Il milione (Laterza,1912)/XIX

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XIX. Di Baudac, come fu presa

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XIX (xxv)

Di Baudac, come fu presa.

Baudac è una grande cittade, ov’è lo califfo di tutti gli saracini del mondo, cosí come a Roma il papa di tutti gli cristiani. Per mezzo la cittá passa un fiume molto grande, per lo quale si puote andare infino nel mare d’India, e quindi vanno e vengono i mercatanti e loro mercatanzie. E sappiate che da Baudac al mare, giú per lo fiume, ha bene diciotto giornate. Gli mercatanti, che vanno in India, vanno per quel fiume infino ad una cittá e’ ha nome Chisi, e quivi entrano nel mare d’India. E su per lo fiume tra Baudac e Chisi v’è una cittá e’ ha nome Bastra, 1 e per quella cittá e per gli borghi nascono i migliori datteri del mondo. In Baudac si lavora di diversi lavori di seta e d’oro in drappi a bestie e a uccelli. Ella è la piú nobile cittá e la maggiore di quella provincia. E sappiate che ’l califfo si trovò lo maggiore tesoro d’oro e d’argento e di pietre preziose che mai si trovasse ad alcuno uomo. Egli è vero che negli anni Domini mcclv lo Gran Tartero, ch’avea nome Alau, fratello del signore che in quel tempo regnava, ragunò grande [p. 21 modifica] oste, e venne sopra lo califfo in Baudac, e presela per forza. E questo fu grande fatto, imperocchè in Baudac avea piue di centomila cavalieri senza gli pedoni. E quando Alau l’ebbe presa, trovò al califfo piena una torre d’oro e d’argento e d’altro tesoro, tanto che giammai non se ne trovò tanto insieme. Quando Alau vidde tanto tesoro, molto se ne maravigliò, e mandò per lo califfo ch’era preso e si gli disse: — Califfo, perchè ragunasti tanto tesoro? che ne volevi tu fare? E quando tu sapesti ch’io veniva sopra te, come non soldavi cavalieri e gente per difendere te e la terra tua e la tua gente? — Lo califfo non li seppe rispondere. Allotta disse Alau: — Califfo, da che tue ami tanto l’avere, io te ne voglio dare a mangiare. — E fecelo mettere in quella torre, e comandò che non gli fosse dato nè bere nè mangiare, e disse: — Ora ti satolla del tuo tesoro. — E quattro dí vivette, e poscia si trovò morto. E perciò meglio fosse che lo avesse dato a gente per difendere sua terra. Nè mai poscia in quella cittá non ebbe poi califfo niuno. Non diremo piú di Baudac, perocchè sarebbe lunga materia, e diremo della nobile cittá di Toris.

  1. Pad. e atorno quella zita è grandi boschi de datali di mior del mondo;... se lavora... drapi de seta de molte guise, de nasich, de nach e de cremesin; e fásseghe diversi lavorieri a bestie e oseli molto ricamente.