Il sociologo, la sociologia e il software libero: open source tra società e comunità/Capitolo 4/1

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4.1 Razionalità, emotività e ascesi globale nel software libero

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La razionalità si articola su due piani, quello strettamente tecnico legato alla logica circuitale e all'intelligenza artificiale e quello socio-economico legato, come abbiamo visto, all'allargamento del mercato. Il secondo aspetto, anche se reale o quantomeno plausibile, non è così scontato. Questo ipotetico allargamento si contrappone tanto al sussistere di qualsiasi logica monopolistica, quanto ad un'idea scientifica di divisione del lavoro e di produzione in serie. In particolare ciò che è significativo dell'intervista a Zacchiroli del 17 agosto 2010, è quando afferma:

[...] Io sono particolarmente allergico ai diagrammi Gannt perché c'ho avuto a che fare per progetti di ricerca europei e trovo che siamo, come dire …. , un po' troppo constraining, cioè come dire che mettano troppi paletti per riuscire a rappresentare cosa accade nella realtà. Penso, questa è l'idea di base, poi ci sono le eccezioni, e il diagramma non è bravo per niente a rappresentare le eccezioni.

I diagrammi Gannt rappresentano in modo sintetico le fasi di produzione del software, il termine constraining è preso dal linguaggio informatico ed indica una condizione normativa, di imposizione di una regola al verificarsi di un dato evento del sistema. Partendo da questo punto Zacchiroli espone il modo di produzione del software ma soprattutto indica come sia indispensabile un certo grado di autonomia degli sviluppatori Debian. In pratica il mercato si può allargare ma resta critica l'economia di scala, cioè non si può stampare moneta. Il mercato si espande ma i vantaggi sono distribuiti (collettivi). Ciò che può tenere unita una 'si fatta community che non garantisce grosse fortune, o meglio, ciò di cui è necessario, è proprio una dimensione spirituale condivisa ed accettata. In sintesi è la dimensione etica ciò che sostiene l'economia, e pertanto si tratta di un agire etico razionale, razionale in quanto consapevolmente orientato al valore, non sinottico come quello dell'imprenditore calvinista che separa le attività domestiche dalla fabbrica, la contabilità dell'impresa da quella familiare, ma incrementale ed integrativa. Progettare e produrre software richiede una dedizione particolare, non solo in termini temporali ma anche in termini emotivi e morali. Richiede ethos, capacità di concentrazione, motivazione intrinseca, se si deve compensare la minor prospettiva di lauti guadagni. Michael Tiemann (2000) riporta lo scetticismo che riscontra nel mercato nel momento in cui decide di fondare una grande azienda basata sulla produzione Open Source:

Buon senso: Perché un cliente dovrebbe pagare per un vantaggio concorrenziale?

Economia di scala: Come può un’attività di servizi godere degli effetti dell’economia di scala?

Durata: La Cygnus sarà sempre a disposizione quando i clienti ne avranno bisogno?

Profitto: Come può l’open source essere proficuo?

Gestibilità: Come si deve gestire l’open source per assicurare sempre la qualità?

Possibilità di investimento: Come può attrarre gli investitori un’azienda che non dispone nemmeno di software IP1?

Nonostante sia possibile fare business, nonostante la stessa Cygnus abbia mostrato una crescita maggiore rispetto alle altre software house delle Silicon Valley impegnate sul fronte del software proprietario, resta il fatto che tale scetticismo non è fondato su pregiudizi, ma come si è visto nel terzo capitolo, sulla reale possibilità di industrializzare la produzione di software. Il modello organizzativo e di produzione buttom up del software libero occupa gli spazi lasciati liberi dal software proprietario prima di porsi come reale alternativa allo stesso software proprietario. Gli spazi ampi lasciati liberi dal software proprietario corrispondono a bisogni che l'economia di scala non è in grado di soddisfare, bisogni particolari su cui si dispiega l'open source. Di per se l'open source come tale non è sufficiente, deve essere sostenuto da una dimensione etica che ricomprenda il rapporto con gli altri e con la communty in genere. È necessaria una sorta di estensione sociale ed etica dell'Open Source, cioè il Software Libero. In altri termini sono i valori etici del software libero che rendono possibile l'open source. L'open source da solo non è autosufficiente. Le motivazioni intrinseche nascono in un contesto di software libero.

