La famiglia dell’antiquario/Lettera di dedica

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Lettera di dedica

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La famiglia dell’antiquario L’autore a chi legge

[p. 299 modifica]A SUA ECCELLENZA

IL SIGNOR CONTE

FEDERIGO BORROMEO

CONTE D’AVONA

Grande di Spagna di prima classe, Cavaliere dell’ insigne Ordine dell’Aquila Bianca di S. M. il Re di Polonia ecc. (’)

PER un Cavaliere pieno di spirito e di sapere, d’ottimo gusto e di fino discernimento, una Commedia è troppo picciola cosa, e molto meno una Commedia mia. Tuttavolta chi è versato in tutto, siccome lo è l’È. V., sa dilettarsi anche di questo genere di piacevole letteratura, ed egualmente applaudisce a quelli che sanno, ed anima gli altri che desiderano di sapere.

Io sono fra questi ultimi : innamorato della Virtù, a guisa di colui che non potendo aspirare all’acquisto di una bellezza, si contenta di vagheggiarla dalla finestra. Fra quelli che mi hanno incoraggiato a seguitare la mia carriera sulle scene d’ Italia, conto a mia gloria l’Eccellenza Vostra, e ciò vuol dire ch’io posso lusingarmi di non essere uomo inutile affatto, poiché Voi siete quanto dotto, altrettanto sincero, e oi sta a cuore il nome italiano e /’ onore di questa Nazione (2), che ad altra certamente non cede.

La Virtù si venera da per tutto egualmente ; e i Letterati d’ ogni Paese formano una Repubblica fra di loro, e sono, per ragion di sì bella madre, concittadini e fratelli. La distanza del luogo, la varietà del clima, la diversità del linguaggio non fa che sia diverso il cuore e lo spirito delle persone, e gli uomini dotti sparsi per le città, per le Provincie, per le nazioni varie del

(1) Questa lettera di dedica fu stampala la prima volta nel t. Ili (1752) dell’ed. Bet- tinelli dì V^enezia. (2) Belt. e Paper, ecc.; di questa nostra nazione. [p. 300 modifica]mondo, si trattano fra di loro come gli abitanti di un sol paese in varie case distribuiti.

Quindi è che mal pensa chi le altrui Nazioni disprezza, la propria sola estimando; ma egualmente s’inganna chi gli Esteri esalta e i proprj Nazionali disprezza. Si possono lodare gì’ ingegni felici dell’ Inghilterra, senza far torto a quelli di Francia ; e pos- siamo noi medesimi agli uni e agli altri dar lode, senza avere in dispregio i nostri buoni Italiani. Misera Italia ! I tuoi Nemici sono i tuoi medesimi Figliuoli, li quali per un certo spirito di novità amano tutto ciò che suol venire di lontano ; e danno quel vanto alle opere degli stranieri, che forse nel loro Paese conseguir non potevano.

V. E. che parla ed intende le varie lingue d’Europa, e i buoni libri sa conoscere e giudicare, non ha mai creduto che gV Ita- liani avessero a cedere ad altri il luogo nelle Arti e nelle Scienze; ma che al Paese nostro, ferace di sottilissimi ingegni, e coraggiosi, e franchi, altro non manchi che V eccitamento, V emulazione ed il premio.

Ecco ciò che fa risplendere l’ Accademia di Londra e quella di Parigi. Per altro abbiamo (’) ingegni tali sparsi qua e là per r Italia, che se uniti fossero in una società sola, vedrebbonsi uscire memorie, operazioni, scoperte, che attirerehhonsi V applauso e V am- mirazione del Mondo, e si tradurrebbono i nostri volumi, come ora si traducono quelli degli Esteri nel nostro idioma.

Dove manca per dir vero la nostra Italia, è nel Teatro Comico, poiché la Francia, V Inghilterra e la Spagna lo superano di gran lunga. S’io avessi lo spirito di Molier (2), farei nel Paese nostro quello ch’egli ha fatto nel suo. Ma troppo debole io sono per reggere a tanto peso; e può bene Vostra Eccellenza incoraggirmi e tutta impiegare la sua eloquenza, per farmi sperare che dalle mie fatiche la cara mia Nazione qualche ristoro in questa parte ricever possa, poiché oltre il conoscer me stesso, che poco vaglio, convien riflettere che l’ Italia non è // Paese che abbia una sola

(l)"Bett., Pap. ecc.: abbiamo noi. (2) Bett. e Pap. aggiungono: siccome ho il di lui genio. [p. 301 modifica]Metropoli (’) ed un popolo solo. Per piacere in Francia, basta pia- cere a Parigi : per colere gli applausi dell’ Inghilterra, basta otte- nerli da Londra ; (2) e da quelle Dominanti soltanto veggiamo uscire le opere rinomate. (3)

Trovandomi favorito dall’ E. V. parecchie volte in città ed in villa, trovai nei Vostri ragionamenti occasione d’apprendere ed ammirare ; e ho preso animo certamente da Vostri preludj a lusingarmi di qualche cosa di più dell’esito delle opere mie.

Esse in oggi sono ancor deboli e bisognose d’aiuto. Le vo appoggiando alla protezione de’ benignissimi Padroni miei; e questa all’ Eccellenza Vostra umilmente io raccomando. Fortunata Com- media, a cui tocca un Protettore magnanimo, dotto ed illustre ! Neil’ Italia e fuori di essa ancora è conosciuta talmente la Vostra Casa, che sarebbe il discorrerne far torto agli uomini illuminati, li quali fra le memorie delle famiglie più illustri trovate avranno più d’ una fiata le glorie, gli splendori, le imprese degli antichis- simi Borromei, ai quali basterebbe nei secoli trasandati il nome del gloriosissimo Porporato, che si venera su gli altari. Nei pre- senti giorni (4) non è minor fregio di s) gran sangue la vostra per- sona (5), piena di virtù e di moderazione, e fornita del più bel cuore del mondo.

Il vostro bel cuore appunto è quello che mi anima a presen- tarvi questa povera Commedia mia ed a supplicarvi proteggere l’Autore (6) di essa, il quale a Voi pieno di ossequio e di venera- zione s’inchina.

Umiliss., Devotiss., Obbligatiss., Serv.

Carlo Goldoni.

Ferrara, li 4 Maggio 1752 (7).

(I) Bett. e Pap. aggiungono: un sol genio. (2) Belt. e Pap. aggiungono : così almeno fra noi risuona e da quelle ecc. (3) Segue nelle edd. Belt. e Pap.: In Italia non è cos) : sovente quello che piace aJ un Paese, non piace all’ altro, e per una prova di ciò, addurrò sol quesl’ esempio. Il Cavaliere e la Dama, e la Pamela sono fra le Commedie mie certamente le men cattive : Milano, Venezia, Bologna, Mantova, Verona le han giudicate tali, eppure a Turino non piacquero, e piacque poscia colà ciò che in altri luoghi e spiaciuto. - Trovan- domi ecc. (4) Così Bett. e Pap.: il nome del Gloriosissimo Santo, e nei presenti giorni ecc. (5) Bett. e Pap. aggiungono: medesima. (6) Bett. e Pap.: l’ infelice Autore. (7) Questa data si legge soltanto nell’ ed. Bettinelli. [p. 302 modifica]