Il sociologo, la sociologia e il software libero: open source tra società e comunità/Capitolo 3

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CAPITOLO 3
UN APPROCCIO STRUTTURALISTA APPLICATO AL FENOMENO DEL SOFTWARE LIBERO E DELL'OPEN SOURCE

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CAPITOLO 3
UN APPROCCIO STRUTTURALISTA APPLICATO AL FENOMENO DEL SOFTWARE LIBERO E DELL'OPEN SOURCE
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Il persistere o il riemergere di caratteristiche premoderne all'interno della società moderna è ciò che spiega l'ambivalenza del software libero dispiegato tra Gemeinschaft e Gesellschaft. Se da un lato con la società moderna vengono meno le caratteristiche acquisite con la nascita di fatto essere nati e socializzati in una classe sociale anziché un'altra fa una grande differenza in termini di mobilità sociale (Bagnasco, Barbagli e Cavalli, 2007). Allo stesso modo molte ricerche mostrano che il successo scolastico dipende dalle aspettative degli insegnanti sugli allievi e queste dipendono, a loro volta, dalla provenienza sociale. Pierre Bourdieu usa il concetto di capitale culturale trasmesso dalla famiglia attraverso un continuo addestramento. Ciò che viene attribuito a doti naturali è in realtà frutto della socializzazione a valori e atteggiamenti coerenti con le aspettative delle agenzie di socializzazione, cioè la scuola, il mondo del lavoro e le istituzioni.

Il metodo etnografico usato in modo pionieristico da Robert ed Helen Lynd (1937) per osservare il mutamento della modernità mostrano come negli USA del primo novecento si inneschino meccanismi tali per cui il potere tende concentrarsi su determinate famiglie. Floyd Hunter (1953) rivela come siano solo piccoli gruppi che riescono a controllare tutte le decisioni importanti. Wrigth Mills (1956) mostra come le gerarchie militari, politiche, economiche siano tra loro interscambiabili. Per Wrigth Mills il discorso sulla democrazia rimane aperto è sempre e comunque incipiente e necessita di essere continuamente riproposto.

L'acquisizione in contrapposizione all'attribuzione per nascita, l'universalismo in contrapposizione al particolarismo, la maggiore mobilità sociale, la meritocrazia e la democrazia in genere non sono garantite dalla modernità e necessitano di essere continuamente riproposti. Non esiste una struttura sociale moderna scontata, piuttosto la modernità si distingue per la pressione che è possibile esercitare su tematiche universalistiche, acquisitive e democratiche. In questa prospettiva la modernità si presenta come possibilità più che come “fatto”. Il software libero mette in campo queste istanze, ma nel contempo ne rielabora altre in chiave iper-moderna. È il caso della razionalità, della divisione del lavoro e delle forme di autorealizzazione. La razionalità che viene proposta non è più quella sinottica della moderna burocrazia, ma quella riflessiva. La divisione del lavoro assume forme più elastiche che consentano la creatività e l'autorealizzazione. Non si tratta di rievocare in senso romantico la “semplicità” della Gemeinschaft, ma al contrario si tratta, come si vedrà più avanti, di uno spostamento ad un ulteriore livello di complessità sociale (Luhmann, 1988). Il processo di razionalizzazione mostra tutta la sua ambivalenza. Se nella prima rivoluzione industriale era razionale separare l'impresa dalla famiglia (Weber, 1997), oggi diventa razionale unificarle. Si pensi ad esempio al fatto di diminuire il traffico, l'inquinamento e guadagnare tempo attraverso il telelavoro. Lo stesso vale per il modo di lavorare di molti hacker nei propri ambiti domestici e le proposte di politica sociale e di “tempi della città” volte conciliare meglio famiglia e lavoro. Come si vede, all'opposto, diventa oggi razionale la minor separazione tra famiglia e lavoro, ma questo si deve realizzare nello spazio e nel tempo senza far venire meno la separazione funzionale di questi ambiti e ciò è indubbiamente molto complesso perché mentre nelle società premoderne non susisteva una separazione spazio/tempo tra professione e famiglia nemmeno esisteva una divisione funzionale tra questi due ambiti, le stesse gerarchie familiari corrispondevano alle gerarchie professionali. Nella modernità la separazione professione/famiglia corrisponde anche ad una divisione funzionale. Nella società iper-moderna la separazione tra professione e famiglia non è spazio/temporale ma solo funzionale. La stessa razionalità burocratica e la democrazia assumono oggi connotazioni paradossali che li negano (Luhmann, 2003) e necessitano pertanto di essere rielaborate.

Ci sono quindi aspetti del software libero che sembrano contraddire la modernità. Si tratta di atteggiamenti che non sono facilmente inquadrabili in un discorso “moderno”. In particolare la divisione del lavoro e la conseguente parcellizzazione. Ciò che si verifica nell'open source è invece una riappropriazione di una visione complessiva del processo produttivo da parte di chi vi partecipa, negando così il principio di specializzazione nel cuore della tecnologia e della modernità. Inoltre il fenomeno del software si evolve attorno ad un fatto peculiare che è l'emergere del sistema operativo Gnu/Linux attorno al quale si mobilitano energie inaspettate e che mantiene a distanza di vent'anni la sua centralità. Il software libero si è diffuso sempre di più in questi ultimi anni e il trend attualmente è in piena crescita. Obbliga le multinazionali a fare i conti con questa realtà altra, che non è semplicemente rappresentata da un concorrente più agguerrito, che però fa le stesse cose, nello stesso modo, solo in maniera più efficiente. Si tratta di un concorrente polimorfo diffuso che addotta paradigmi altri. Nonostante ciò, nonostante la sua diffusione, non cambia la centralità del sistema operativo Gnu/Linux emblema, simbolo del software libero tout court. È un fatto talmente centrale che se venisse meno verrebbe meno l'open source. Ciò che tiene assieme la community è Gnu/Linux. Al paradosso visto dal punto di vista dell'azione economica e produttiva su base volontaria, ciò che colpisce è questa convivenza tra modernità e aspetti di solidarietà comunitaria, tra tecnologia e solidarietà meccanica.