La cooperazione regionale in ambito UE: il caso della Corsica/Capitolo III

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Il Documento unico di programmazione della Corsica

../Capitolo II ../Capitolo IV IncludiIntestazione 17 maggio 2008 75% Tesi universitarie

Capitolo II Capitolo IV


1. Il processo di formazione del Docup

Il bilancio dei Fondi strutturali e le regole per il loro impiego vengono decisi dal Consiglio europeo in base ad una proposta della Commissione concertata con il Parlamento europeo. I Fondi strutturali sono ripartiti per paese e per obiettivo ed a seguito di tali decisioni, ciascuno Stato o regione elabora e riassume in un piano le proposte a favore di una zona in difficoltà. Una volta completati, i piani1 vengono presentati alla Commissione europea e ciascuno stato ne discute i contenuti con quest’ultima specificando l’entità delle risorse nazionali e comunitarie da destinare alla loro realizzazione. Appena le parti hanno raggiunto un accordo complessivo, la Commissione adotta i piani ed i conseguenti programmi, versando agli stati un anticipo per passare alla fase operativa. I dettagli, denominati “Complementi di programmazione”, vengono lasciati all’iniziativa delle autorità nazionali o regionali che procedono secondo modalità proprie. Vagliati i progetti, le autorità responsabili selezionano quelli che meglio corrispondono alle finalità del programma. Le organizzazioni prescelte possono così avviare il progetto che deve essere obbligatoriamente ultimato entro il termine del programma. Lo stato di avanzamento del programma è sorvegliato regolarmente dalle autorità competenti che ne danno notizia alla Commissione europea, fornendole la prova (attraverso la certificazione delle spese) che gli stanziamenti sono impiegati nel migliore dei modi.

2. Handicap, settori da valorizzare e sfide future

Dopo aver visto in che modo avviene la formazione del Docup e la realizzazione degli interventi, è bene fare un rapido quadro di presentazione dell’isola al fine di evidenziare i settori che necessitano di essere valorizzati attraverso l’azione congiunta dell’Unione europea, dello Stato e della CTC2.

La Corsica, regione di 8.700 km², composta da due dipartimenti (Corsica del sud ed alta Corsica), ha una popolazione di 260.200 abitanti3 e ha un Pil che si aggira intorno all’82% della media comunitaria. Disoccupazione, spopolamento, invecchiamento della popolazione, debolezza del settore industriale, difficoltà di collegamento legate all’insularità, formazione dei giovani insufficiente, basso livello di studi, bassa attività femminile, squilibri economici4, violenza di stampo separatista, stagionalità del turismo sono solo alcuni degli aspetti che necessitano di un immediato intervento.

La Corsica tuttavia dispone di numerosi punti di forza che meritano di essere ulteriormente valorizzati: gli ecosistemi ricchi, complessi e diversificati; un ambiente quasi intatto; una forte potenzialità turistica da ripartire in percorsi marini e montani; villaggi e siti inseriti nel patrimonio comune dell’Unesco; una collocazione nell’arco mediterraneo che la pone al centro di una rete di scambi e di passaggi; infrastrutture aeroportuali e portuali numerose e di qualità; abbondanza d’acqua ed alta qualità della produzione agro-alimentare.

Le sfide a cui deve fare fronte la Corsica sono molteplici: tra queste spicca la necessità di costruire una rete di scambi e di apertura con le regioni dell’arco mediterraneo, di moltiplicare le possibilità di riuscita dell’isola, d’inserirsi nell’era della modernità sviluppando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Questi imperativi rappresentano il nucleo portante del Docup della Corsica che è una sorta di piano strategico per il rilancio dell’isola. Esso si articola in sette assi prioritari all’interno dei quali sono previste delle misure specifiche d’intervento.

3. Asse 1 - Consolidare le basi dello sviluppo

Le misure previste in questo asse riguardano il miglioramento delle reti di trasporto, lo smaltimento dei rifiuti, la bonifica e la gestione delle acque ed infine lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Ammodernamento delle reti di trasporto e sviluppo dell’intermodalità

Il doppio svantaggio dell’insularità e del rilievo montuoso rendono difficili gli spostamenti sia all’interno dell’isola che all’esterno. Ciò ha indubbiamente favorito la nascita di un mercato economico ristretto e segmentato che rappresenta un handicap strutturale per l’economia corsa.

