La fine di un Regno (1909)/Parte III/Documenti vol. I/VII

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Documento VII

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Documento VII, volume I, cap. X.


Le varie calate di genti albanesi nel Reame.


Dal Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, di Lorenzo Giustiniani — R. Bibl. a S. M. Ferdinando IV — Tomo X — Napoli 1805. Lettera a S. E. D. Francesco Migliorini, Segretario di Stato di S. M (D. G.) di Grazia e Giustizia e dell’Eoclesiastico (pag. 191).


1° trasmigrazione di Albanesi nel Regno sotto Alfonso di Aragona (per aiuto dato a Scanderberg, nacque una cordialità di rapporti; e, quando vi era bisogno, Albanesi venivano al servizio di Alfonso).

2° trasmigrazione sotto Ferdinando, figlio di Alfonso (nel 1461 Scandenberg calato in Puglia con la sua gente, difese Ferdinando dalla congiura de’ Baroni. Così gli Albanesi residenti ebbero privilegi).

3° trasmigrazione (dopo la morte di Scanderberg nel 1487, Giovanni suo figlio, per scampare ai Turchi, dovette rifugiarsi negli stati di Puglia accordati da Ferdinando al padre. Gran parte andò in Calabria).

4° trasmigrazione (sotto l’imperatore Carlo V, fatta da quelli di Corone, città di Morea. Nel 1582 don Pietro di Toledo vicerè di Napoli mandò in aiuto a Corone un’armata navale sotto il comando di [p. 43 modifica]Andrea Doria, per scacciare i Turchi. Colle navi che tornavano in patria vennero anche i Greci in Napoli).

5° Trasmigrazione (sotto Filippo IV, venne “gran numero di gente da Maina nel 1647, ch’è una altra contrada della Morea„ e si fissò nella terra di Barile in Basilicata).

6° trasmigrazione avvenne sotto l’augusto Carlo Borbone nel 1744. I trasmigranti si fissarono in Abruzzo, nella terra di Abbadessa (badie di S. Rocco, S. Stefano, S. Biagio ecc).

7° trasmigrazione (“sotto l’augusto nostro regnante Ferdinando IV„). Gli Albanesi si trasferirono nella città di Brindisi, avendo per capo Phantasia, “caffettiere, valente nel greco e nell’erudizione„.

De’ centri annotati in questo elenco nel numero di 44, fra Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Benevento e Molise, il più popoloso è Mormanno, con cinquemila abitanti, e il più piccolo è Vena Inferiore, casale di Monteleone, con dugento, Della esattezza di quest’elenco è lecito però dubitare, non essendovi compreso qualche centro importante, e invece compresi altri che non furono mai abitati da Epiroti, ma è ritenuto il più esatto, Il Giustiniani non tralascia di notare che diversi Albanesi si fissarono in Sicilia e fondarono alcuni comuni, ma non dà indicazioni di sorta.


Devo ricordare, per dovere di gratitudine, che nelle indagini circa la venuta degli Albanesi in Calabria e nel Regno, attraverso la copiosa, ma non sempre esatta e concorde bibliografia, ebbi la preziosa collaborazione del mio amico Mario Mandalari, divenuto oggi la miglior fonte di storia e di cultura calabrese.