La signora dalle camelie (teatro)/Atto II/Scena settima

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Scena settima

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SCENA SETTIMA


Madama Duvernoy e detta, poi un Servo.


Duvernoy. Margherita è uscita?

Nanetta. In questo momento.

Duvernoy. E dove è andata?

Nanetta. Credo al teatro dell’Opera.

Duvernoy. Col signor conte?

Nanetta. Sì. [p. 40 modifica]Duvernoy. Poco fa ha ricevuto una lettera?

Nanetta. Eccola.

Duvernoy. E che cosa ha risposto?

Nanetta. Nulla.

Duvernoy. Tornerà presto?

Nanetta. Ho paura che passi la notte fuori di casa. Ma io vi credeva al riposo.

Duvernoy. Infatti vi sarei, se non fossi stata risvegliata da replicati colpi dati alla mia porta... Io sono andata ad aprire... (si bussa).

Nanetta. Entrate.

Servo. La signora chiede la sua pelliccia, perchè dice che la sciarpa è troppo leggiera.

Duvernoy. La signora Gautier è forse abbasso?

Servo. Sì, nella carrozza alla porta di strada.

Duvernoy. Allora pregatela a ritornare, e ditele che la signora Duvernoy l’attende con somma premura.

Servo. Ma la signora non è sola.

Duvernoy. Non importa; andate. (il servo esce) Se essa non ritorna, il signore Armando sarebbe capace di uccidersi.

Nanetta. Come?

Duvernoy. Non lo sapete? quello che batteva alla mia porta era lui! Egli sa che io sono l’amica di Margherita, e per questo è salito da me.