Il giornalino di Gian Burrasca/5 novembre

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5 novembre

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5 novembre.


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In questi giorni non ho avuto un minuto di tempo per scrivere nel mio caro giornalino, e anche oggi ne ho pochissimo, perché ho da fare le lezioni.

Proprio così. Si sono riaperte le scuole, e io ho messo giudizio e voglio proprio studiare sul serio e farmi onore, come dice la mamma.

Con tutto questo, non posso esimermi di mettere qui, nel giornalino delle mie memorie, il ritratto del professore di latino, che è così buffo, specialmente quando vuol fare il terribile e grida:

- Tutti zitti! Tutti fermi! E guai se vedo muovere un muscolo del viso!

Per questo noialtri fino dai primi giorni gli abbiamo messo il soprannome di Muscolo e ora non glielo leva più nessuno, campasse mill’anni!

In questi giorni, in casa nulla di nuovo. L’avvocato Maralli va sempre migliorando, e tra un paio di giorni il dottore gli sfascerà l’occhio e gli permetterà di riveder la luce.

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Ieri venne in casa una commissione del partito socialista per rallegrarsi con lui della guarigione, e c’è stato un po’ di battibecco tra la mamma e il babbo, perché la mamma non voleva lasciar passare questi eresiarchi, come li chiama lei, e il babbo invece li fece entrare in camera dell’avvocato che mi fece proprio ridere perché disse: - Sono molto contento di vedervi - mentre invece eran tutti al buio.

Basta: dopo che furono andati via, il Maralli, parlando col babbo, gli disse che proprio era felice di avere avuto in questa circostanza tante manifestazioni di stima e di simpatia dalla cittadinanza...

E pensare che sul principio, a sentir quelli di casa mia, pareva che l’avessi ammazzato!...