Le odi di Orazio/Libro primo/XXII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Libro primo
XXII

../XXI ../XXIII IncludiIntestazione 24 novembre 2011 100% letteratura

Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
Libro primo - XXI Libro primo - XXIII
[p. 43 modifica]

XXII.


Uomo incorrotto e di delitti puro
    Di mauri dardi uopo non ha nè d’arco
    Nè di faretra grave d’attoscate
        4Saette, o Fusco,

Sia che per sirti ribollenti ei mova
    O pel Caucaso inospite il viaggio
    O per le plaghe là cui favoloso
        8Lambe l’Idaspe.

E però dentro a la sabina selva,
    Mentre Lalage mia canto, e di cure
    Libero vago oltre il confine, fugge
        12Me inerme un lupo:

Mostro il cui pari nè la marziale
    Daunia alimenta ne’ suoi vasti ischieti,
    Nè di Juba la terra, di leoni
        16Arida altrice.

[p. 44 modifica]


Ponmi ne’ pigri campi ove nessuna
  Arbor si allieti d’un alito estivo,
  Del mondo in loco tal cui nebbia e Giove
    20Maligno opprima;

Ponmi in paese che, vicino troppo
  Al solar carro, uopo non ha di tetti.
  Io Lalage amerò che dolce ride,
    24Che dolce parla.