Le odi di Orazio/Libro primo/XXXII

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Libro primo
XXXII

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Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
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XXXII.


Deh, se ozíosi mai teco nell’antro
    Scherzammo alquanto, orsù, prego, un latino
    Carme, che in questo ed in molti anni viva,
            4Déttami, o lira,

Cui toccò prima il cittadin di Lesbo,
    Che, fiero in guerra, o sia tra l’armi o sia
    Che rilegasse la sbattuta nave
            8Al lido ondoso,

Bacco e le Muse e Venere e il fanciullo
    Dicea che sempre a Venere si stringe,
    E Lico d’occhi neri e di capelli
            12Neri leggiadro.

O decoro di Febo, o lira, al sommo
    Giove pur grata in fra le dapi, o dolce
    Sollazzo a’ mali, quando ch’io t’invochi
            16Di rito, salve!