Il cavallarizzo/Libro 1/Capitolo 33

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Cap. 33. Che non si deveno usare le cavalle sulle cacce, ne meno nelle imboscate.


Non credo che sia molto necessario dirvi altro circa il fatto delle cavalle. Pur non sarà fuor di proposito s’io gl’aggiungo che nelle cacce, dove siano concorsi di molti vivaci cavalli, non le debbiate usare. Perche i cavalli vedendolo, & sentendole annitririano; & forse farebbeno de gl’altri inconvenienti maggiori; per li quali si disturbariano le fiere, facendole avertite delli luoghi nelli quali sono poste le insidie per perseguitarle, prendere, & ammazzare; per il che non uscirebbeno, o se pur uscisseno, usciriano assai difficilmente. Et benche per le medesime ragioni pare che non si debbiano usare nelle guerre; nondimeno io sono di contrario parere; & lassando di dire perche siano veloci, patientissimi ad ogni disagio, & fatica piu che’l cavallo, & che resistano allo stare piu con la briglia in bocca, & con la sella indosso, & altre ragioni assai; si deveno usare perche rendeno l’orina nel corso senza punto fermarsi. Il che di quanta utilità sia nelle scaramucce, & nei fatti d’arme, & nelle correrie & scampi, lasso considerare à che sa quanto importi questo nella guerra; & ne gli eserciti. E’ ben vero che nelle insidie, & nelle imboscate, dove si ha gran sospetto, & si deve andare, & stare chetamente, io non le lodarei; per le medesime ragioni che della caccia havemo detto: & per altri ancora che si potrebbeno dire se bisogno fosse, & non volessimo passare ad altro piu secondo l’intento nostro, e di maggiore importanza.