La Cicceide legittima/II/XL

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Sonetti

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II - XXXIX II - XLI
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Il Peso.

xl.

IO mi trovai presente l’altra sera
     Quando D. Ciccio grosso, e corpulento,
     Qual natura il formò, venne a cimento
     4Con un Collega suo d’egual panziera.
Si contendea del peso, e la stadera,
     Cui rimesso ne fù l’esperimento,
     Sentenziò D. Ciccio, e’l mostrò, ch’era
     8Diciotto libre men di quattrocento.
Io però, quanto a me, son di pensiero,
     Che sì gran peso, a titolo di tara,
     11Meriti almen la detrazion d’un zero;
Parendo incompatibile col vero,
     Ch’ei pesi presso a quattro centinara,
     14E che si mostri poi così leggiero.