Il cavallarizzo/Libro 2/Capitolo 60

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Capitolo 59 Capitolo 61


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Cap. 60. Del modo di dar la ciampetta al cavallo, e che cosa sia.


La ciampetta, over gambetta, non è altro, che un piegar d’una gamba dinanzi più dell’altra, che fa il cavallo nel maneggio delle mezze volte à i repeloni, alle corvette, & al parare stando fermo, la qual gamba tiene anco medesimamente alquanto solevata da terra & piegata tutte le volte, che il cavalliero à questo lo richiede. Et il cavallo essendo in questo ben ammaestrato, vien anco ad essere anco di miglior gratia nelle volte raddoppiate alla terra, & à mezz’aere & nel maneggio de i repeloni, & in quello gettarlo in quà, e in là, stretto stretto, presto, e quasi di contratempo. La qual ciampetta per dir come dicono costoro, ma io per me le direi gambetta, se l’insegna nel fosso fatto à barca, nel terreno à conca, & in quello à cattino, e tra due terreni fatti a montetti, nel mezzo de’ quali non sia più spatio, e distanza l’uno dall’altro che tre ò quattro palmi, e con i medesimi aiuti di dentro dalla volta, che nel capitolo superiore vi ho detto. Ma meglio se l’insegna ancora sulla stalla alla sua posta battendolo di bachetta dentro il ginocchio in quella gamba dinanzi, che voi volete, che levi, & pieghi, usando nel batterlo questa voce piacevole, sù sù, leva leva. Continuando tanto in questo finchè venghi à levarla, & à piegarla. Alzata che l’ha voi incontinente levarete bachetta dal ginocchi; e li darete alcuna cosa da mangiare per allettarlo, come saria un bocon di pane, ò un poco d’erba. Et continuarete tanto in far di questo modo, che venghi a alzarla, & piegarla à qualla voce che gl’havete fatta, che son certo, che l’alzarà, & piegarà al sol vedere che vi accostate ad esso per ciò fare. Altro tanto ne farete all’altra gamba. La quale se se volete che così tenga [p. 105v modifica]alzata un pezzo, voi non levarete la bachetta dal ginocchio fin tanto che non vi paia che l’habbi tenuta alzata & piegata un pezzo. Ma se pur la posasse in terra più presto, che voi non vorreste, voi con la medesima voce, & con l’istesso battere lo dovete castigare piu forte; & levandola, non levar voi la bachetta dal ginocchio fin tanto, che non vi paia che la tenghi à modo vostro. Che ben di poi alla sol voce, & al sol cenno l’alzerà & piegarà hor l’una, hor l’altra à vostro modo; e la tenerà così alzata un pezzo. Non mi piace usarli il sprone sulla stalla à far questo, ne altra voce; perche ne i maneggi i sproni e l’altre voci gl’hanno à servire ad altro. Et potrebbesi confondere con questi; ma non gia con la voce, ch’io vi ho detta; ne con l’aiuto della sferza nel ginocchio in quel luogo, che s’è detto. Perche ne anco in maneggio con altro lo devete aiutare à questo, eccetto forse che con la punta del piede, over della staffa, come nell’altro capitolo vi fu detto. Et con la punta del piede invero gioverà molto insegnarlo questo sulla stalla, in cambio di bachetta perche à cavallo piu facilmente vi potreste servir del piede, et sarà anco più da maestro, che della sferza. Ma però io l’usarei all’uno, & all’altro modo.