La Cortigiana (1525)/Atto secondo/Scena decima

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Atto secondo
Scena decima

../../Atto secondo/Scena nona ../../Atto secondo/Scena undicesima IncludiIntestazione 30 maggio 2008 75% Teatro

Atto secondo - Scena nona Atto secondo - Scena undicesima

Parabolano e Valerio.

Parabolano
Valerio, s’io, come tu dici, fussi inamorato, che remedio mi daresti tu?
Valerio
Trovare una ruffiana e scrivere una lettera.
Parabolano
E se la non la volessi?
Valerio
Di questo state sicuro, ché mai né lettere né denari sono refiutati da le donne.
Parabolano
E che vorresti ch’io gli dicessi?
Valerio
Quello ch’amor vi dettarà.
Parabolano
S’ella l’avesse per male?
Valerio
Io vi ricordo che le donne sono di piú molle carne e de piú tenere ossa di noi.
Parabolano
Quando manderesti tu questa lettera?
Valerio
Spettarei la opportunità del tempo.
Parabolano
Scempio, io t’ho pur fatto parlare: io ho altro caldo che d’amore.
Valerio
Padrone, ma per voi non si pigliava San Leo, poi che non vi basta l’animo d’ottenere una donna.
Parabolano
Né per questo scema una dramma del mio tormento. Or entriamo in casa, ché l’essere solo piú mi contenta che con altrui ragionare.