La scelta del protettore

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Ippolito Nievo

1860 S Satira letteratura LA SCELTA DEL PROTETTORE
DISPACCIO PARTICOLARE DELL’UOMO DI PIETRA Intestazione 20 luglio 2008 75% Da definire

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I dispacci particolari dell'Uomo di Pietra si distinguono per la loro lunghezza come quelli della Perseveranza per la loro brevità. I nostri hanno anche il vantaggio di costare assai meno; ma sono in compenso tanto pieni di spirito, che il pubblico perdona loro questo peccatuzzo plebeo. Dopo ciò entriamo in argomento.

L'altro giorno... .

Voi obbletterete che non poteva essere l'altro giorno, perché venendo il nostro dispaccio da Roma, ed essendo questa città lontana da Milano seicento miglia, e rimanendo interrotte le linee telegrafiche, pare incredibile una tale rapidità.

Avete proprio ragione!

L'altro giorno adunque il cardinal Antonelli e il cardinal Altieri si incontrarono in una sala del Vaticano. Erano ambidue vestiti di rosso, ma neri di umore e di fisonomia come il cappello d'un gesuita.

Il ciocciaro ed il principe romano passeggiarono un poco su e giú per la stanza guardandosi in cagnesco. Poi il signor principe si degnò di prender la parola pel primo.

[ALTIERI] ­ Mi congratulo con vostra eminenza! Buono, ottimo in verità, il Protettore ch'ella ci ha procurato! Ci si pianta in casa per difenderci, e va poi d'accordo coi ladri che ci derubano l'ortaglia! ... Sicuro! d'or innanzi vivremo in un giardino, pasciuti di odor di rose; ed i rivoluzionarli mangeranno i cavolfiori ed i carciofi conditi coll'olio di Macerata!

[ANTONELLI] ­ Se all'eminenza del signor principe va a sangue questo spediente, non sarò certo lo quello che le proibisca di valersene. Per me non lascerei un carciofo per tutte le rose della Sabina; lo riderò sul naso al Protettore, e i fatti miei cercherò farli da per me solo!

[ALTIERI] ~ Olmè eminenza! vorreste giocare quel brutto tiro al vostro Protettore, al figliuolo primogenito della Chiesa?!

[ANTONELLI] ­ Risponderò quello che potrebbe rispondere vostra eminenza riguardo al suoi debiti. Quel Protettore non me lo sono fatto io; l'ho ereditato. Se lo ho subito con buon viso, è stato tutto merito e fatica mia, e mi vengono meglio i battimani che le fischiate. Ora che il signor Protettore parla colla sua vera voce getta via la maschera, chi mi impedirà dal parlar schietto anch'io, dal mostrarmi qual sono, e giacché egli vuole assassinarci, a cercar qualche altro che ci protegga meglio di lui?

[ALTIERI] ­ Che ci salvi il giardino, vorrà dire vostra eminenza?

[ANTONELLI] ­ Eh che giardino d'Egitto!! Che ci protegga meglio di lui, dico, salvi il giardino, l'ortaglia, gli ortolani e anche le ortolane, se volete!

[ALTIERI] ­ Gli è qui che vedremo il preclaro ingegno di vostra eminenza!

[ANTONELLI] ­ Ne dubiterebbe il signor principe?

[ALTIERI] ­ Forse stamane il papa avrebbe sanzionato come dogma l'esimio talento del suo eminentissimo ministro?

[ANTONELLI] ­ il papa ha fatto di meglio. Ha approvato la mia idea di non perder piú il tempo tentennando, di rivolgermi apertamente all'Austria, di dirle: cedo a voi le mie ragioni; liberatemi voi da quest'incubo di protettori.

[ALTIERI] ­ E l'Austria s'affretterà a liberarvene con un altro Solferino, e a difendere le vostre ragioni con una bancarotta!

[ANTONELLI] ­ L'Austria, l'Austria, eminenza! ... Voi fingete credere che dietro l'Austria lo non vegga disposta ai nostri aiuti anche la Prussia, e tutta la Germania...

[ALTIERI] ­ E la Russia, e l'Inghilterra anche, m'immagino!

[ANTONELLI] ­ E perché no?

[ALTIERI] ­ Ah! eminenza, siete voi cristiano cattolico?

[ANTONELLI] ­ Mio padre e mia madre dicevano di sí, signor principe!

[ALTIERI] ­ Ed io ne dubito assai, eminenza! Come fareste a combinare la purità della fede con tanta confidenza riposta negli eretici e nel scismatici?

[ANTONELLI] ­ Vi risponderò citando il Vangelo. Non fu il samaritano che unse d'olio e di mirra la piaga del mendico?

