Il cavallarizzo/Libro 1/Capitolo 15

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Cap. 15. Del pel morello


Il cavallo morello essendo composto di humor melanconico, piglia anch’esso tutte le qualità, che sol recare simile humore. Et però havendo questo humore corrispondentia con l’elemento della terra, fa i cavalli melanconici, gravi, terragnoli, vili, & di mala natura per lo più. Così come fa in tutti i pelli nelli quali questo humore predomina molto: overo è misto con altri humori cattivi; come quando si mescola con la colera flava, et pallida. Tra li quali pelami vi sono anco gl’andrini, cioè morelli mal tinti, e lavati i cervatti & sorcigni, & altri pelami imperfettissimi, de i quali sarebbe lungo à ragionarne: & io mi sono più volte protestato di non volerne parlare, così come ne anco de’ cavalli indegni de Prencipi, & Cavallieri. De’ Ronzini, Chinee, & altri, & però non ne parlerò. Ma perche l’isperientia maestra delle cose pur ci dimostra, che tra i morelli spesso vi escano dei valorosi destrieri: & il proverbio che è parola, over parlar approvato, non senza causa dice Morello tutto bono, ò tutto fello. Il che si deve intendere di qui morelli negri per tutto, come il corvo; dove anco fortificano il nome de corvi appresso à molti; & appo molti ancora si dicono morelli dalla mora che è negra. Et per vero di questi tali, ve ne sono stati di molti eccellenti, & havuti in gran stima, & pregio per valor suo. Et benche à me bastasse dire, che le fallentie non si deveno misurare con questo peso, ne indurre in consequentia, & che una rondine, & un fiore non fanno Primavera; voglio però di questo ancora dare quella ragione, ch’io mi sono saputa imaginare migliore; & è questa. Devete adunque sapere, che tralli humori malenconici quello, che viene dalla colera molto addusta, che i latini chiamano atrabile; è il più potente humore malenconico, che sia. Questo adunque procedendo da colera, & havendo sempre congiunto seco l’humor colerico, di agilità prestezza, & vivezza, & ben spesso volontà d’andar alto; & dà anco nobiltà, & superbia al cavallo; & massime che è ben possibile, che se [p. 27r modifica]bene il color negro dinota grande addustione, che quella ancora sia temperata da bon temperamento di altro humore, & non sia trappassata totalmente in profonda melanconia. La quale quando à questo colmo arriva, fa quelli bruttissimi effetti della pazzia divisa in tanti rami, & guise, che sarebbe quasi impossibile à raccontarli; & vi dono l’essempio del carbone acceso il quale ancor che sia estinto per haver consumata la materia à lui contraria resta negro, & ancor caldo. Così il calor naturale soprabbondante, & colerico, consumando assai l’humor pituitoso, flemmatico, & humido, resta negro, & ancora calido per haver consumato quasi del tutto il suo contrario che come materia al fuoco gli serviva. Et per questo io mi credo, che questi tai cavalli siano migliori degli altri, di cattiva complessione. Ma per l’ordinario, & per lo più, i morelli sono, come sopra s’è detto. Et questo pò bastare quanto al morello corvo senza segnale, al quale più che à tutti gl’altri colori sarei di parere, che si richiedesseno & segnali, & balzane; accio che dinotasseno, che il flemma ancora in loro ha parte convenevole. Perche quando le havrà in luogo bono sarà perfetto; & anco quando sarà rotado sarà di bono inditio; & molto più quando sarà moscato. Et anco se haverà alcune pezzette bianche piccole per il corpo sarà perfettissimo. Un turco caval morello descrive Virgilio nel nono della Eneida haver cavalcato il Re Turno, quando andò ad assalire i Troiani, & disfidarli. Et benche alcuni habbino detto, che i cavalli di Plutone fusseno morelli, cioè di color negri; Claudiano non dimeno vole, che Orneo uno di questi cavalli fusse di color splendente. Et per aventura così nitteo, & alastore. Hor tempo è di passar al color vario.