Il libro dell'arte/Capitolo XXXVII

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Capitolo XXXVII

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Capitolo XXXVII.

Il modo di sapere far di più maniere nero.


Nota che del negro son più maniere di colori. Negro egli è una pietra negra, tenera,1 e ’l colore è grasso. Avvisandoti che ogni color magro è migliore che il grasso: salvo che in mettere d’oro, bolio, o verdeterra, che abbia a mettere d’oro in tavola, quanto più è grasso, tanto viene miglior oro. Lasciamo star questa parte. Poi è negro il quale si fa di sermenti di viti; i quali sermenti si vogliono bruciarli; e quando sono bruciati, buttarvi su dell’acqua e spegnerli, e poi [p. 25 modifica]triarli a modo dell’altro nero. E questo è colore negro e magro; ed è de’ perfetti colori che adoperiamo, ed è il tutto. È un altro negro che si fa di guscia di mandorle, o di persichi arsi; e questo è perfetto nero e sottile. È un altro negro che si fa in questa forma. Togli una lucerna piena d’olio di semenza di lino, e empi la detta lucerna del detto olio, e impiglia la detta lucerna: poi la metti così impresa sotto una tegghia ben netta, e fa’ che la fiammetta della lucerna stia appresso al fondo della tegghia a due o tre dita, e ’l fummo ch’esce della fiamma batterà nel fondo della tegghia: affumasi con corpo.2 Sta’ un poco; piglia la tegghia, e con qualche cosa spazza questo colore, cioè questo fummo, in su carta o in qualche vasello; e non bisogna triarlo, nè macinarlo, perocchè egli è sottilissimo colore. Così per più volte riempi la lucerna del detto olio, e rimetti sotto la tegghia, e fanne per questo modo quanto te ne bisogna.

  1. Il Cod. Ricc. aggiunge: che si cava a certe montagne.
  2. Intendi: lascia un fumo denso, di corpo, nel fondo alla tegghia.