[ALTIERI] ­ Ah, e cosí credereste che l'Inghilterra, la Russia e la Prussia ungeranno le nostre piaghe, e appresteranno il cerotto perché le Legazioni aderiscano ancora alle Marche e queste alla Sedia Apostolica?

[ANTONELLI] ­ Questa appunto è la mia speranza.

[ALTIERI] ­ Invero poco sensata, eminenza!

[ANTONELLI] ­ Come sarebbe a dire?

[ALTIERI] ­ Sarebbe a dire che Inghilterra, Russia e Prussia se ne infischiano di noi, e che se il prudentissimo vostro Protettore di ieri parla cosí alto e cosí chiaro, è segno che è d'accordo con esse, e che di là non c'è da sperar altro che la cuccagna del giardino e dell'odor di rose!

[ANTONELLI] ­ Signor principe, sono scherzi inopportuni. Io non acconsentirò mai a vivere di odor di rose: sono abituato a un regime piú sostanzioso.

[ALTIERI] ­ Si sa, si Sa!

[ANTONELLI] ­ E tanto meglio se si sa, cosí anche in difetto degli eretici e dei scismatici duecento milioni di cattolici" sorgeranno a difendere il mio buon diritto, le mie abitudini...

[ALTIERI] ­ L'orto, l'ortaglia, gli ortolani ... e le ortolane! Questo si sa; ma prima favorite dirmi dove comincerete a reclutarli questi duecento milioni di cattolici!

[ANTONELLI] ­ Dove? ... Abbiamo in capo di lista la Spagna. Quella pia e religiosissima regina...

[ALTIERI] ­ Pianterà lí il Marocco per venir a conquistarvi Bologna! Credetelo!!...

[ANTONELLI] ~ E se manca la Spagna per via del Marocco avremo Napoli, e se non può Napoli avremo il Portogallo!

[ALTIERI] ­ Sicuro! e se manca il Portogallo, come vi garantisco lo, avrete la repubblica di san Marino!

[ANTONELLII ­ Signor principe, il mio governo è uscito bene da crisi peggiori di questa!

[ALTIERI] ­ Il vostro governo ha rovinato lo stato, ed ha isolato la Santa Sede in Europa!

[ANTONELLI] ­ Fu la vostra dappocaggine, la vostra superbia che menarono a ciò, e non il mio governo.

[ALTIERI] ­ Silenzio, figlio di ciocciari!

[ANTONELLI] ­ Alto là, principe spiantato!

[ALTIERI] ­ E cogl'insulti cosa credete voi di fare?

[ANTONELLI] ­ Servire la causa della verità e null'altro. Quando si ha fatto degnamente il proprio dovere...

[ALTIERI] ­ E si sono intascati molti milioni.

[ANTONELLI] ~ Non si teme di arrossire in faccia all'Europa.

[ALTIERI] ­ Oh quanto a questo lo credo anch'io. Non arrossirete mai eminenza! Peccato che come son sicuro di ciò non lo sia anche dei nostri futuri protettori!

[ANTONELLI] ­ Il mio futuro Protettore, giacché volete saperlo, signor principe, è il Re dei Re. Dubitereste anco di lui?

[ALTIERI] ­ Non dico questo, eminenza, dubito solamente che il Re dei Re voglia immischiarsi nelle vostre faccende. Dimmi con chi pratichi e ti dirò chi sei. Ci perderebbe troppo.

[ANTONELLI] ­ Dimentichereste che le mie faccende sono anche le vostre, signor principe?

[ALTIERI] ­ Un principe romano resta sempre principe e non ha bisogno né di papa né di cardinalato.

[ANTONELLI] ­ Un umile ciocciaro che servendo il Signore ha messo via qualche risparmio non ha bisogno né della paga né della pensione per vivere!...

[ALTIERI] ­ Dunque cosa vorreste dire?

[ANTONELLI] ­ Che se voi scegliete per protettore il vostro blasone, io scelgo il banco del duca Torlonia.

[ALTIERI] ­ E il papa? E la Santa Sede?

[ANTONELLI] ­ Il papa è infallibile; la Santa Sede durerà eterna, e il Re dei Re confonderà lui le perfide macchinazioni dei rivoluzionarli... -

Il telegrafo mano a mano ch'io scrivo continua a trasmettermi il dialogo dei due eminentissimi; ma è ora di metter in torchio e non posso darvi le ultime conclusioni per ora. So peraltro da buona fonte che il papa assisteva dietro una porta a quel colloquio, e che dopo averlo ascoltato mandò a dire al mastro di posta che tenesse pronta una vettura e un barchetto per ... le isole Baleari.

ARSENICO