Le monete attribuite alla zecca dell'antica città di Luceria/VI Classe

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V Classe Tassa
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SESTA CLASSE.

Monete consimili, ma quasi a metà di peso.


1. Asse del peso mezza oncia e 2 trappesi.

Testa di Giano barbata come sopra, di su I coricato segno dell’asse, sotto il collo Archaic L.svg. Rov. Prora di nave a dritta sopra I, a fianco Archaic L.svg, e sotto ROMA.

2. Semisse del peso 12 trappesi.

Testa di Giove barbata e laureata a dritta, dietro S. sotto Archaic L.svg.Rov. Tutto come sopra. [p. 23 modifica]

3. Triente del peso trappesi 8 generosi.

Testa di Pallade galeata a dritta con morione, sopra 4 globetti, e sotto Archaic L.svg. Rov. Tutto come sopra, e quattro globetti.

4. Quadrante del peso trappesi 6.

Testa di Ercole barbata con pelle del leone a dritta, sotto il collo clava, e dietro tre globetti. Rov. Tutto come sopra, e tre globetti.

5. Sestante del peso trappesi 5.

Testa di Mercurio col petaso a dritta, sopra due globetti, sotto il collo V. Rov. Tutto come sopra, e due globetti.

6. Oncia del peso trappesi tre.

Testa di Pallade galeata con morione a dritta, dietro un globetto. Rov. Prora, sopra ROMA, e sotto Archaic L.svg, ed un globetto.

Dal semisse conservato della quinta serie, si ha, che quella monetazione faceva parte di un asse sestantario. Ora è ritenuto che gli assi sestantarî, o di due once, ebber luogo colla occasione della prima guerra punica cioè verso il 448 di Roma1. È chiaro quindi, che tale quinta classe a quell’epoca, od assai prossima, appartenne; e questa abbondanza che di esse si ha, tranne dell’asse tenutosi a tutti finora ascoso, ne’ contorni di Lucera e nelle vicine città di Puglia, è positivo dato od indizio che facesser parte della moneta, che in Lucera fecero imprimere i consoli Romani che vi comandavano, tralle tanto che dovetter coniarsene ne’ dintorni per istipendio di tanti grandi eserciti. Quelle della classe sesta, essendo del peso di mezza oncia circa, appartennero allo monete onciali o semonciali, e quindi impresse dal 534 al 665 tra la seconda guerra punica, e la guerra marsica2 promulgata dal Tribuno Papirio; dopo di che non si conosce moneta inferiore fino alla imperiale usurpazione.

Gli emblemi e divinità rimarcati in queste due classi di nummi sono perfettamente romani, e quindi può menzionarsi quanto fu da noi in simile congiuntura rilevato3. L’orgoglio romano fece di tutta l’Italia tante province tributarie e dependenti; ed in conseguenza la storia e monetazione di Lucera cessa, come cessò per tante altre cospicue città. E quel segno della propria zecca, pabolo e ricordo di un epoca più felice, disparve come tutte le umane caducità, e restò il dolore e la oppressione, che feroci conquistatori arrecavano, a depressi schiavi.

Note

  1. Librale autem pondus aeris imminutum bello Punico primo, cum impensis respublica non sufficeret costitutumque, ut asses Sextantario pondere ferirentur. Plinio L. XXX. §. 13.
  2. Hannibale urgente asses unciales facti. Lo stesso Plinio come sopra. Il ch. Cavedoni addebitando ad altra epoca l’abbassamento dell’ asse alla mezza oncia lo attribusce alla guerra sociale in cui Roma si vide sul repentaglio dell’ultimo esterminio.
  3. Riccio detta opera pag. 259.