Istoria delle guerre persiane/Libro primo/Capo II

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Capo II

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CAPO II.

L’imperatore Arcadio, lascia, testando, la tutela del figliuol suo Teodosio al persiano monarca Isdigerte. — Questi l’accetta, e con maravigliosa fedeltà ne compie i doveri. — Vararane, successore d’Isdigerte, mette piede sulle terre imperiali. — Anatolio, condottiero delle romane truppe in oriente, presentatoglisi, ottiene la pace.

I.1 Arcadio imperatore giunto, in Bizanzio, dappresso al morire, e volgendo l’animo al figliuol suo Teodosio ancor bambino, pensava il da farsi per meglio provvedere a lui ed alle pubbliche bisogna. Conciossiachè dandogli un compagno nel comando temea fregiare della reale dignità un futuro nemico del proprio sangue, e lasciandolo solo in trono forte paventava non molti abusassero della costui tenerissima età per tramargli congiure, insidiarne la vita, ed impossessarsi del potere supremo2. Ed i suoi dubbj addivenivano [p. 5 modifica]anche maggiori vedendosi quivi affatto privo di congiunti cui affidarne la tutela, nè potendo operare un sì dall’avo Onorio3, se ne lo richiedesse, per essere di già l’Italia in grande trambusto4. Davasi poi non minore fastidio dei Medi, antivedendo ch’e’ incoglierebbero ogni occasione di molestare a tutta lor possa i Romani. Trovò nulla di manco, in tanta perplessità e sebbene di mediocrissimo ingegno, un consiglio salutare alla prole ed all’imperio dichiarando nel testamento, o per divina inspirazione o per avviso degli ottimati suoi, erede Teodosio, e ponendolo sotto la tutela d’Isdigerte re dei Persiani5, cui raccomandava col massimo [p. 6 modifica]fervore la conservazione dell’eredità al pupillo; di tal guisa ordinati gli affari mancò ai vivi6.

II. Isdigerte poi se prima riscuoteva generale riputazione di virtù e di animo assai prestante, ne apparve allora di gran lunga più meritevole, imperocchè osservantissimo dell’ultima volontà d’Arcadio sempre ebbe pace co’ Romani, e guardò intatto l’imperio al pupillo. Scrisse inoltre di subito al senato manifestandogli che accettava la tutela, e che intraprenderebbe guerra contro chiunque macchinasse novità a danno di Teodosio.

III. Ma pervenuto questi coll’andare del tempo all’età virile e morto Isdigerte7, Vararane, cui toccò la regale corona8, incontanente assale con esercito poderoso il tener dei Romani; fu però breve la sua dimora in esso, e priva d’ogni ostile violenza: come ciò accadesse, ora prendo a narrare.

IV. Teodosio all’annunzio di tal nuova mandò a lui ambasciadore Anatolio, duce delle romane truppe nell’oriente, il quale giunto in vicinanza al nemico scese di sella, e pedone e tutto solo andava al re. Questi vedutolo interrogò il corteo chi mai si fosse colui che procedeva alla sua volta. Rispostogli: - il capitano de’ Romani - e’ maravigliossi di tant’onore, e spronando indietro il cavallo si portò con tutta la reale comitiva a [p. 7 modifica]riceverlo urbanissimamente nelle sue terre concessegli quindi la pace a condizione che nè Persi nè Romani construissero in avvenire fortezze sopra i proprii confini9. Fattosi l’accordo i due monarchi governarono con piena libertà le genti loro.


  1. Queste guerre comprendono un periodo di cento quaranta due anni, ciò è dal 407 al 549 dell’era volgare.
  2. Troveremo benissimo fondati i timori di questo monarca se daremci la pena di richiamare alla nostra memoria, tra i molti esempj riferiti in proposito dalle istorie, l’occorso al figliuolo di Tolemeo, su del quale così Polibio scrivea: «Chi non si maraviglierà come Antioco e Filippo, mentre vivea Tolemeo e non abbisognava del loro aiuto, pronti erano a soccorrerlo, e quando morì, lasciando un fanciulletto tenero cui per diritto di natura salvar dovevano il regno, incitatisi reciprocamente, si fecero a dividere il retaggio del fanciullo; non adducendo neppure, conforme praticano i tiranni, un lieve pretesto per coprire il vituperio, ma di repente surgendo con tanta impudenza e ferocia che puo applicarsi loro il detto della vita de’ pesci, fra cui vuolsi che nella stessa specie ancora la morte del minore addivenga alimento e vita del maggiore» (lib. xv, trad. del D. Kohen).
  3. Flavio Onorio ascese il trono d’occidente nell’anno 394 dell’era volgare, ed imperò anni 28, mesi 11, e giorni 10.
  4. A motivo delle gottiche scorrerie; e delle sconfitte riportate dalle truppe imperiali, grandi sì che poterono i barbari cingere d’assedio Roma.
  5. Successore di Varrano nel regno l’anno dell’era volgare 400.
  6. Anno dell’era volgare 407, dopo un imperio d’anni 13, mesi 3, giorni 15, e gli successe Flavio Teodosio II, che qui leggiamo col solo nome di Teodosio.
  7. Agazia dà a costui 20 anni di regno, e scrive che il figliuolo, erede del trono, avea nome anch’egli Isdigerte.
  8. Anno dell’era volgare 421.
  9. Il fiume Tigri divideva in allora il romano imperio dalla Persia.