Il milione (Laterza,1912)/CLXVIII

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CLXVIII. Dell'isola di Zachibar (Zanghibar)

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CLXVIII. Dell'isola di Zachibar (Zanghibar)
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CLXVIII (CXCII)

Dell’isola di Zachibar (Zanghibar).

Zachibar è una isola grande e bella, e gira bene duemila miglia, e tutti sono idolatri, e hanno loro re e loro linguaggio. La gente è grande e grossa, ma dovrebbono essere piú lunghi, alla grossezza ch’egli hanno; che sono sí grossi e sí membruti che paiono giganti, e sono sí forti che porta l’uno di peso per [p. 240 modifica]quattro uomeni: e questo non è maraviglia, che mangia l’uno bene per cinque persone. E sono tutti neri, e vanno ignudi, se non che ricuoprono loro natura; e sono i loro capegli1 tutti ricciuti. Egli hanno gran bocca, e ’l naso rabbuffato in suso, e le labbra2 e le nari grosse ch’è maraviglia, che, chi gli vedesse in altri paesi, parrebbono diavoli. Egli hanno molti leonfanti, e fanno grande mercatanzia di loro denti. Egli hanno leoni assai, e d’altra fatta che gli altri, e sí v’ha lonze e liopardi assai. Or vi dico ch’egli hanno tutte bestie divisate da tutte quelle del mondo, ed hanno castroni e pecore d’una fatta e d’un colore, che sono tutti bianchi, e la testa è nera; e in tutta questa isola non si troverebbono d’altro colore. E sí hanno giraffe molte belle, e sono fatte com’io vi dirò. Elle hanno corta coda, e sono alquante basse di dietro, che le gambe di dietro sono piccole e le gambe dinanzi e ’l collo si è molto alto. E sono alte da terra ben tre passi, e la testa è piccola: e non fanno niuno male, ed è di colore rosso e bianco a cerchi, ed è molto bella a vedere.3 Lo leonfante giace colla lionfantessa come fa l’uomo colla femmina, cioè che sta rovescio, perchè hae la natura nel corpo. Qui si ha le piú sozze femmine del mondo, ch’elle hanno la bocca grande, e4 il naso grosso e corto, e le mani grosse quattro cotanti che l’altre. Vivono di riso e di carne e di latte e di datteri. Non hanno vino di vigne, ma fannolo di riso e di zucchero e di spezie. Qui si fanno molte mercatanzie, e molti mercatanti vi recano e pòrtanne.5 Ancora hanno ambra assai, perchè pigliano molte balene. Gli uomeni di questa isola sono buoni combattitori e forti e non temono la morte. E non hanno cavagli, ma combattono in su’ cammelli e in su i leonfanti, e fanno le castella in su’ leonfanti, e istannovi suso da sette uomini insino in venti6, e combattono con [p. 241 modifica] lance e con ispade e con pietre, e sono molte7 crudele battaglie le loro. E quando vogliono menare leonfanti alla battaglia, si danno loro bere molto vino, e vannovi piú volentieri, e sono piú orgogliosi e piú fieri. Qui sì non ho altro da dire. Dirovvi ancora alcuna cosa dell’India; che sappiate che io non v’ho detto dell’India se non dell’isole maggiori e le piú nobili e le migliori, che a contarle tutte sarebbe gran mena: chè,8 secondo che dicono gli savi marinai che vanno per l’India e secondo che si truova iscritto, l’isole dell’India, tra l’abitate e non abitate, sono dodicimila cinquecento. Or lasciamo dell’India maggiore, ch’è da Mabar (Maabar) infino a Chesmancora, che sono dodici reami grandissimi, de’ quali n’avemo contati9 di nove; e sappiate che India minore si è di Chimba (Ciamba) infino a Montifi (Mutfili), che v’ha otto grandi reami; e sappiate ch’io non v’ho detto di quelli dell’isole, che sono ancora grande quantitá di reami. Udirete della mezzana India, la quale è chiamata Nabasce (Abasce).

  1. Pad. si crespi che apena se destendeno con aqua.
  2. Pad. e i ochi... che l’è oribel cosa a veder.
  3. Berl. Or vóiove narar qualche coseta de lionfanti. Perchè, quando lo lionfante se mete el maschio con la femena, per conzarse lieva (la) tera tanto che lo i (mete) la femena dentro con el corpo in suso..., perchè la natura è molto inverso el ventre.
  4. Berl. li ochi e ’l naso grando e groso, e le mamele grande...
  5. Berl. * e portano molti denti de lionfanti de l’isola, perchè sono molti.
  6. Berl. sedexe.
  7. Berl. forte bataie quelle de lionfante. * E non àno se no scudi de cuoro, spade e lanze; e si se olzideno insieme.
  8. Pad. Berl. segondo che mostra el conpasso e le scriture di boni marinari che usano quel mar, sono dodexemilia e setezento.
  9. Fr. de dix.