Il contratto sociale/Libro primo/VII

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Libro primo - Cap. VII

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Cap. VII

Del Sovrano.

Da questa formola si scorge, che l’atto di associazione racchiude un pegno reciproco del pubblico verso i particolari, e che ciascuno individuo contrattando per dir così con se stesso, trovasi in due maniere impegnato, e come membro del sovrano in verso i particolari e come membro dello stato inverso il sovrano. Ma qui non puossi applicare la massima del diritto civile, che niuno è tenuto agl’impegni presi con se stesso; perchè ben diverso è l’obbligarsi verso di se o verso un tutto di cui si fa parte.

Bisogna ancora notare, che la pubblica deliberazione la quale può obbligare tutti i sudditi verso il sovrano, per causa dei due diversi modi in cui ciascuno di essi è considerato, non può per la ragione contraria [p. 28 modifica] obbligare il sovrano verso se stesso, e che per conseguenza è contro la natura del corpo politico, che il sovrano impongasi una legge che non possa infrangere. Non potendo considerarsi fuorchè sotto un solo e medesimo aspetto, trovasi egli allora nella condizione d’un particolare contraente con se stesso; dal che si vede che non v’ha, nè può esservi nessuna sorta di legge fondamentale obbligatoria pel corpo del popolo, nè anco il contratto sociale. Il che non significa già, che questo corpo non possa benissimo impegnarsi verso altrui, in ciò che non deroga punto a questo contratto, perchè rispetto allo straniero ei diventa un semplice essere, un individuo.

Ma il corpo politico ossia il sovrano non derivando il suo essere se non dalla santità del contratto, non può mai obbligarsi, anche inverso altrui, a niente che deroghi a quest’atto primitivo, come sarebbe d’alienare qualche porzione di se stesso e di sottomettersi ad un altro sovrano. Violando l’atto per cui esiste si annienterebbe, ed il nulla genera nulla. [p. 29 modifica]

Non sì tosto questa moltitudine è così riunita in un corpo, che non si può offendere uno dei membri senza ledere il corpo, e meno ancora offendere il corpo senza che i membri se ne risentano. Di modo che il dovere e l’interesse obbligano ugualmente le due parti contraenti a prestarsi un vicendevole appoggio, e gli stessi uomini debbono studiare di riunire sotto questo dupplice aspetto tutti i vantaggi che ne conseguitano.

Ora il sovrano non essendo composto se non di particolari, non ha e non può avere interessi contrarii ai loro, e per conseguenza il potere sovrano non ha bisogno di garanzia di sorta verso i sudditi, perchè è impossibile che il corpo voglia nuocere a tutti i suoi membri, e noi vedremo più sotto che ei non può nuocere a nessuno particolarmente. Il sovrano per ciò che è, è sempre quello che debb’essere.

Altrimenti avviene dei sudditi inverso il sovrano, al quale, malgrado il comune interesse, niente risponderebbe dei loro impegni se ei non trovasse modo di assicurarsi della loro fedeltà. [p. 30 modifica]

Infatti ciascuno individuo può, come uomo, avere una volontà particolare contraria o dissimile dalla volontà generale che egli ha quale cittadino: il suo particolare interesse può consigliargli ben diversamente dall’interesse comune; la sua esistenza assoluta e naturalmente indipendente può fargli ravvisare ciò che ei deve alla causa comune come un tributo gratuito, la cui perdita sarà men nocevole agli altri di quel che non sia oneroso per lui il pagamento: e considerando la persona morale che costituisce lo stato come un essere di ragione, perchè non è un uomo, ei godrebbe dei diritti del cittadino senza volere satisfare ai doveri del suddito; ingiustizia che progredendo cagionerebbe la rovina del corpo politico.

Dunque affinchè questo patto sociale non sia un vano formulario, deve contenere tacitamente questo pegno, che solo può dar forza agli altri, cioè che chiunque ricuserà d’ubbidire alla volontà generale, vi sarà costretto da tutto il corpo, il che non significa altro se non che sarà forzato a viver libero. Imperocchè tale è la condizione, che [p. 31 modifica] dando ciascun cittadino alla patria, lo salva da ogni personale diperdenza; condizione che forma l’artifizio e l’azione della macchina politica, e che sola rende legittimi gli impegni civili, i quali senza di ciò sarebbono assurdi, tirannici e soggetti ai più enormi abusi.