Il libro dell'arte/Capitolo CLXXXIII

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Capitolo CLXXXIII

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Capitolo CLXXXIII.

Per qual modo si procura il respirare alla persona, della quale s’impronta la faccia.


El t’è di bisogno far lavorare a un orafo due cannelle d’ottone o ver d’ariento, le quali sieno tonde di sopra, e più aperte che di sotto, sì come sta la tromba; e sieno di lunghezza squasi una spanna per ciascuna, e grosse un dito, lavorate le più leggieri che puoi. Dall’altro capo di sotto vogliono essere frabicate in quella forma, sì come stanno i busi del naso; e tanto minori, ch’entrino a pelo a pelo ne’ detti busi, senza che il detto naso si abbi a aprire di niente. E fa’ che sieno spesso forate dal mezzo in su con busetti piccoli, e legate insieme; ma da piè, dov’entrano nel naso, artificialmente siano tanto dispartite l’una dall’altra, quant’è quello spazio della carne, ch’è dall’uno buso del naso all’altro.