Il software proprietario lascia irrisolti tutti quei bisogni che l'industrializzazione del software non può soddisfare. È principalmente l'ethos degli hacker che se ne prende carico, in quanto rappresentano una fonte di gratificazione cognitiva intrinseca da un lato ed emotiva/morale dall'altro. Addentrandosi su questi aspetti si potrebbero evidenziare fenomeni di omologazioni operanti soprattutto a livello di governance, in cui a rischio sono soprattutto gli enti locali sub-nazionali che rischiano di vedersi uniformati, sul piano organizzativo, perdendo così le loro caratteristiche di autonomia in nome dell'innovazione tecnologica intesa in senso industriale. Esula dagli scopi di questa ricerca misurare quanto l'informatica industriale globale eserciti una certa pressione sugli assetti organizzativi, locali ma è facilmente intuibile come ciò costituisca un rischio glocale (Robertson 1995, 1999) attuale.

Quindi per soddisfare bisogni particolari su scala globale è necessaria, ad un livello macro, una dimensione etica, dove sono operanti valori espliciti, ed, a livelo micro, ethos (Bourdieu, 2001), relativo a valori impliciti che sostengono un agire autonomo ed altro rispetto rispetto all'agire dell'agente economico razionale classico. Il termine che propone Zacchiroli, geek, esprime molto bene una parte di ethos, esprime un aspetto di questo ideal-tipo ma non lo descrive in modo esaustivo. È importante tenere assieme entrambi gli aspetti, sia macro che micro, in modo coerente. Il livello micro si riferisce ai sistemi cognitivi dotati di peculiarità che di volta in volta vengono definiti come Stato di flusso (Csikszentmihaly, 2005) dalla psicologia, funzioni frontali dalle neuroscienze, ethos (Bourdieu, 2001) dalla sociologia.

Lo stato di flusso si riferisce ad uno stato di coscienza in cui l'individuo è completamente assorto in un'attività sportiva o intellettuale particolarmente gratificante. Il grado di stress è ridotto o compensato da accentuate capacità di mastering e di copying, cioè di competenza. Lo stato di flusso viene usato per spiegare le motivazioni intrinseche in quanto l'esperienza della gratificazione è ciò che motiva ad affrontare problemi sempre più complessi.

Le funzioni frontali, collocate anatomicamente nel cervello nei lobi dell'area sovra-occipitale, sono quelle che permettono di integrare affettività e cognitività (Antonio Damasio, 1995). Pazienti che subiscono traumi ai lobi pre-frontali, così come la lobotomia praticata ai criminali violenti negli '40 e '50 del '900, hanno compromessa l'affettività, la pianificazione, la capacità di controllo delle varie situazioni ambientali, diventano inerti, anaffettivi, privi completamente di interesse per l'ambiente circostante. Conservano invece la capacità di calcolo e di ragionamento logico. Questa stessa sintomatologia è la stessa che si riscontra, in modo più o meno accentuato, nella sindrome di Asperger che appartiene alla categoria dell'autismo. Quindi i lobi pre-frontali sono in qualche modo la nostra interfaccia con l'ambiente, integrando emotività e cognitività ci permettono di essere sensibili a ciò che ci circonda e agli altri e quindi di stabilire delle relazioni. Il loro venir meno, e quindi il venir meno di competenze emotive e relazionali con l'ambiente, viene compensato con una maggiore capacità di ragionamento e memorizzazione fine a se stesso e di tipo autistico.

