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Le odi di Orazio/Libro terzo/XVII

Da Wikisource.
Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
Libro terzo - XVI Libro terzo - XVIII
[p. 138 modifica]

XVII.


Elio, da Lamo vetusto, nobile,
    (Poi che da lui, fama è, che i Lamj
        Ebber nome e l’intera schiatta
        4De’ nepoti ne’ memori fasti;

E da tal ceppo tu trai l’origine,
    Da lui, ch’è voce, tenne di Formio
        Dapprima le mura ed il Liri
        8Che le piagge di Màrica irriga,

Re d’ampia terra) domani un turbine,
    Dall’euro mosso, spargerà d’alighe
        Vane il lido, di foglie il bosco,
        12Se non mente l’annosa cornacchia,

Nunzia di piogge. Finchè puoi, l’aride
    Legna raccogli; domani al Genio
        Scelto vino e un porcel bimestre
        16Offrirai co’ famigli in riposo.