La rete stradale è inadatta ai bisogni della popolazione e dell’economia a causa della sua pericolosità e dei lunghi tempi di percorrenza. Gli assi che collegano i centri nevralgici dell’isola, vale a dire Ajaccio-Corte-Bastia (RN 193) e Bastia-Bonifacio (RN 198), sono quelli che necessitano di maggiore attenzione per l’importante funzione che ricoprono. La RN 193 collega Ajaccio (la capitale amministrativa) a Bastia (la capitale commerciale) passando per Corte (città universitaria) e permettendo così ai paesi dell’interno di usufruire di collegamenti stradali migliori. La RN 198 collega Bastia a Bonifacio e gioca un ruolo fondamentale nell’economia dell’isola5: essa permette di gestire i flussi turistici dal porto di Bastia in direzione sud e supporta il traffico transeuropeo diretto verso la Sardegna che transita nei porti di Bastia e di Bonifacio.

La situazione della rete ferroviaria presenta degli handicap non indifferenti: tempi di percorrenza troppo lunghi6, assenza di climatizzazione, rumore, deformazioni dei binari che provocano viaggi privi di comfort. I miglioramenti previsti alla rete ferroviaria nell’ambito del Docup 2000-2006 riguardano principalmente la sicurezza ed il comfort di viaggio.

Per quanto riguarda il settore portuale, merita un adeguamento il porto di Ajaccio. Questo negli ultimi anni è divenuto uno degli scali più apprezzati dalle navi da crociera7 ed in seguito a questa situazione si rendono necessarie nuove banchine, con una lunghezza sufficiente per ospitare questo tipo di imbarcazioni.

La diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) è uno degli imperativi della CTC. Essa infatti ha previsto di istituire una piattaforma pubblica di servizi destinati ai privati ed alle aziende. La funzione principale di questa piattaforma è quella di facilitare le relazioni tra pubblica amministrazione e cittadini.

Gestione dei rifiuti e creazione degli impianti di smaltimento

La situazione attuale, per ciò che concerne il trattamento dei rifiuti, è insoddisfacente a causa di infrastrutture embrionali ed arretrate. Il proliferare di discariche abusive è la diretta conseguenza di questo stato di cose. Una politica di trattamento dei rifiuti incontra grossi ostacoli di carattere organizzativo e di coordinamento tra i comuni. Inoltre i problemi sono ampliati dall’insularità e dal consistente afflusso turistico durante la stagione estiva.

L’obiettivo del piano interdipartimentale per lo smaltimento dei rifiuti siglato nel 1998, prevede di sanare questa situazione grazie ad una moderna gestione dei rifiuti, alla creazione di nuovi impianti di smaltimento, al riciclaggio dei rifiuti vegetali e non ed al trattamento finale dei rifiuti con degli inceneritori che producono elettricità. Il piano stima che entro il 2010 sarà possibile riciclare il 25% dei rifiuti ordinari ed il 10% dei rifiuti organici.

Bonifica e gestione delle acque

Grazie agli sforzi dell’Unione europea e della CTC, il trattamento delle acque di scarico è nettamente migliorato tra il 1990 ed il 1999. Esistono tuttavia delle zone quali l’Ile-Rousse, Ajaccio, il Valinco e l’estremo sud che sono altamente deficitarie in materia di salvaguardia dell’ambiente e del litorale.

Lo sviluppo di infrastrutture idrauliche costituisce un elemento essenziale per una razionale gestione delle acque: il regime idrico irregolare nel tempo e nello spazio, l’assenza di falde freatiche significative e la forte domanda d’acqua legata ai flussi turistici, rendono necessarie delle opere di stoccaggio e di trasporto dell’acqua delle campagne contro lo spreco ed un rafforzamento delle condotte.

Sviluppo delle energie rinnovabili

La Corsica è una delle poche regioni, insieme a quelle d’oltremare, totalmente dipendente dall’esterno per ciò che concerne l’approvvigionamento di prodotti petroliferi e la cui produzione di energia elettrica è realizzata essenzialmente sul posto. Le priorità dell’isola sono quindi la sicurezza d’approvvigionamento, i ritorni sull’economia locale degli investimenti nel campo energetico ed il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente legati ad un’immagine di promozione dell’isola. Lo sviluppo delle energie rinnovabili8 sembra la soluzione più adeguata per raggiungere sia la sicurezza di approvvigionamento energetico sia il rispetto dell’ambiente.