Le neuroscienze ci forniscono quindi i due termini del problema, del rapporto tra ciò che Luhmann chiama sistemi cognitivi e sistemi di comunicazione (sistemi sociali): da un lato l'alto grado di connessione di questi (attraverso i lobi pre-frontali), dall'altro l'isolamento del sistema cognitivo da quello comunicativo. Paradossalmente entrambi hanno l'effetto di aumentare le capacità cognitive di tipo logico e mnemonico. Quindi le capacità cognitive di tipo logico e mnemonico vengono accentuate da carenza o accentuazione delle competenze (funzionalità) emotive. Vi è una sorta di intrigante coerenza tra il paradigma di industrializzazione del software che prevede la separazione tra progettazione e sviluppo del software e la separazione tra emotività e cognizione. Diversamente nel software libero, e nel paradigma buttom up, è plausibile un maggiore grado di integrazione tra emotività e cognizione. Così viene riportato un discorso di Linus Torvalds da Glyn Moody (2002):

[...] ... scrivo codice con metodo simile a quello a quello di Richard Stallman, per lui la carta non serve. Se sto lavorando su qualcosa di complicato o devo riflettere su precisi dettagli, raramente prendo appunti. Ma in genere quello che succede è che lavoro direttamente sulla macchina. Se il progetto è complicato, prima di cominciare a elaborare il codice, per qualche settimana mi limito semplicemente a pensare a tutti i possibili aspetti e cerco di trovare la soluzione. E tutto senza scartoffie ...

Questo modo di sviluppare programmi come si vede è contrario a qualsiasi forma di separazione tra progettazione e programmazione. La carta rappresenta questa dimensione burocratica di separazione tra emotività e cognizione che impedisce la creatività. Wikipedia italiano (2 ottobre 2010) indica come la sindrome di Asperger sia spesso associata al termine geek. Si tratta di un termine non scientifico e quindi altrettanto ambiguo ed enantiosemico, quello che però evoca è una situazione di isolamento dall'ambiente e dalle relazioni che per i nostri scopi è invece fondamentale perchè spiega il fenomeno del software libero e dell'agente ideal-tipico. Tra questi due estremi, emotività e autismo, che fa la differenza da un punto di vista sociologico, oltre che la dimensione relazionale ovviamente, è l'imputazione di senso, il senso che l'attore da a ciò che fa e che ci permette di comprendere. Il senso è quindi strettamente legato alle relazioni, ai valori, alla lettura che gli attori danno della situazione e questo dipende, per così dire dal contesto, dalle cornici entro le quali si dispiega il fenomeno in cui si riconosce quella che Shutz chiama provincia finita di significato. La provincia finita di significato del software libero non è delimitata da confini fisici, nemmeno ormai dalla lingua che si parla, la sua estensione geografica è globale, come si è visto è un fenomeno della globalizzazione.

La delimitazione di questo ambito di significato è data dalla condivisione di schemi di senso, quindi valori accettati collettivamente che ad un minore grado di astrazioni si sintetizzano in regole costitutive. L'open source, ed il software libero in particolare hanno un vantaggio notevole rispetto ad altre tipologie di relazione, cioè la verifica continua e collettiva della correttezza degli enunciati attraverso meccanismi che trascendono i singoli e che sono verificabili in modo immediato ed asettico. Chiunque può far valere le proprie ragioni al di la dei pregiudizi, delle appartenenze, dell'empatia e delle ideologie. Questa garanzia per molti aspetti unica, riscontrabile nelle comunità scientifiche, è ciò che appaga il bisogno di giustizia. Non avere altre possibilità che riconoscere i propri limiti ed errori di fronte all'evidenza è ciò consente maggiore consapevolezza. Chi decide di partecipare accetta anche i rischi, ad esempio il rischio che può correre un luminare dei sistemi operativi come Andrew S. Tanenbaum di vedersi superare da uno studente come Linus Torvalds. Per contro Torvalds riconosce di avere usato il manuale Tanenbaum, anche se a suo modo. Partecipare può essere rischioso e per farlo è necessario un accentuato senso della giustizia.

Importante è anche l'esperienza della condivisione di un sentire emotivo comune, anti-cartesiano (Damasio, 1995) orientato alla soluzione collettiva di problemi cognitivi. In questo senso il codice assume funzione di medium che nelle relazioni mediate può addirittura compensare il linguaggio non verbale. Il codice pulito ed ordinato, ben indentato2, comprensibile e commentato3, pronto ad essere reso pubblico e che contiene soluzioni eleganti possiede una sua valenza estetica e comunicativa che va oltre la sua utilità. Scoprirsi cognitivamente uguali è un'esperienza emotivamente forte in cui non è sufficiente integrare emotività e cognizione attraverso i lobi pre-frontali, è anche necessario integrare tra loro gli individui portatori di queste peculiarità, nel caso del software libero, attraverso il codice sorgente.

