I quattro libri dell'architettura (1790)/Libro II - XVI

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CAPITOLO XVI.

Della Casa di Villa degli Antichi.


HO fin quì posto i disegni di molte fabbriche di Villa da me ordinate; resta ch’io ponga anco il disegno della casa di Villa, che, secondo quello, che ne dice Vitruvio, solevano fare gli Antichi: perciocchè in esso si vederanno tutti i luoghi appartenenti all’abitazione ed all’uso di Villa collocati alle regioni del Cielo, che a loro si convengono; nè mi estenderò in riferire quello, che ne dice Plinio: perchè ora il mio principale oggetto è solamente di mostrare come si debba intendere Vitruvio in questa parte. La faccia principale è volta a Mezzogiorno e ha una loggia dalla quale per uno andito si entra nella cucina: la quale riceve il lume sopra i luoghi a lei vicini e ha il camino nel mezzo. Dalla parte sinistra vi sono le stalle dei Buoi, le cui mangiatore sono rivolte al fuoco, ed all’Oriente: dalla medesima parte sono ancora i bagni: i quali per le stanze, che essi ricercano, si allontanano dalla cucina al pari della loggia. Dalla parte destra vi è il torchio, ed altri luoghi per l’oglio corrispondenti a i luoghi dei bagni e vengono ad avere l’Oriente, mezzogiorno e Ponente. Di dietro vi sono le cantine, le quali vengono a pigliare il lume da settentrione, ed esser lungi dallo strepito e dal calor del sole: sopra le cantine vi sono i granari, i quali hanno anch’essi il lume dalla medesima region del Cielo. Dalla destra e sinistra parte del Cortile vi sono le stalle per cavalli, pecore, ed altri animali; ed i fenili e i luoghi per li pagliari, ed i pistrini: tutti i quali deono essere lontani dal fuoco. Di dietro vi si vede l’abitazione del padrone, la faccia principale, della quale è opposta alla facciata della casa di Villa: Onde in queste case fatte fuori della Città venivano ad essere gli Atrj nella parte di dietro. In essa si osservano tutte quelle considerazioni, delle quali si è detto di sopra, quando si pose il disegno della casa privata degli Antichi: e però ora abbiamo solamente considerato la parte della Villa. Io ho fatto in tutte le fabbriche di Villa, ed ancora in alcune della Città il Frontespizio nella facciata dinanti; nella quale sono le porte principali: perciocchè questi tali Frontespizj accusano l’entrata della casa e servono molto alla grandezza e magnificenza dell’opera; facendosi in questo modo la parte dinanti più eminente delle altre parti: oltre che riescono comodissimi per le Insegne, ovvero Armi degli Edificatori, le quali si sogliono collocare nel mezzo delle facciate. Gli usarono ancora gli Antichi nelle loro fabbriche, come si vede nelle reliquie dei Tempj e di altri publici Edifizj; i quali, per quello che ho detto nel proemio del primo libro, è molto verisimile, che pigliassero la invenzione e le ragioni dagli edifizj privati, cioè dalla case. Vitruvio nel suo terzo libro al cap. ultimo, ci insegna come si debbono fare. [p. 131 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu