Le pitture notabili di Bergamo/Prefazione

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Prefazione

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Dell'amoroso e diligente governo de' Quadri
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PREFAZIONE.


OGgi che la Pittura più non signoreggia in Italia, e sembra quasi che ci voglia abbandonare, ritirandosi di là dai monti; quì non si parla che de’ passati di lei trionfi, pubblicandosi colle stampe, si può dir giornalmente, notizie pittoriche, carte cavate da disegni e da Quadri, vite di Pittori, cataloghi di Pitture, affine, com’è credibile, d’indur lo spirito della Nazione a richiamarla al suo Trono, e allo splendore dei due precedenti fortunatissimi secoli. Quindi è che la Città nostra di Bergamo, che non avea finora avuto chi fra tanti de suoi Cittadini che di lei scrivessero, favellato avesse delle Pitture de’ suoi insigni Maestri, e di altri chiarissimi Artefici che ornano i di lei sacri Tempj ed altri pubblici Edifizj, gode sommamente che ai mesi passati siasi stampato in Vicenza uno Scritto di un dotto Forestiere, in cui queste con eleganza e precisione si accennano. [p. 4 modifica] Ma dovendo un’opera di tal genere, perchè più sia alla società profittevole, avere tre oggetti; il primo di soddisfare alla curiosità del Passeggiere intendente, il secondo di palesare ai Nazionali il merito delle Pitture, affinchè le custodiscano, il terzo d’indicare ai Giovani studiosi gli ottimi esemplari, su cui dirigere le loro virtuose fatiche; l’Indice di Pitture stampato in Vicenza come può servir degnamente al primo oggetto, così non sembra troppo favorevole agli altri due, che sono i più interessanti. In esso si nominano molte Pitture che sono eccellenti, e insieme se ne rammentano di dozzinali: e se un erudito Forestiere non ha bisogno di lumi per distinguere le une dall’altre, un Cittadino che non sappia di Pittura, e un Pittorello principiante voglion essere istruiti, quegli per poter conservare alle Chiese ed alla Patria le opere di eccellenti Maestri, questi per non esser sedotto da certi vaghi e lusinghevoli Dipinti, che a prima vista sorprendono, ma che in realtà poco o nulla contengono di magistrale e fondato.

Egli è anche mancante il prefato Indice di un numero non indifferente di Pitture rare e pregievoli; le quali non essendo fatte note ai Cittadini, possono correr rischio di perdersi o di dissiparsi: ed anche gli Scolari di questa nobile Professione restano defraudati di un grande ajuto; dovendo eglino, a imitazione delle Pecchie che traggono il sugo per fabbricare il mele da più maniere di fiori, apprender l’Arte da molti e diversi Quadri; ciascun de’ quali contenendo figure o espressioni diverse, vien quinci a comprendere altrettanti precetti e insegnamenti utilissimi.

Senzachè sono scorsi per entro al medesimo Indice alcuni errori, parte inevitabili di stampa, parte nati per [p. 5 modifica]la grande facilità che v’ha di errare in chicchessia nel decidere degli Autori de’ Quadri, ma principalmente ne’ Forestieri, i quali non hanno, nè aver possono quella pratica che hanno i Nazionali, acquistata dallo spesso mirare e rimirare i Quadri de i Suoi, e dal rapporto che senza avvedersene formiam nella mente delle diverse maniere da’ nostri Pittori tenute sì nel disegnare, che nel colorire e vestir le figure. E in fatti si osserva, che gli stessi provetti Pittori, che non sono del Paese, comechè da più lustri vi soggiornino, non hanno quella franchezza di sentenziare intornio alle antiche fatture de’ nostri Pittori che hanno talora i Dilettanti della Patria; perchè il mestiere di questi è d’incessantemente vagheggiare le Pitture, laddove quelli sono più intenti a produrre del proprio, che a contemplare l’altrui.

Questi sono i principali motivi che mi hanno indotto a riformare e ampliare l’Indice uscito in Vicenza, non avendovi compreso nel dilatarne i confini ogni sorta di Pitture, ma soltanto le più pregiate, dalle quali e splendore alla Patria, e utilità alle Belle Arti ne può derivare: non essendo pregio di una Città il possedere un Arsenale di Quadri, nè l’aver avuto, o l’aver tuttavia uno squadron di Pittori, ma il poterne contar alcuni di singolari e distinti. E delle Pitture che io nomino, non ho creduto a proposito di farne una semplice e pura rassegna, da non servire che per gl’Intelligenti e per li consumati Pittori, ma di toccare il merito, se non di ciascuna, almeno delle più, ragguardevoli, acciocchè si apprezzino e si custodiscano da’ Cittadini; e perchè i Giovani che a dipignere imprendono, e che non arrivano a comprendere il migliore, possano con tale aiuto raggiugnerlo. [p. 6 modifica]Nel giudizio poi che quì troverai fatto degli Autori, e delle loro Operazioni, io non ho inteso d’impor leggi ad alcuno, ma di dire semplicemente ciò che a me ne pare, lasciando altrui in piena libertà di opinare secondochè più gli piace. Non ho per altro trascurata l’opinione de’ nostri accreditati Professori, e de’ Dilettanti più illuminati: ho letto i libri che ne favellano; e in mancanza di necessarj lumi ho fecondato il mio genio, e la naturale inclinazione alla Pittura. E se in ciò che ho scritto, v’ha qualche cosa che meriti, me ne sappia grado chi legge; se nulla v’ha, accetti cortesemente la buona volontà mia: che io prima dirò delle Pitture che sono in Città, e nel Borgo Canale, indi di quelle che ci somministra il Borgo S. Leonardo, poi dell’altre che si ammiran ne’ Borghi, che sono a Levante. Innanzi però di andar in traccia de’ Quadri, mi si permetta di quì stendere alcuni avvertimenti necessarj alla custodia e buon governa de’ medesimi.