Le odi di Orazio/Libro primo/XXXIII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Libro primo
XXXIII

../XXXII ../XXXIV IncludiIntestazione 12 dicembre 2014 100% letteratura

Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
Libro primo - XXXII Libro primo - XXXIV
[p. 56 modifica]

XXXIII.


Non dolerti, Albio, oh troppo memore
    Dell’aspra Glicera, nè cantar flebili
    Versi elegiaci, s’altri più giovane
        4Di te splende alla perfida.

Chiara per piccola fronte Licoride
    Di Ciro infiammasi; Ciro vèr Foloe
    Rubesta pencola; ma capre ed appuli
        8Lupi vedrem pria giungere,

Che pecchi Foloe col turpe adultero.
    Tal pare a Venere, cui piace díspari
    Sembianti ed anime a giogo bronzeo
        12Con fiero scherzo stringere.

Me pur, cui Venere miglior sollecita,
    Tiene in gradevole catena Mírtale,
    Liberta instabile più che il mar d’Adria
        16Curvante i golfi calabri.