Il giornalino di Gian Burrasca/30 dicembre

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
30 dicembre

../29 dicembre ../31 dicembre IncludiIntestazione 31 luglio 2010 75% Diari

29 dicembre 31 dicembre


30 dicembre.


Oggi, mentre eravamo a colazione, Pietro il cameriere è venuto a dire a Collalto:

- Professore, c’è la marchesa Sterzi, che desidera parlar con lei per quella cura che le disse ieri l’altro...

Il Collalto che aveva molto appetito ha incominciato a sbuffare dicendo:

- Proprio in questo momento!... Dille che aspetti... E intanto tu va’ dal farmacista, e fatti spedir questa ricetta subito!...

E mentre il cameriere se n’andava ha aggiunto:

- Questa vecchia civetta che parla col naso come un òboe, si è messa in testa che io possa farla guarire... Però è buona cliente, e va trattata bene...

Gianburrasca080.gif

Dopo questo discorso mi è venuto naturalmente una voglia pazza di vedere questa signora, e poco dopo, con una scusa, mi sono alzato da tavola e sono andato nella sala d’aspetto dove infatti ho trovato una signora buffa con una bella mantella di pelliccia, e che appena mi ha visto mi ha detto:

- Ah, bel ragazzino... che fai?

Io lì per lì non ho saputo resistere alla tentazione di rifarle il verso, e ho risposto discorrendo col naso:

- Io sto bene, e lei?

Nel sentirmi discorrer col naso si è turbata, poi mi ha guardato, e vedendo che stavo serio, mi ha detto:

- Ah! forse anche tu hai la mia malattia?

E io, parlando col naso più che mai:

- Sissignora!

- Forse - ha seguitato la marchesa - fai anche tu la cura del professor Collalto?

E io daccapo:

- Sissignora!...

Allora mi ha abbracciato e baciato, e poi ha detto:

- Il professor Collalto è molto bravo, è uno specialista e, vedrai, ci guarirà tutti e due...

E io, sempre discorrendo col naso:

- Sissignora, sissignora!...

In quel momento è entrato il Collalto che sentendomi discorrere a quel modo è diventato pallido come questa carta, e voleva certo dirmi qualcosa, ma la signora non gliene ha dato il tempo perché ha detto subito:

- Ecco qui un mio compagno di sventura, è vero, professore? Anche lui, mi ha detto, è ammalato come me, e viene da lei a chiederle la guarigione...

Il Collalto mi ha dato un’occhiata che pareva volesse fulminarmi, ma per non pregiudicare la situazione ha detto in fretta:

- Eh, già, già... vedremo, sicuro! Intanto ecco, signora marchesa, prenda questa boccetta e faccia delle inalazioni mattina e sera, versando poche gocce del contenuto in una catinella d’acqua bollente...

Io sono uscito dalla sala e son corso da mia sorella, dove poco dopo mi ha raggiunto il Collalto che mi ha detto con la voce che gli tremava dalla rabbia:

- Bada bene, Giannino: se tu ardisci un’altra volta di entrare nella sala d’aspetto e di parlare con i clienti, io ti strozzo, hai capito? Ti strozzo, in parola d’onore... Ricòrdatelo! -

Come sono interessati gli uomini, e specialmente i dottori specialisti in malattie del naso e della gola!

Per paura di perder la clientela strozzerebbero anche le persone di famiglia e perfino i poveri ragazzi innocenti.