4. Asse 2 - Costruire il futuro con gli attori dello sviluppo

Lo sviluppo del turismo e delle imprese sono gli elementi su cui poggia il futuro sviluppo economico dell’isola. Qui di seguito verranno analizzati entrambi gli aspetti evidenziando le misure che il Docup intende intraprendere in questi settori.

Sviluppo del turismo insulare come leva dell’economia

Il Piano di sviluppo della Corsica considera il turismo come l’elemento fondamentale per creare ricchezza, attività ed impiego nell’isola.

La strategia per il periodo 2000-2006 prevede l’ammodernamento delle strutture ricettive in conformità alle disposizioni europee; la creazione di strutture di livello superiore, per rispondere alle esigenze di una clientela maggiormente desiderosa di comfort; lo sviluppo di attività nel rispetto della natura, basate sulla valorizzazione del patrimonio culturale e dei siti naturali; l’ottimizzazione dei servizi e la creazione di percorsi tematici che garantiscano un buon afflusso turistico durante tutto l’anno.

Sviluppo delle imprese

Questa misura è destinata ad incoraggiare la nascita e la crescita di piccole e medie imprese, di attività artigianali, di commerci e di servizi che aspirino ad accrescere lo sviluppo tecnologico e la qualità dei loro prodotti o dei servizi attraverso delle politiche di investimento.

In seguito alla sensibile riduzione del volume di credito, accordato dal sistema bancario corso alle imprese, il problema del finanziamento si pone in primo piano. Nel quadro del Docup 2000-2006 sono state avanzate quattro proposte concrete che cercano di fornire una soluzione grazie alla creazione di:

- un dispositivo di fondo di garanzia dei prestiti che porterebbe la quota garantita dal 40% al 60%;

- una società di capitale-investimento che ha la finalità di rafforzare i fondi propri delle imprese tramite la partecipazione nel capitale;

- una piattaforma d’iniziativa locale che ha come obiettivo l’attribuzione di prestiti d’onore, facilitando l’accesso al finanziamento bancario;

- l’Associazione per il diritto all’iniziativa economica (ADIE), che è un dispositivo di credito solidale, destinato ai disoccupati di lungo periodo che, non avendo credito bancario, desiderano creare una loro attività.

Nel campo della ricerca, della valorizzazione e dell’innovazione dello sviluppo tecnologico, la strategia messa in atto mira a rafforzare ulteriormente le ricerche e le strutture che toccano ambiti economici sensibili quali l’ambiente, la biodiversità, le imprese agro-alimentari e le tecnologie innovatrici. Le imprese che si impegneranno a salvaguardare l’ambiente saranno oggetto di un trattamento privilegiato. Il miglioramento del livello tecnico, della qualità, dell’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione e della gestione sono altrettanti obiettivi da realizzare.

5. Asse 3 - Valorizzare i prodotti della terra: l’agricoltura e la foresta

L’agricoltura in Corsica si presenta sotto aspetti antitetici tra loro: se da un lato si riscontra un’agricoltura di montagna, con una produzione limitata e destinata al fabbisogno interno, dall’altro esiste un’agricoltura di pianura, caratterizzata da estese coltivazioni, dalle quali si ricavano derrate alimentari destinate sia al mercato interno che all’esportazione.

L’agricoltura corsa è costituita dalla somma di piccole produzioni locali e da due produzioni più consistenti: la viticoltura e l’agrumicoltura. Ciò nonostante la Corsica rimane al di sotto della produzione media nazionale a causa di handicap strutturali permanenti quali la pendenza, l’insularità, la difficoltà di accesso agli appezzamenti e la scarsità idrica. La superficie agricola utilizzata è infatti solo il 36% di quella totale contro il 57% a livello nazionale.

