La Cicceide legittima/I/CCXVII

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Sonetti

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L’Umiltà di D. Ciccio.

ccxvii.

D. Ciccio s’ha sfibbiata la giornea
     Tutto pien d’umiltà, nè più si sente
     Glorioso vantar, come solea,
     4L’ampia capacità de la sua mente.
E se già fra i Colleghi ei pretendea
     D’esser il più saputo, e ’l più valente,
     Or, dato bando a l’ambizion, ch’avea,
     8Dice, che presso a loro è un ombra, un niente,
Protesta essere un nulla in paragone
     Degli altri, e con quell’umile pensiero
     11Ha lasciato ogni fasto, e presunzione;
Ma in dir d’essere un nulla, ei dice il vero;
     Poichè, come si vede, ogni C....
     14Ha la forma, e l’imagine d’un zero.