Le dieci mascherate delle bufole mandate in Firenze il giorno di Carnovale l'anno 1565 - Versione critica/Quinta Mascherata

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Quinta Mascherata

../Mascherata IIII ../Mascherata Sesta IncludiIntestazione 9 ottobre 2018 75% Da definire

Mascherata IIII Mascherata Sesta


[p. 27 modifica]

Q U I N T A  M A S C H E R A T A

F A T T A  D A'  D U O I  S I G N O R I

i l  s.  m a r c h e s e  d i

Castiglione,

et il

S I G N O R  F A B I A N O  D A L

Monte.


Ap p r e s e n t o s s i la quinta mascherata, la qual: fu di duoi honorati signori, il signor Marchese di Castiglione, et il signor Fabiano dal Monte; iquali ingegniosissimamente havevano finta la Virtu, la quale stimolava la fama a conseguire il debito premio dell'honore: delle quali cose finte da loro, non meno erano belli gl'habiti, che si fussero state l'invenzioni, si come ordinatamente si dichiarerà: et prima.

Abigliamento della Bufola.


ER A la Bufola di questa mascherata trasfigurata in uno Elefante, con una coverta di drappo d'oro finita intorno con frange turchine, et d'oro, ornata per tutto di gioie: sopra dellaquale sedeva la Fama figurata, et vestita nell'infrascritto modo. [p. 28 modifica]

Habito della Fama.


HAveva la Fama un'ornamento in testa di capelli veri con veli, et gioie vagamente adornati et acconci: et il busto tutto di tela d'oro col fondo giallo tutta piena di bocche, orecchie, et occhi di basso rilievo, nel modo che è figurata da Vergilio: Le maniche di detta veste erano di raso turchino fornito d'oro, et del medesimo era ancora la sottana, che il restante della persone copriva. haveva in su le spalle due bellissime ali di penne di pavone; et nell'una delle mani teneva una tromba d'oro brunito, la quale gli serviva ancora per guidare, a modo che con redine, la Bufala, sopra della quale sedeva.

Habiti della Virtu.


ER A la Virtu figurata nelle sei Maschere, che doppo li seguivano distinta in sei parti: delle quali l'una era la Contemplazione delle cose celesti: l'altra la Speculazione delle cose elementari; et il restante figurava le quattro Virtu morali, cioè Prudenzia, Iustizia, Fortezza, e Temperanza: ancora che, e per l'Unione che l'una ha con l'altra, et per non scompagnare l'ordine della mascherata, erano vestite tutte d'un'habito medesimo, nella foggia che qui appresso diremo. Portavano primieramente in testa una acconciatura di capelli veri, con una [p. 29 modifica]

lamine d'oro formata in una vaga proportione à proposito di essa acconciatura con veli, perle, e gioie riccamente accomodate. Il busto era di velluto turchino, con altre lamine d'oro; una delle quali posava in su le spalle, e l'altra in sul petto, et in quelle erano figure di basso rilievo, che sostenevano da ogni banda un cammeo, nel quale era del medesimo basso rilievo, scolpita una attione propria di quella virtù, che vestiva quello habito, e con passamani d'oro, e gioie, medesimamente ornato. Erano dietro alle spalle duoi aliotti di velluto, che sostenvono un drappo di seta finito di trina d'oro. Le maniche del detto busto erano di tabì d'oro, con fondo rosso, ornato di passamano d'oro, et veli, e le falde di quello, lequali venivano à arrivare per in sino al ginocchio, erano del medesimo velluto turchino, scompartite in sei parti. Alla fine di ciaschuna erano certe volute rigirate con passamani d oro, e l'una con l'altra congiunte con una fibbia d'oro, et ancora in ciaschuna di esse era medesimamente in oro commesso un cammeo, dentro al quale erano scolpite di basso rilievo, figure à proposito all'attioni di quell'istessa virtù rappresentata in quell'habito. Pendevano ancor'in torno à dette falde per finimento loro molti cristalli orientali, e napponi di seta turchina et oro. Sotto à queste falde usciva una sottana di tabì d'oro con il fondo rosso, finita intorno à frangie turchine, è d'oro. In gamba havevano [p. 30 modifica]

stivaletti di cuoio rosso con una maschera da capo fatta d'oro brunito, e ricinti per tutto di veli di seta. Nella destra mano portavano i pungetti d'argento, ciaschuno dequali haveva sopra l'insegna notissima dalla rappresentata virtù

Abigliamento de Cavalli.


I Cavalli di dette maschere erano vaghissimamente adorni del medesimo abigliamento. E prima nella testiera del cavallo si vedeva una lamina d'oro brunito, sopra della quale erano sculpite di basso rilievo due pitture, che sostenevano un'cammeo, che come gl' altri dimostrava le piu proprie attioni di esse virtù, ciascheduno della sua, e di sotto finiva in termine, che si stendeva fino alle nari del naso del cavallo. Sopra questa lamine nasceva una pennachiera di penne di diversi colori composta, e finita di bisentini d'oro. Sopra il collo del cavallo, era di velluto turchino una coperta finita intorno di passamani d'oro con laccetti d'oro congiunti, e da ogni lato era un cammeo come gl'altri fatto à proposito di quella istessa virtù, che sopra del cavallo sedeva. Il pettorale era del medesimo velluto turchino frappato, et in ciaschuna di esse frappe, era una maschera d'oro, sotto la quale pendeva una nespola d'oro. E nel mezzo di detto pettorale era un'altro cammeo, medesimamente si come gl'altri à proposito; Sopra [p. 31 modifica]

delle groppe era un'altra coperta, pure del medesimo velluto turchino, ornata con passamani d'oro, cammei, e gioie, con istesse, et altri simili abigliamenti d'oro, lavorati con smalto turchino, et a questa achiera, sendo proprio della virtù il vincere, toccò ad haver il palio.


M A S C H E R A T A  S E S T A.

D E L  S.  D O N  L U I G I

d i  t o l l e d o.


SEguiva appresso la sesta mascherata, che fu del Signor Don Luigi di Tolledo, nella qual'erano figurati tanti Mercurij, quante erano le Maschere nel modo infrascritto.


Habito della Maschera della

Bufola.


SEdeva in su la Bufola un Mercurio, ilquale, come communemente suole esser figurato, haveva il suo cappelletto in capo di colore paonazzo, fornito con stampe d'Argento battuto, con due aliette di tela d'Argento, è penne. Indosso haveva un habito del medesimo color con le medesime guarnitioni che il cappello, e nel