Per rimediare a questa situazione, gli interventi del Docup 2000-2006 si articolano intorno a diversi obbiettivi:

- modernizzare i sistemi di coltivazione;

- creare nuove opportunità di lavoro per i giovani;

- professionalizzare l’agricoltura e creare una politica di sviluppo strutturato del settore;

- incentivare l’agricoltura di qualità sostenendo l’identificazione, la protezione e la promozione della produzione insulare;

- stabilizzare la struttura fondiaria delle coltivazioni agricole, in particolare dei pascoli di montagna.

Per quanto concerne la risorsa forestale, essa è considerata sia un prolungamento ed un completamento delle coltivazioni agricole, sia una risorsa ambientale per lo sviluppo rurale e turistico.

Con un tasso di imboschimento del 29%, la Corsica è l’isola mediterranea più ricca di foreste.

A causa degli incendi che ogni anno la devastano, la superficie boschiva si accresce molto debolmente e per lo più è costituita da macchia. Al fine di salvaguardare questa importante risorsa, sono emerse le seguenti priorità:

- una gestione durevole della foresta e degli ambienti forestali ed il miglioramento del popolamento e delle produzioni;

- la protezione contro gli incendi;

- la mobilitazione e la trasformazione delle risorse boschive;

- la creazione ed il miglioramento delle infrastrutture (sentieri, aree attrezzate) necessarie per la mobilità e per la riscoperta di percorsi naturalistici;

- il controllo della divagazione del bestiame;

- la modernizzazione degli strumenti per la lavorazione del legno e del sughero, grazie ad investimenti che mirano ad un abbassamento dei costi ed al miglioramento della qualità del legname.

6. Asse 4 - La valorizzazione dei prodotti del mare

La pesca, attività tradizionale, rischia con il passare del tempo di scomparire e con essa anche delle importanti opportunità di lavoro. Per ovviare a questa situazione sono necessari:

- il rinnovamento e la modernizzazione dei pescherecci9;

- ulteriori investimenti destinati a migliorare le condizioni di sbarco, di trattamento e di stoccaggio ;

- la sistemazione delle banchine per garantire maggiore sicurezza nelle attività di carico e scarico della merce;

- la creazione nei porti di aree specifiche destinate a contenere strumenti utili per la pesca (camere refrigerate, macchine per la produzione di ghiaccio, officine per la riparazione del materiale di pesca);

- spostare le attività di pesca verso zone e specie poco sfruttate.

L’acquacoltura è un settore trainante delle esportazioni corse, grazie ad una produzione annuale di 950 tonnellate di pesce e 650 tonnellate di mitili. Questo grande successo è dovuto allo straordinario litorale, alla qualità delle acque costiere, alla prossimità dei mercati ed al savoir-faire delle imprese. La Corsica per affermarsi in maniera duratura sul mercato europeo deve aumentare la produzione attuale, deve cercare di creare delle imprese di dimensioni maggiori e meno disperse sul territorio, infine deve ricercare dei continui miglioramenti tecnologici per conservare il suo posto all’interno di un mercato altamente concorrenziale.Sono previste inoltre delle azioni di tipo trasversale, che riguardano quindi sia la pesca che l’acquacoltura, le quali hanno come obiettivo una maggiore promozione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti del mare verso nuovi mercati, la creazione di strutture tecnologicamente avanzate ed un maggiore coordinamento tra le due filiere.

7. Asse 5 - Favorire la coesione sociale e la promozione delle donne e degli uomini

L’istruzione ed il lavoro sono i due soggetti portanti di questo asse e per ciascun ambito si evidenzieranno le carenze e le innovazioni da apportare per garantire un adeguato sistema formativo e l’inserimento nel mondo del lavoro.

L’istruzione

La modernizzazione continua del sistema educativo, un apprendimento costante nel corso della vita, l’uguaglianza nelle possibilità di partecipazione e l’integrazione sociale sono i traguardi che la Corsica aspira a raggiungere nel campo dell’istruzione.

Il consolidamento dell’insegnamento professionale, per offrire ai giovani delle reali prospettive di inserimento e lo sviluppo di una formazione professionalizzante, sono anch’esse delle tematiche che necessitano di una particolare attenzione.

Lo Stato e la CTC hanno inoltre messo a punto un piano, denominato “Università del terzo millennio” (U3M), che si propone di allargare e di differenziare l’accesso all’insegnamento universitario nonché di rafforzare i legami tra la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo economico. Questi obiettivi di carattere generale hanno come scopo il consolidamento del polo universitario di Corte e la creazione di nuove strutture.

