La Cicceide legittima/I/XLII

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Sonetti

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I - XLI I - XLIII
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La Cecità di D. Ciccio.
Al Sig. Napoleone della Luna.

xlii.

LUna, al pover D. Ciccio i lumi oscura,
 Son già due mesi, un catarroso velo,
     Sì, che stiam con grandissima paura,
     Che mai più non rivegga i rai del Cielo:
     4Or, come il cieco là dell’Evangelo
S’affligge in tanto, e lagrima, e scongiura,
     Ma l’offese pupille il Ciel non cura,
     8E non si muove alle sue voci un pelo.
Ei però non dovria, come far suole,
     Del Ciel dolersi, e in simili afflizioni
     11Tediarlo ogn’or con supplici parole;
Mentre ogn’un sa, che sogliono i C....
     Senza già mai veder luce di Sole,
     14Viver sempre all’oscuro entro i calzoni.