Il libro dell'arte/Capitolo CLVII

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Capitolo CLVII

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Capitolo CLVII.

In che modo dèi miniare e mettere d’oro in carta.


Prima, se vuoi miniare, conviene che con piombino o vero stile disegni figure, fogliami, lettere, o quello che tu vuoi, in carta, cioè in libri; poi conviene che con penna sottilmente raffermi ciò che hai disegnato. Poi ti conviene d’avere d’un colore cioè d’un gesso, il quale si chiama asiso, e fassi per questo modo, cioè: abbi un poco di gesso sottile, e un poco di biacca, men che per terza parte del gesso; poi togli un poco di candi, men che la biacca. Tria queste cose con acqua chiara sottilissimamente. Poi ’l ricogli; lascialo seccare sanza sole. Quando ne vuoi adoperare per mettere d’oro, to’ne un poco, quello che per bisogno ti fa; e distemperalo con chiara d’uovo bene sbattuta, come di sopra t’hone insegnato. E tempera con essa questo mescuglio. Lascialo seccare. Poi abbi il tuo oro: e con l’alito, e senza alilo, il può’ mettere. E mettudo in su l’oro, abbi il tuo dentello o pietra da brunire, e bruniscilo; ma tieni sotto la carta una tavoletta soda di buono legname, e ben pulita; e quivi su brunisci. E sappi che di questo asiso puoi scrivere con penna lettere, campi, e ciò che vuoi; ch’è perfettissimo. E innanzi che lo metta d’oro, guarda s’è di bisogno con punta di coltellino raderlo, e [p. 110 modifica]spianarlo, o nettarlo di niente; chè alcuna volta il tuo pennelletto pone più in un luogo che in un altro. Di ciò ti guarda sempre.