Gli sforzi finanziari porteranno alla costruzione ed all’equipaggiamento delle infrastrutture universitarie ed al rafforzamento della ricerca tecnologica, dell’innovazione e del trasferimento di tecnologie.

La struttura settoriale dell’economia corsa, caratterizzata dalla netta preponderanza del settore terziario, è perfettamente in linea con la formazione tecnologica localizzata ad Ajaccio ed a Bastia, la quale riflette un perfetto adeguamento alla specificità insulare. La costruzione di un Istituto Universitario della Tecnologia (IUT) contribuirà a rafforzare questa tendenza positiva. Saranno inoltre incentivati e promossi i settori dell’istruzione che si occuperanno di temi particolarmente importanti per l’isola, quali lo studio delle energie rinnovabili, della salvaguardia degli ecosistemi, di soluzioni innovatrici per lo smaltimento dei rifiuti, dei sistemi informativi e comunicativi, di metodi di prevenzione degli incendi, di gestione e di valorizzazione degli spazi naturali, di miglioramenti nel sistema viario e di tecniche di promozione turistica.

Tuttavia molto resta ancora da fare per migliorare l’inserimento professionale dei giovani, per correggere la loro uscita prematura dal sistema educativo, per aumentare il tasso di attività femminile ed il grado di qualificazione della popolazione attiva.

Il mercato del lavoro

In questo campo la Corsica si fa promotrice di una politica attiva del mercato del lavoro, proponendosi di offrire un nuovo avvio all’impiego per i giovani e per i disoccupati di lungo periodo aumentando il numero delle persone che possono beneficiare di misure volte all’inserimento professionale. Nella lotta contro la disoccupazione è previsto un miglioramento dell’orientamento e della definizione di progetti di formazione. La costruzione di un sistema educativo più adatto alle nuove realtà del mondo del lavoro, la lotta contro ogni forma di esclusione, lo sviluppo dello spirito d’impresa e della creatività, l’aumento del numero di donne lavoratrici e l’appoggio allo sviluppo di iniziative locali sono dei necessari obiettivi da perseguire per far fronte alla crisi occupazionale.

8. Asse 6 - Valorizzare il territorio e promuovere interventi di sviluppo locale

Le politiche settoriali messe in atto con il Docup concorrono allo sviluppo locale ed al miglioramento dell’organizzazione territoriale. In particolare è stata messa a punto un’ambiziosa politica ambientale di protezione e di valorizzazione dello straordinario patrimonio ecologico e paesaggistico corso. La protezione delle aree più belle e preziose si è tradotta, oltre che nell’azione di conservazione del litorale, nella creazione di riserve naturali e di parchi marini. La Riserva naturale della Scandola ed il Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio sono gli esempi più celebri.

La politica turistica della Corsica ricerca uno sviluppo che sia in grado di preservare e di garantire gli equilibri del territorio sia sul piano sociale che su quello ambientale. Il turismo deve quindi contribuire ai ritorni economici a livello locale, migliorando la qualità della vita della popolazione, in particolare di quella dell’interno. Per questa ragione, gli interventi del Docup hanno lo scopo di organizzare e di valorizzare lo spazio turistico, promuovendo la riscoperta delle aree interne meno conosciute attraverso percorsi naturalistici, gastronomici e legati alla riscoperta delle attività artigianali.

Fra le altre iniziative previste, al fine di promuovere e di valorizzare il territorio, vanno ricordate le azioni che mirano ad ampliare l’offerta culturale, a migliorare le strutture turistiche, i servizi legati alle attività nautiche e la sistemazione e la cura dei siti naturali ed archeologici.

9. Asse 7 - Assistenza tecnica

Questa sezione riguarda la messa in atto del programma, in particolare intende assicurare la sua ottimale esecuzione ed il rispetto delle regole di buon utilizzo dei fondi comunitari. A tal proposito è stato messo in atto un dispositivo di applicazione, di gestione e di controllo del Docup.

Sono inclusi in questo ambito i costi legati sia alle fasi iniziali della programmazione (informazione specializzata, studi, progetti di interesse generale, seminari, valutazioni specifiche) sia a quelle successive. Per garantire la correttezza e l’efficienza del programma sono previsti dei comitati di programmazione e di sorveglianza, degli incontri annuali con la Commissione europea, dei controlli di attuazione a vari livelli e delle verifiche sulla coerenza tra le misure del programma ed i Fondi strutturali interessati.

