Interviste dal libro "TUTUCH (Uccello tuono)"/Intervista a Thom Dearhouse

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Intervista a Thom Dearhouse

../Intervista a Kenneth Deer ../Intervista a General Onandaga IncludiIntestazione 16 ottobre 2009 75% letteratura

Intervista a Kenneth Deer Intervista a General Onandaga

1. Per la sua tradizione culturale la vita è un dono o una punizione?

Penso che la vita sia un dono e che sia preziosa. Dobbiamo prendercene cura: dobbiamo migliorare e acquistare nuove capacità. Dobbiamo crescere come persone.

2. Perché siamo qui: per lottarci o per aiutarci?

Siamo qui per vivere in pace. Una coesistenza pacifica è ciò che i consiglieri cercano di ottenere nella riserva e si sforzano di mantenerla. Del resto, per fare la guerra occorrono grosse risorse finanziarie e molte energie. Non credo nella lotta.

3. Che significa per lei la parola “capo”?

“Capo” implica solo una parte della leadership, e vi sono molti tipi di capi. Io stesso sono stato eletto capo, e trovo che questo sistema paragonato a quello tradizionale è più difficile, perché ho dovuto trovare le persone che votassero per me.

Di solito io non mi definisco capo, ma dico che sono un consigliere. Secondo la nostra tradizione erano le matrone dei clan, che selezionavano i nostri capi. Una volta era così. Ma dopo l’ “Indian Act” abbiamo il sistema elettivo.

4. Quali sono le sue responsabilità?

Le sue responsabilità erano, sono, e sempre saranno di prendersi cura del suo popolo, difenderlo, prendersi cura della sua cultura, e si può riuscire in tale impresa rimanendo ben saldi sui principi, non bisogna mai dimenticarli. Neanche il popolo li piega a suo piacere, ma essi sono sempre gli stessi, sono solidi: il principio basilare è la coesistenza pacifica.

5. Che tipo di organizzazione sociale avete?

In Kahnawake abbiamo molte strutture differenti di solidarietà sociale. Ma ognuno dovrebbe aiutare chiunque altro, se è il caso. Se, per esempio, vedi dei bambini che corrono nel giardino di qualcuno, o che stanno facendo qualcosa, facendo chiasso, ci si aspetta che tu dica o faccia qualcosa. Questo è solo un piccolo esempio per dire che ognuno è responsabile per ciò che accade.

Le donne erano, ed ancora sono, membri molto importanti nella nostra comunità. Esse donano la vita, e questo è innegabile! Esse di solito selezionavano i capi, perché le nonne potevano veder crescere i loro nipoti e potevano vedere quali erano i migliori (quelli che avevano la personalità più adatta) per soddisfare le necessità del gruppo.

6. Qual è il ruolo della donna nella vita del sociale? Chi si occupa dell’educazione dei figli?

Credo di aver già risposto. Voglio solo aggiungere poche parole. Se si sposa qualcuno che è di fuori della riserva, bisogna andar via. Proprio questa sera avremo un incontro per discutere questa legge, perché stiamo cercando di cambiarla.

7. Cosa può dirmi circa la proprietà? Mi spiego: come venivano distribuiti i beni tra i membri del gruppo?

Una volta tutta la proprietà era collettiva. I tempi sono cambiati ed ora le persone sono consapevoli del loro diritto alla proprietà e sono anche più preparati culturalmente. Ma viviamo insieme su questo territorio e dovremmo pensare ai nostri vicini, alla nostra famiglia estesa.

8. Qual è il suo massimo dovere?

Questa è una bella domanda! Essere di servizio agli altri. Ho imparato ciò dai miei genitori: mio padre è ancora vivo; mia madre è morta giovane, a cinquantacinque anni, due anni fa. Essi mi hanno portato nella riserva, perché non sono nato qui, e mi hanno trasmesso questo insegnamento: di prendermi cura dell’ambiente. Pertanto, tutti questi fattori hanno fatto sì che io mi dessi continuamente da fare per gli altri, e ne sono molto orgoglioso.

In merito ai doveri concernenti la posizione che occupo qui, devo dire che vengo dal campo della medicina, e mi sono specializzato nelle relazioni pubbliche, come giornalista. Ho lavorato in qualità di giornalista per due anni presso l’<<Eastern Door>>. Ho anche lavorato nel settore dell’ambiente: tutte cose che rendono allettante un curriculum vitae, fanno bella mostra di sé e suonano bene.

9. Come punite i colpevoli?

Stando alla mia conoscenza del nostro passato non venivano compiuti molti crimini, non c’erano molte cose sbagliate, perché a quei tempi la sopravvivenza era la cosa principale, e per sopravvivere bisogna stare insieme. V’era la mentalità che se si commette qualcosa di sbagliato, questo andrà a svantaggio di tutta la comunità. Oggi c’è molta droga, alcoolismo, e contrabbando di sigarette, che hanno mutato ogni relazione. Credo che una cosa molto importante sia di tornare alla nostra cultura, alla nostra lingua, alle nostre radici, perché se sai chi eri acquisti il tuo potere: sono convinto che il problema dell’alcool è dovuto al fatto che la mia gente perse il suo potere.

Ai colpevoli si dava l’opportunità di riparare ricompensando la persona offesa e potevano così essere riabilitati. L’assassinio era uno dei crimini più gravi, per il quale di solito mandavano il colpevole in esilio. Oggi, l’esilio sta tornando di moda per punire i crimini connessi alla droga.

10. L’essere umano è superiore agli animali e alla natura?

Sono assolutamente uguali!

11. Qual è l’essenza dell’essere umano? È una creatura speciale con una missione speciale?

Siamo creature spirituali con un’esperienza umana finché non torniamo dal Big Boss.