La Torre del Duomo di Teramo/Visita alla Torre/Il prisma ottagonale

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Il prisma ottagonale

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Visita alla Torre - La cella superiore Ringraziamenti


Il prisma ottagonale di Antonio da Lodi costituisce il locale più alto della Torre, anche se non rappresenta, di per sé, il più elevato livello raggiungibile attraverso scale e camminamenti, poiché una ulteriore scala metallica a pioli, che parte dalla base della cuspide piramidale, giunge sino alla sfera posta a coronamento della struttura. Dotato, come tutti gli ambienti di livello più elevato nella Torre, di pavimentazione metallica che poggia sulle grandi travi in legno di quercia, il prisma è un locale molto luminoso, poiché su ogni lato si aprono finestre a bifora, sormontate da ulteriori aperture circolari. Questo ambiente, contrariamente a ciò che potrebbe essere ritenuto ad un esame esterno della struttura, non è separato dalla piramide che, a cuspide, chiude la Torre. Non era così in passato, quando esisteva ancora la vecchia pavimentazione in legno. Le due travi che tuttora si trovano alla base della piramide, in corrispondenza con l’innesto del prisma, testimoniano che esisteva un solaio divisorio fra i due locali. Presumibilmente esisteva, quindi, anche una scala interna che consentiva di accedere all’interno del vano della piramide e di uscire quindi all’esterno attraverso la piccola porta ubicata alla base della piramide stessa. Non essendovi più un solaio divisorio, dunque, il prisma e la piramide formano oggi un unico locale. Ne consegue che, per l’accesso alla sommità della piramide e per percorrere lo stretto camminamento che, alla base della piramide, è delimitato dalle otto torrette che si innalzano in corrispondenza degli angoli del prisma, è necessario guadagnare, proprio partendo dal prisma, la porta che dà accesso all’esterno della piramide. Questa porta, difficilmente raggiungibile stante l’assenza di una scala fissa che ad essa conduce, si trova ad una altezza di diversi metri dal pavimento del prisma stesso. Al di fuori, una scala metallica a pioli giunge sino alla sfera e alla croce. Dal prisma ottagonale è possibile uscire all’esterno, nella terrazza sulla quale esso è collocato. Da questo spazio è possibile ammirare la struttura architettonica del prisma stesso e le relative decorazioni. Al di sopra delle bifore, alcune delle quali furono consolidate o ricostruite durante gli interventi degli anni ’30, come anche alcune delle torrette esterne agli angoli della terrazza, si trovano le aperture circolari con decorazioni policrome. Le medesime decorazioni si ritrovano, altresì, nell’ambito della cornice ad arcatelle che adorna lo spazio superiore a tali aperture circolari, proprio al di sotto delle otto ulteriori torrette che delimitano la base della cuspide piramidale e creano lo stretto camminamento esterno ai piedi di questa. I capitelli delle colonnine divisorie delle bifore, così come le rispettive basi, sono in parte originali del tempo di realizzazione del prisma ad opera di Antonio da Lodi, in parte di derivazione romana ed in parte ricostruiti, come già accennato, a seguito degli interventi di ristrutturazione che furono condotti sulla Torre negli anni ’30. In taluni capitelli, difatti, è visibile l’iscrizione dell’anno 1935, in maniera analoga a quanto avvenuto per qualcuna delle quattro torrette che si trovano agli angoli della terrazza. I capitelli ricostruiti, tra l’altro, sono di fattura identica a quelli, anch’essi ricostruiti nel novecento, siti sopra le colonne della nave guidiana della Cattedrale. Le colonnine divisorie, in buona sostanza, hanno la medesima origine dei rispettivi capitelli e delle rispettive basi. Nella parte interna, tuttavia, residui di intonaco testimoniano che, in passato, i mattoni che delimitavano le arcatelle delle bifore erano stati coperti. Il tempo, oggi, ne ha determinato nuovamente la scopertura. li). Le ricostruzioni e i ripristini del ‘900, dunque, interessarono anche la Torre. L’interno del prisma è caratterizzato, oltre che da notevole luminosità, da una serie di strutture che si appoggiano o si innestano sulle pareti. Si tratta di un complesso di travi in legno di quercia e di travature metalliche che con essi si legano. Se si tiene conto del fatto che il prisma è il locale più alto della Torre, si può ben comprendere ora il perché, al centro di esso, fu installato il dispositivo bellico di cui si fa ora cenno. Posta ed ancorata su due travi parallele in legno, sostenute alle rispettive estremità da due cavalletti metallici fissati al pavimento, una vecchia sirena antiaerea è tuttora presente sul prisma della Torre. Questa sirena, posta sulla sommità della Torre del Duomo per facilitarne l’udibilità anche a distanze notevoli, corrisponde ad uno dei modelli di sirene antiaeree piuttosto diffusi sul territorio nazionale. Il dispositivo presente sulla Torre del Duomo di Teramo, rese questa struttura architettonica importante anche dal punto di vista della sicurezza della cittadinanza. Era da qui, infatti, che veniva lanciato il segnale di allarme per avvisare la popolazione di un attacco aereo imminente. La sirena in argomento venne installata poco prima della seconda guerra mondiale, nel 1937, e rimase in servizio sino al 1944, quando suonò per l’ultima volta. Da allora, pur disattivata, è sempre rimasta al suo posto, nel prisma della Torre.