Via!.... non è più dunque così, adesso?...

Hargand (con scoraggiamento) - Sembra!....

Maigret - Io sogno, parola d'onore!.... Questa gente vi ha fatto girare la testa?... Ah! è troppo!...

Hargand - Non han domandato che cose giuste dopo tutto!...

Maigret (crollando la testa) - Cose giuste!... Giovanni Roule!.... Mi meraviglio!...

Hargand - Essi vogliono vivere.... e questo non è delitto!...

Maigret - Ah! eccovi di nuovo in balia dei vostri scrupoli! Davvero non è questa l'ora, o signore!... Richiamate a voi, il vostro sangue freddo.… la vostra energia!.... Ne abbiamo bisogno, per evitare ancora più gravi sciagure!.... Se vi lasciate abbatter voi da chimere.... che volete che facciamo noi altri!... Ah! per bacco! non avete voluto ascoltarmi. Son già tre notti che non andate a letto... che vi uccidete dal lavoro!... Per quanta sia la forza di un uomo, essa ha dei limiti, e quando il corpo è debole…. l'animo non vale certo di più.... Se vi riposaste come lo dovete, tutto ciò non sarebbe successo.... Io mi riposo, io!… e dormo ogni notte!.... Senza questo… anche io sarei debole... e divagherei come una donnicciuola!

Hargand - Ma, mio figlio, Maigret!.... mio figlio!.... (in questo momento dal ai fuori si sente uno squillo di trombe, ancora lontano. Maigret ed Hargand si guardano, ed ascoltano... Il suono si distingue sempre più).

Maigret - Sono i soldati!.... Finalmente!…. (va verso la finestra). Hargand - (con un gesto di grande scoraggiamento) Di già!.... (Gli squilli delle trombe si odono vicinissimi. Cala la tela).

FINE DEL TERZO ATTO