La Cicceide legittima/I/CXXVI

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Sonetti

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I - CXXV I - CXXVII
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Ricchezze di D. Ciccio non credute.

cxxvi.

D. Ciccio è vero, e’l sò, ch’aurea fortuna
     Già ti votò sul capo i corni suoi,
     E che gemme pescò ne’ flutti Eoi,
     4Quando nascesti a giojellar tua cuna.
Entro a gli erarj tuoi, so che s’aduna
     Un Gange intero, e so che i campi tuoi
     Rompono il collo a cento par di Buoi,
     8Quando l’aria s’inalba, e quando imbruna.
E pur vegg’io, che v’è chi contradice
     A questo vero, e porta opinione
     11Delle ricchezze tue men che felice;
Avend’io fatta questa osservazione
     Che quando passi, ogn’un ti guarda, e dice
     14Pietosamente — O povero C....