La nuova legge sui Consorzi Agrari e i vecchi problemi

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Riccardo Esposito

2006 F Articoli letteratura La nuova legge sui Consorzi Agrari e i vecchi problemi Intestazione 20 aprile 2008 50% Articoli

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tratto da Spazio Rurale, agosto-settembre 2006


Solo con una mega-transazione potranno decollare i nuovi Consorzi Agrari

Il 13 Luglio il parlamento italiano ha definitivamente approvato, la conversione in legge del D.L 181, il cosiddetto “Spacchettamento dei ministeri” dove all’art. 9 bis è stato introdotta una modifica rivoluzionaria per i consorzi agrari: Sono diventati delle normali società cooperative disciplinate dalle normative del codice civile, perdendo le residue connotazioni di ordine pubblicistico. Le nuove entità dovranno dimostrare di poter rimanere in modo autonomo sul mercato senza essere mantenute artificialmente in vita con l’ossigeno, ma continuando a svolgere una funzione importante per l’agricoltura italiana.

La nuova legge determina anche le regole per passare dalla vecchia alla nuova normativa:

I 43 consorzi in liquidazione coatta amministrativa di cui 28 autorizzati all’esercizio provvisorio devono chiudere la liquidazione entro il 31/12/2007.

Le ultime due modifiche apportate al testo dell’emendamento hanno stabilito che la denominazione “Consorzi agrari” è riservata soltanto alle istituzioni che attualmente la usano e che essi hanno tempo fino al 30/6/2007 per l’adeguamento degli statuti.

Marco Pancaldi, presidente dell’Assocap, l’associazione nazionale consorzi agrari italiani, ha giudicato queste due modifiche in modo positivo. Li ha visti come riconoscimento della specificità dei consorzi che hanno una loro peculiare storia, ma ha espresso l’opinione che il riordino dei consorzi, potrà essere completato “solo a fronte della chiusura della fase di commissariamento e della stesura di un progetto nazionale che preveda l’apertura di una nuova fase in cui si rafforzino i servizi all’agricoltura, anche alla luce delle progettualità che possono nascere con la cooperazione”.

Si può condividere la necessità di affrontare questa svolta epocale con la dovuta gradualità ma ci sono delle urgenze che vanno subito risolte, se no c’è un serpente che si morde la coda: i concordati dei Consorzi Agrari non si concludono, le nuove cooperative non decollano.

Da più parti era stata avanzata la proposta, di una mega-transazione per chiudere le innumerevoli vertenze giudiziarie, eredità del “Crac Federconsorzi” e dei consorzi agrari.

I tempi ora sono maturi, la Corte di Cassazione ha definitivamente assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta i protagonisti del concordato preventivo Federconsorzi.

Secondo la Suprema Corte il piano presentato dal prof. Capaldo, pur avendo trasferito a prezzo “vile” i beni della Federconsorzi, non violava la norma penale perché voleva solo essere una formula più snella di liquidazione dei beni per evitare il fallimento e per trovare una soluzione che permettesse la continuità dei vari consorzi e i diminuisse i disagi per i dipendenti.

Chiusi perciò gli aspetti penalistici diventa, però, urgente definire una volta per sempre anche tutta la sequela di controversie attualmente in piedi:

• Il ministero deve liquidare ancora mille miliardi di lire di debiti dello stato verso la Federconsorzi, per gli ammassi grano, e 400 miliardi di lire per ammassi olio, così come riconosciuto dalle sentenze della Corte d’Appello di Roma.

• Federconsorzi era rimasta creditrice nei confronti dei Consorzi Agrari per oltre 1000 miliardi di lire ma tali crediti sono stati acquistati da una società costituita dalle principali banche italiane ad un prezzo veramente esiguo: 4 miliardi di lire. Le banche si sono, però insinuate per l’intero importo nelle procedure di liquidazione coatta amministrativa e il loro assenso è indispensabile per portare a termine i concordati. In una trattativa globale le banche potranno trovare il loro tornaconto per ottenere i riparti in quanto creditrici di Federconsorzi come contropartita di un atteggiamento più collaborativi verso i concordati dei Consorzi agrari.

• Il Ministro per le Politiche Agricole potrebbe quindi cogliere l’occasione per favorire una mega-transazione con cui le banche potrebbero conseguire, con interessi e rivalutazione, quanto da loro pagato per acquisire i crediti, i Consorzi agrari avrebbero via libera ai loro concordati, potrebbe essere chiuse le pretese dei lavoratori di Federconsorzi e delle sue consociate. Tutto ciò che resta potrebbe essere destinato a istituzioni a favore di tutta l’agricoltura italiana.

Lo abbiamo detto più volte: la soluzione è veramente dietro l’angolo, ma ora è veramente iniziata una corsa contro il tempo.



NUOVA NORMATIVA

emendamento al D.L. 181/06

"9-bis. Il Ministro dello sviluppo economico esercita la vigilanza sui consorzi agrari di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220. I consorzi agrari sono società cooperative a responsabilità limitata, disciplinate a tutti gli effetti dagli articoli 2511 e seguenti del codice civile; l'uso della denominazione di consorzio agrario è riservato esclusivamente alle società cooperative di cui al presente comma. Le disposizioni della legge 28 ottobre 1999, n. 410, e successive modificazioni, sono abrogate ad eccezione dell'articolo 2, dell'articolo 5, commi 2, 3 e 5 e dell'articolo 6.

E' abrogato, altresì, il comma 227 dell'articolo 1, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Per i consorzi agrari attualmente in stato di liquidazione coatta amministrativa, l'autorità di vigilanza provvede alla nomina di un commissario unico, ai sensi dell'articolo 198, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, in sostituzione dei commissari in carica alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con il compito di chiudere la liquidazione entro il 31 dicembre 2007, depositando gli atti di cui all'articolo 213 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, salvo che entro detto termine sia stata autorizzata una proposta di concordato ai sensi dell'articolo 214 del citato regio decreto. Per tutti gli altri consorzi, i commissari in carica provvedono, entro il 31 dicembre 2006, alla ricostituzione degli organi statutari e cessano, in pari data, dall'incarico.

I consorzi agrari adeguano gli statuti alle disposizioni del codice civile entro il 30 giugno 2007.