Interviste dal libro "TUTUCH (Uccello tuono)"/Intervista a General Onandaga

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Intervista a General Onandaga

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Intervista a Thom Dearhouse Intervista a Geronimo

1. Per la sua tradizione culturale la vita è un dono o una punizione?

È un dono del Creatore, non è un dono di nessun uomo. Il Creatore ha fatto l’ambiente, nessun uomo può farlo. La punizione è un deterrente per qualcosa di sbagliato.

2. Perché siamo qui: per lottarci o per aiutarci?

Uno dei princìpi della filosofia del mio popolo è di aiutarci reciprocamente.

3. Che significa per lei la parola “capo”?

Una persona che guida. La parola “capo” non è nel mio linguaggio, è stata imposta sul mio popolo. È un concetto europeo, perché il capo è più in alto del resto delle persone di cui dovrebbe aver cura.

4. Quali sono le sue responsabilità?

Guidare il sistema del clan, soprattutto per quanto concerne l’aspetto politico. Oggi vige il sistema elettorale anche nella nostra comunità.

5. Che tipo di organizzazione sociale avete?

Il ruolo delle donne è quello di mantenere l’armonia nella comunità. La matrona del clan è persino al di sopra di me (lei è una guida), è circondata da giovani e insegna loro quello che deve essere fatto. Nel Consiglio è lei a decidere con me ciò che deve esser fatto. La matrona del mio clan è morta, ed ora le donne del clan devono scegliere colei che le succederà. Prima di decidere ne discutono per trovare il consenso. Nel Consiglio della confederazione vi sono 50 capi e 50 matrone. Esistiamo ancora, non ci siamo dati per vinti.

6. Qual è il ruolo della donna nella vita del gruppo? Chi si occupa dell’educazione dei figli?

Le capacità per affrontare la vita non possono essere apprese nelle scuole, ma una buona percentuale di esse deve essere imparata a casa. I giovani imparano come sopravvivere, imparano a riconoscere le piante medicinali per potersi curare.

7. Cosa può dirmi circa la proprietà? Mi spiego: come venivano distribuiti i beni tra i membri del gruppo?

Un tempo la terra era in comune, non esisteva il concetto di proprietà. Tutti avevano un pezzo di terra da curare, ma nella maggioranza dei casi eravamo nomadi. Dovevamo stabilirci in un posto e tutti rispettavamo questa decisione. Dovevamo aver cura delle persone. Quando uccido un cervo, ancora oggi, lo divido in pezzi per darlo agli altri.

8. Qual è il suo massimo dovere?

Devo essere sempre preparato per questa o quella cerimonia, che ha lo scopo di mantenere viva la fede. E devo dire che c’è un tempo propizio per ogni cosa. Ci sono 13 cerimonie, la più grande dura 5 giorni. Abbiamo cerimonie per dare nomi, che si tengono nella casa (lunga) comune. Abbiamo cerimonie funebri che vengono chiamate “veglie”, durante le quali si canta tutta la notte fino all’alba. Dicono che il morto va alla tomba danzando perché le canzoni sono belle. Invece, il Pow Wow (questa è una parola inglese) è una grande riunione che a volte unisce insieme migliaia di persone da tutte le parti: oggi sono piuttosto delle feste, ma in passato erano delle occasioni di scambi commerciali.

9. Come punite i colpevoli?

Con l’esilio forzato. Se hai commesso qualcosa di grave devi lasciare la tua Nazione.

10. L’essere umano è superiore agli animali e alla natura?

Per un certo verso è superiore: per cacciare un animale devi essere più abile. Ma noi non siamo dominanti.

11. Qual è l’essenza dell’essere umano? È una creatura speciale con una missione speciale?

È una domanda insidiosa. Dipende dal tuo modo di guardare alla vita. Può essere una vita spesa per il bene degli altri, per la comprensione, per la partecipazione appassionata, oppure proprio l’opposto: distruttiva. Perciò, l’essere umano ha una mentalità per cui può fare il bene o il male. Ciò in cui crede può farlo riflettere, in seguito.