Il cavallarizzo/Libro 1/Capitolo 37

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Cap. 37. Del oficio de' garzoni di stalla.


Officio del garzon di stalla è principalmente esser fedele, amorevole e da bene: non deve dilettarsi del giuoco ne deve gia mai per cosa alcuna biastemare. Non deve aver moglie ne figliuoli. Et però non deve dormir fuor di stalla la notte. Per il che io vorrei che i garzoni havessino le lor commodità del dormire con pagliarecci, lenzuoli, coperte, per mezzo della corsia; accioche piu prestamente & meglio potessino essere solleciti ad [p. 48r modifica]aiutare i cavalli & sgridarli quando accadesse. Et però io non laudo quelle cavallarizze che hanno i palchi per il dormire de’ garzoni, i quali su quei palchi & nelle camere puonno anco fare molti inconvenienti dannosi & brutti senz’esser visti da’ lor superiori. Deveno detti garzoni tener ben netto sempre sotto a’ cavalli & nettissima tutta la stalla. Perche da questo se ne causa la sanità & allegrezza alloro, & anco a’ cavalli oltra l’honore; & per il contrario se ne causerebbe danno all’una parte & all’altra: perche la bruttezza, & immondezza corrompe l’aere, & l’aere corrotto è delle peggiori & piu pestifere cose che si possa patire. O tra che quando si tenerà netta la stalla, si darà causa di non nascere in essa animaletti immondi che nascano di putrefattione & corrutione d’aere e di bruttezza & fettore. Come sono mosche, tafani, zenzale, vermi, scarafoni, & scorpioni; & anco sorci, li quali di diretto sono nimicissimi del cavallo per il grugnito, fetore, fiato & morsi. Havendo in questo la natura pigliatosi piacere che un’animaletto così vile, & inutile, anzi dannoso molesti & sia nemico d’un animale così degno, generoso & utilissimo. Deveno i garzoni nel dar lo strame a’ cavalli essere molto accurati che non sia polveroso; over che non ci sia alcuna cosa nocevole; così nella biada. Deveno essere presti & pronti nelli loro essercitij, ispediti & allegri; di poche parole, non imbriachi, ne ladri: ma riverenti & humili. Et questo gli avenirà quando consideraranno che Iddio gli ha fatti poveri ma di bone forze accioche guadagnandosi il pane col lor sudore habbino à star soggetti, ma però à credere che nell’altra vita lor darà ricchezze incomparabili. Et per ciò si contentaranno della vocatione loro. Aspettand’anco che col ben servire siano chiamati a’ gradi piu honorevoli, & ricchi. Sì come non sono molt’anni che fu chiamato da garzon di stalla del Capitan Mutio Muti ad essere cavallarizzo molto honorato messer Cecco di Paliano, & prima d’esso tolto dalla cocina il Cavallier Tomasso sì famoso, & eccellente nel mestier di cavallarizzo, & per non prolungarmi piu, Giambattista da Cremona cognominato capelletto, che fu mio garzon di stalla ott’anni, nelli quali vedendolo molto amorevole alli cavalli & da bene lo feci cavalcare in bardella, & governar un sol barbaro nell’ultim’anno; & di poi levandolo da tal governo lo puosi à cavalcar in sella & divenne mastro di stalla con provisione conveniente all’esser suo; & hora da se vive del suo honoratamente.