Il concetto di provincia finita di significato porta in sé una minaccia, cioè il pensiero di gruppo. Il pensiero di gruppo è ciò che inibisce proposte innovative. Zacchiroli durante l'intervista del 17 agosto 2010 sostiene che un metodo efficace per far valere le proprie ragioni è quello di far vedere il codice. Questo ovviamente implica l'apertura del codice, e quindi l'Open Source è ciò che permette tecnicamente il passaggio dal pensiero di gruppo all'intelligenza collettiva, o se vogliamo, dalla provincia finita di significato alla provincia riflessiva di significato, dove la riflessività collettiva ha significato in sé, è una forma di garanzia che trascende i singoli. Dal punto di vista razionale si tratta di un passaggio dalla razionalità sinottica alla razionalità incrementale. La razionalità operante in questo fenomeno non è più quella sinottica e burocratica dello spirito capitalista indagato da Weber, bensì quella incrementale e riflessiva.

Mentre Weber divide nettamente tra agire razionale ed agire affettivo, oggigiorno le neuroscienze evidenziano come questi aspetti non siano così separabili. Damasio afferma che sono proprio i processi affettivi ad integrare olisticamente razionalità, emotività e creatività. Rispetto a Weber si invertono i termini del problema, non più quindi un agire religioso che determina un comportamento razionale, ma al contrario, un agire razionale/emotivo integrato che determina l'esperienza trascendentale che va oltre il singolo e consente un'etica condivisa. Ma ciò che è importante è la rilevanza sociologica, nel senso relazionale, dell'intelligenza emotiva. Tutto ciò si realizza nei sistemi comunicativi, in cui è necessario esporsi alle perturbazioni delle relazioni, i sistemi cognitivi non sono autosufficienti, l'autosufficienza cognitiva assume significato di autismo, di mancanza di senso, di parcellizzazione del lavoro e di alienazione.

È in questa provincia riflessiva di significato che agisce l'attore ideal-tipico che si è definito indicato come hacker. Tale hacker è consapevole delle sue potenzialità, fa esperienza dei suoi successi individuali e collettivi, riscontra l'evidenza che è possibile “cambiare il mondo” attraverso la professione, verifica la coerenza dei valori di libertà implicati, da molta importanza al rapporto con gli utenti, adepti o neofiti e attraverso queste relazioni verifica il suo “stato di grazia” già in questo mondo; è portato ad evangelizzare, non sempre attraverso sermoni, anzi spesso attraverso la dimensione simbolica delle sue opere. Tutto ciò si dispiega in modo universalistico e globale, senza intermediazione e senza paternalismo come forma di ascesi globale.

In conclusione è necessario un avvertimento, l'obiettivo è stato quello di costruire un ideal-tipo che vede accentuate determinate caratteristiche in modo unilaterale e che non è osservabile, nel suo stato puro, nella realtà. Questo ideal-tipo ci fornisce i termini del problema portati ai suoi estremi e ci permette di misurare in modo euristico quanto la realtà si scosti da questo termine di paragone. Inoltre queste caratteristiche non sono peculiarità del software libero, ma si esprimono nel software libero innanzi tutto perché sono peculiarità umane. Se nel 1962 fu possibile individuare gli scienziati (Watson, Crick e Wilkins, 2009) a cui dare il premio nobel per la scoperta della struttura molecolare del DNA, altrettanto non si può fare oggi per il progetto del genoma umano, portato avanti da una community di scienziati molto vasta.

Note

  1. Intellectual property – proprietà intellettuale
  2. Indentazione è un modo di impaginare il codice in modo tale che le istruzione più interne al programma si trovino ad una maggiore distanza dal margine sinistro.
  3. Note che vengono inserite tra le istruzioni e che vengono escluse in fase di esecuzione ma che forniscono spiegazioni utili in caso di revisione del codice.