10. Il piano finanziario del Docup 2000-2006

Dopo aver passato in rassegna il piano strategico che intende colmare il ritardo in cui versa l’isola e garantire ad essa un armonioso ed equilibrato sviluppo, si rende necessario quantificare l’ammontare dei fondi stanziati. La ripartizione per assi e soggetti chiamati in causa è esemplificata nella tabella 3.1.


11. Altre fonti di finanziamento pubblico destinate alla Corsica

In aggiunta al Docup sono previste delle ulteriori forme di sostegno all’isola. Esse sono:

- il Contratto di Piano Stato - CTC 2000-2006, è, come del resto il Docup, uno strumento operazionale della messa in atto degli obiettivi previsti nel Piano di sviluppo della Corsica.

Il Contratto di Piano ed il Docup sono due documenti che ricoprono il medesimo arco temporale e si occupano di ambiti simili tra loro. Essi sono due dispositivi complementari, entrambi votati allo sviluppo regionale. Nel Contratto di Piano gli stanziamenti nazionali fungono da contropartita a quelli comunitari creando così un’azione sinergica volta allo sviluppo isolano. Lo stato e la CTC parteciperanno al progetto versando per il periodo 2000-2006 rispettivamente 248,15 milioni di euro e 230,85 milioni di euro per un totale di 479 milioni di euro10;

- il programma eccezionale di investimenti (PEI) 2002-2017, che è previsto all’articolo 53 della legge del 22 gennaio 2002 relativa alla Corsica11. Il PEI, con uno stanziamento complessivo di 1940,68 milioni di euro, è destinato a rafforzare le infrastrutture di base dell’isola in materia di trasporti, di formazione e di gestione delle acque; a garantire un miglioramento dei servizi collettivi nel campo della sanità, del lavoro, dello sport e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; a valorizzare lo spazio regionale.

E’ un programma che si articola lungo un arco temporale di 15 anni (2002-2017) ed è finanziato per il 70% dallo Stato e per il restante 30% da enti regionali e locali.

Nella tabella 3.2 sono illustrati gli stanziamenti previsti nel PEI fino al 2006.


La Corsica deve approfittare di questo straordinario momento per gettare le basi del suo futuro sviluppo. Si ricorda che nel 2006 uscirà dall’elenco dei paesi che potranno beneficiare dell’obiettivo 1 e di conseguenza l’occasione di ricevere così tanti fondi, almeno a livello comunitario, non capiterà più. E’ quindi imperativo per la Corsica sfruttare al meglio questa grande opportunità per colmare definitivamente il suo ritardo ed inserirsi nell’era della modernità.


Note

  1. Questi sono denominati Quadri comunitari di sostegno (Qcs) o Documenti unici di Programmazione (Docup), a seconda che richiedano o meno una decisione supplementare della Commissione per l’attuazione dei programmi.
  2. Si ricorda che con questa sigla ci si riferisce alla Collectivité Territoriale de Corse.
  3. Dato relativo al 1999: è la regione con la più bassa densità della Francia metropolitana.
  4. Il settore terziario rappresenta il 78% degli impieghi.
  5. Il 40% della popolazione è concentrata lungo questo asse.
  6. La durata del viaggio Ajaccio-Bastia è di 3 ore e 15 minuti in treno e solo di 2 ore e 25 minuti in auto.
  7. Il numero delle navi da crociera è passato da 40 nel 1992 a 130 nel 1998.
  8. Queste comprendono l’energia solare, idraulica, eolica, delle biomasse e fotovoltaica.
  9. Ciò è importante anche per migliorare la qualità e la conservazione dei prodotti pescati e per garantire delle condizioni di lavoro più confortevoli e sicure.
  10. Cfr. Collectivité Territoriale de Corse, Contrat de Plan État - Collectivité Territoriale de Corse 2000-2006, Imprimerie Giuntina, 2001, p. 6.
  11. Cfr. Collectivité Territoriale de Corse, «Régions Magazine», n. 61, Presse People, quatrième trimestre 2002, p. 13.